Nuove vite sul Monte Velino, nati 8 pulcini di grifone nella Riserva Naturale Orientata

Nuove vite sul Monte Velino, nati 8 pulcini di grifone nella Riserva Naturale Orientata

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L’avvoltoio prezioso per il nostro territorio più selvaggio

di Michele Brunetti

Otto pulcini di Grifone sono appena nati nella grande colonia della Riserva Naturale Orientata “Monte Velino” a Magliano de’ Marsi. A darne la notizia, gli specialisti del Reparto Carabinieri Biodiversità di Castel di Sangro insieme ai volontari del progetto LIFE ESC360 dell’Unione Europea, che tengono sotto controllo tutte le fasi riproduttive dei grifoni (Gyps fulvus) della Riserva, gestita dal Reparto stesso. I nidiacei saranno ora accuditi dai loro genitori, direttamente nel nido, per circa quattro mesi. Cominceranno poi a fare prove di volo, sempre sotto l’attento controllo dei genitori. Se tutto andrà bene, infine, durante la prossima estate i piccoli grifoni spiccheranno il volo, andando a rimpolpare la colonia del Velino o a fondarne di nuove nelle vicinanze.

Il Grifone, estinto in epoca storica sugli Appennini Centrali a causa dell’espansione delle attività umane, è stato particolarmente colpito dalla lotta di sterminio diretta praticata dall’uomo, dai bocconi avvelenati sparsi per la lotta a tutti i predatori o a singole loro specie, come per esempio le volpi. Ma circa trent’anni fa è stato reintrodotto nella Riserva Naturale Statale del Monte Velino, che protegge, con i suoi 3.500 ettari di territorio, eccezionali valori ecologici tra i quali 10 habitat di interesse dell’Unione Europea, 600 specie vegetali e quasi tutte le specie di vertebrati tipiche degli Appennini. Si è trattato di una delle operazioni di reintroduzione di maggiore successo: la colonia del Monte Velino conta ormai più di 30 coppie riproduttive e altre consistenti colonie si sono formate spontaneamente in tutta l’area della Marsica.

La specie appare oggi in sicurezza, raggiungendo nell’area oltre 300 unità: uno dei tasselli chiave della rete alimentare degli Appennini Centrali sta quindi pian piano tornando al suo posto, insieme alla sempre più stabile presenza dei cervi, dei caprioli, dei lupi e anche, seppure ancora in forte pericolo di estinzione, dell’orso bruno marsicano. La rete di aree protette a livello europeo, statale e regionale che protegge gran parte degli Appennini Centrali sta così favorendo la progressiva ricostituzione degli equilibri ecologici che l’uomo aveva alterato profondamente, portando all’estinzione locale molte delle specie animali di grandi dimensioni, essenziali invece per il mantenimento di un accettabile stato di conservazione di tutti gli ecosistemi.

Il grifone, un avvoltoio di grandi dimensioni nei nostri cieli, essenziale per la salute del territorio

Necrofago obbligato, si ciba esclusivamente di carcasse di animali selvatici (cervi, caprioli, camosci, cinghiali) e domestici (equini, bovini, ovini, caprini), rinvenute durante le perlustrazioni giornaliere che raggiungono anche distanze di parecchie decine di chilometri dai dormitori. La sua funzione di spazzino naturale è importantissima per l’ecosistema, infatti, facendo scomparire in fretta le carcasse, contiene la diffusione degli agenti patogeni nell’ambiente, salvaguardando così la salute degli altri animali, riducendo il rischio di trasmissione di malattie epidemiche che potrebbero rivelarsi pericolose. Il grifone vive in colonie numerose lungo pareti rocciose poco accessibili dove le coppie nidificano, la maturità sessuale la raggiunge non prima del 4°-5° anno di età. La femmina depone un uovo, tra gennaio e marzo, che viene covato per circa 52 giorni. Il giovane grifone si invola dal nido dopo 100-115 giorni dalla schiusa.

La testa, piccola e piegata in avanti in fase di volo, insieme al collo, non ha un piumaggio molto sviluppato ma solo un corto piumino, questo per facilitarne l’ingresso nelle aperture delle carcasse. Le ali sono molto grandi e triangolari, grazie a esse può volare sino ai 6000 metri di quota solo sfruttando le correnti ascensionali, la coda è abbastanza contenuta e di forma quadrata. Ha un piumaggio di colore bruno-fulvo, con la parte terminale delle penne di colore nero. Inoltre il capo è ricoperto da sottili e brevi penne setolose e biancastre e alla sua base è ben visibile il tipico collare di piume biancastre. Non presenta dimorfismo sessuale, ma gli esemplari giovani sono più scuri degli animali adulti. Vive mediamente da 25 a 30 anni, il corpo del grifone si estende per circa 100 cm, può raggiungere 10 kg di peso e sviluppare una poderosa apertura alare fino a 280 cm, con cui speriamo possa continuare a vigilare dai cieli d’Abruzzo senza più rischiare di sparire a causa dell’uomo. #grifone

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