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Lucoli : un intero gregge abbandonato e lasciato morire

Lucoli , intero gregge abbandonato e lasciato morire

Circa 140 pecore morte sulle montagne del comune di Lucoli, ad ovest dell’Aquila Questo lo scenario macabro rinvenuto da una consigliera comunale all’inizio di Gennaio in una frazione del paese. All’inizio si era pensato ad una predazione da parte di animali selvatici, ma successivamente alcuni elementi hanno lasciato intendere che si è trattato di un vero e proprio abbandono da parte dei proprietari e che il gregge sia stato lasciato ad un atroce destino.

Il presidente LNDC Animal Protection, Piera Rosati, annuncia in una nota di aver presentato un esposto e di voler fare chiarezza su questa barbarie aggiungendo :

Non voglio dire che tutti i pastori e piccoli allevatori facciano queste atrocità, ma comunque nella maggior parte dei casi si tratta pur sempre di persone che trattano gli animali come merce, come oggetti da cui trarre un profitto. E di cui disfarsi quando il profitto viene a mancare.”

Non smetteremo mai di lottare affinché la mentalità comune cambi e si cominci davvero a considerare gli animali – tutti gli animali – come individui e non come cose. Oggi la sensibilità verso i cosiddetti animali da affezione – in particolare cani e gatti – è fortunatamente in crescita, ma bisogna ancora faticare molto per capire che tra un cane e un maiale o una pecora non c’è poi tutta questa differenza al di là della taglia o della forma del muso o delle zampe”.

Tutti gli animali meritano pari dignità e pari tutele. Questa è la nostra mission che porteremo avanti finché non ci sarà un reale cambiamento culturale”, conclude Rosati.


Finisce l’era di “Code Felici”, gestore del canile comunale di Sulmona

17/10/2019

La presidente Tunno: “Ho sopportato troppe angherie”

di SONIA DI MASSIMO

Termina dopo ben 12 anni l’operato di “Code Felici”, associazione presieduta da Gabriella Tunno che, dal 2007, gestiva il canile rifugio di Noce Mattei a Sulmona.
L’Associazione di Volontariato Cinofilo nasce senza scopo di lucro ed è annoverata nell’Albo Regionale delle Associazioni di Volontariato Ambientale. Tramonta così una lunga stagione dedicata con zelo e premura ai cani più bisognosi, strappati ad una vita di randagismo e tratti in salvo dalla strada.

Veniamo alle motivazioni: il contratto è naturalmente scaduto, pertanto, in
attesa della procedura di gara, sono in corso le pratiche burocratiche che
consentiranno il passaggio del testimone alla cooperativa “Lida” di Ortona, futuro gestore. Ma la presidente Tunno dichiara di non aver intenzione “di sopportare ulteriori sacrifici con lo stesso trattamento economico iniziale, lavorando per conto di un altro organico, considerate le troppe angherie ricevute negli ultimi periodi”. Il riferimento è alla duplice citazione in processo con lo stesso capo d’imputazione.

L’ultima convocazione risale nel corso dell’estate appena trascorsa e la precedente, nel 2015 . Le indagini riconducevano al rinvenimento di una trentina di carcasse di cani seppellite all’interno del canile comunale. Un fatto venuto alla luce a seguito di un esposto. Il reato ipotizzato a carico della donna era quello di smaltimento di rifiuti pericolosi.
Gabriella Tunno, riconsegnando con rammarico le chiavi nella mattinata di ieri, ha altresì restituito una fetta determinante della sua vita, in cui si è prodigata con sincero spirito di abnegazione alla cura e alla tutela dei suoi amati 270 ospiti, grazie al prezioso supporto di istituzioni e collaboratori amici che l’hanno fedelmente accompagnata in questo percorso.

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