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Salvato e adottato dalla marina

Salvato e adottato dalla marina

19 novembre 2020

Dal Messico il video virale del cane che sta conquistando il mondo

di SONIA DI MASSIMO

In un’epoca di contagio galoppante quale l’attuale contingenza, l’unico contesto in cui ad oggi vorremmo utilizzare l’aggettivo “virale” è quello trattato in questo articolo: ci riferiamo al video divenuto virale dell’emozionante salvataggio di un cane che sta facendo il giro del web. È accaduto in Messico, precisamente nello stato di Tabasco, letteralmente devastato nei giorni scorsi da alluvioni e straripamenti che hanno messo in ginocchio abitanti del posto e animali. La poderosa operazione della marina messicana, instancabilmente prodigata nel trarre in salvo vite umane, si è distinta per l’intervento a favore di circa 50 cani.

Ma il salvataggio che ha pervaso di emozione l’intero mondo del web è quello di un cane spaurito e disorientato perché in balia dell’acqua che lo aveva quasi del tutto sommerso. Le immagini ritraggono l’animale intimorito con le zampe anteriori sporte sulla ringhiera del balconcino, mentre l’ufficiale della marina Demetrio Feria l’ha raggiunto a bordo di una piccola imbarcazione.

Immobile e infreddolito, dopo una prima esitazione dovuta all’istinto di difesa, il povero peloso si è completamente affidato alle parole e al buon cuore del suo benefattore. Un lieto fine per questa disavventura che volge verso un
epilogo ancora più toccante: la marina messicana ha dichiarato di aver adottato il nostro fortunato amico a quattro zampe. Sono quelle storie che scaldano il cuore, ancor più perché in quei frangenti trepidanti, uomini espongono a rischio la propria vita per salvare quella di altri, non rimanendo impassibili e apatici di fronte a forme di vita animali in pericolo. Azioni da lodare e condividere.


A Verona niente più circhi con animali

𝗔 𝗩𝗲𝗿𝗼𝗻𝗮 𝗻𝗶𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗽𝗶𝘂̀ 𝗰𝗶𝗿𝗰𝗵𝗶 𝗰𝗼𝗻 𝗮𝗻𝗶𝗺𝗮𝗹𝗶

5 novembre 2020

di GISHELD

Niente più circhi con animali, niente più carrozze trainate da cavalli, ne più animali relegati sui balconi. Questo e molto altro riportato nel nuovo Regolamento per il benessere degli animali approvato il 30 ottobre scorso dal Consiglio comunale di #Verona che si dimostra la città più #Animalfriendly e modello per tutta Italia . I punti principali :

  • Per la prima volta in un comune italiano vengono abolite le carrozze trainate da cavalli. Inoltre, non sono più consentiti i circhi che prevedano il possesso e l’uso di animali esotici.
  • Il nuovo Regolamento obbliga, inoltre, a microchippare e sterilizzare i gatti di colonia e quelli che escono di casa.
  • Non sarà consentito tenere animali in terrazze o balconi senza possibilità di accesso all’interno dell’abitazione.
  • Si è pensato anche ai conigli, dei quali vengono ora riconosciute le colonie e dei quali saranno autorizzate a prendersi cura e a provvedere alla loro sterilizzazione le associazioni.
  • Durante le manifestazioni pubbliche non sarà consentito donare animali, d’affezione e non, quale premio, ricompensa o omaggio.
  • Sarà vietato molestare, catturare, detenere e commerciare la fauna selvatica, e distruggerne i siti di riproduzione.
  • Banditi anche i collari con campanelli, potenziale fonte di disturbi neurologici.
  • Il Sindaco potrà, inoltre, vietare ai soggetti condannati per maltrattamento o uccisione di animali di possederne.
  • Istituiti asili diurni per gli animali d’affezione e sarà possibile aprire strutture destinate al ricovero temporaneo di cani e altri animali di proprietà, anche a scopo di lucro.
  • Regolamentata anche la detenzione di animali esotici. Un plauso va alla città di Verona e a quanti si sono impegnati per questo regolamento e che possa essere d’esempio non solo per l’Italia ma per il mondo intero.#ilportaledibirillo #verona #cittaanimalfriendly

Orrore in Calabria

Orrore in Calabria

8 ottobre 2020

⚠️ L’immagine è forte e ce ne scusiamo

E’ accaduto qualche giorno fa sulla superstrada nei pressi di Marcellinara, un paese in provincia di Catanzaro in Calabria, una lupa è morta, dopo l’ennesimo atto di crudeltà da parte dell’essere umano.
L’esemplare, è stato vittima indiretta della caccia che ha aperto i battenti domenica 20 settembre, ignorando tutti i rischi sanitari e le prassi venatorie (uccisione, eviscerazione, dissanguamento di animali), le doppiette hanno ricominciato a uccidere milioni di animali e continueranno in alcune regioni sino al 10 febbraio.

Molto probabilmente l’animale, moribondo per un laccio che ne stringeva mortalmente l’addome, è stato anche investito. I lacci dei bracconieri, spesso usati per i cinghiali, uccidono in maniera cruenta qualsiasi animale ne rimanga vittima. Un’agonia lunga e dolorosa, una pratica vile e illegale che ancora oggi miete molte vittime.
La caccia è un’attività che ha radici preistoriche, come preistorica a volte è la mentalità di chi la pratica in maniera sconsiderata.

#ilportaledibirillo #rispettoperglianimali #lupa #calabria


Toledo : orrore in un mattatoio, agnelli colpiti con pale, bastoni e trascinati dalle zampe

Toledo : orrore in un mattatoio, agnelli colpiti con pale, bastoni e trascinati dalle zampe

19 Settembre 2020

Agnelli maltrattati sollevati dalle zampe e trascinati sul pavimento e colpiti con bastoni. Di sottofondo si sentono le urla degli operai che si confondono con il lamento degli animali, forse un tentativo di camuffare. Questa è l’investigazione shock quella portata avanti dall’organizzazione per i diritti degli animali Equalia che sotto copertura è entrata in un mattatoio di Toledo (Spagna) registrando la squallida gestione di esso. Una violenza inaudita: operai che colpiscono gli agnelli con la pala o con il bastone, che gli lanciano addosso della sabbia, animali strattonati e vessati, tenuti in un ambiente sporco e con visibili carenze igieniche. Il video mostra come la violenza sia di routine in questo mattatoio dove c’è una palese violazione delle leggi europee sul benessere degli animali.

Gli investigatori di Equalia hanno riscontrato anche che gli standard di tracciabilità alimentare non vengono rispettati. Per l’organizzazione per i diritti degli animali, queste immagini sono un’ulteriore prova che è necessaria una maggiore vigilanza all’interno dell’industria della carne, uno dei settori più bui al mondo. Dal 2018, infatti, Equalia si batte per il “diritto all’informazione” e per la promozione di una legge che impone l’installazione di telecamere di videosorveglianza in tutti i macelli in Spagna . Questa misura ha lo scopo di “garantire il rispetto degli standard di benessere degli animali e di sicurezza alimentare”. I filmati sono stati consegnati all’Agenzia spagnola per la sicurezza, che sta lavorando ad un progetto di legge che intensifichi le misure di controllo nei macelli e garantisca il benessere degli animali. Bisognerebbe intensificare questo tipo di controlli e garantire pene più aspre a chi specula e viola sul benessere e diritti degli animali.


Città Sant’Angelo: ritrovati 5 cuccioli di cane in una busta gettata in un fosso

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Città Sant'Angelo: ritrovati 5 cuccioli di cane in una busta gettata in un fosso

20 Agosto 2020

Cinque cuccioli di cane chiusi in una busta e gettati in un fosso

Sono stati gettati in un fosso nella zona di Città Sant’Angelo.
Purtroppo 3 su 5 sono morti, gli altri sono stati presi in cura nel tentativo di salvarli. Il ritrovamento è stato fatto stamane giovedì 20 agosto, da un cacciatore che era nella zona.

I cuccioli, da una prima impressione, sembrerebbero proprio esemplari da caccia di circa 30 giorni di vita. Sul posto è intervenuta anche una volontaria.
Un gesto disumano compiuto da un cacciatore?
Forse lo sapremo mai, ma di certo un gesto di qualcuno senza scrupoli che in maniera cruenta e sbrigativa ha voluto disfarsi delle tenere creature.
La violenza sugli animali purtroppo non si arresta e denunciare soltanto non basta, ci vogliono leggi SERIE.

#stopcaccia #rispettoperglianimali #CittàSantAngelo
#pescara #ilportaledibirillo


Una strage annunciata

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Una strage annunciata

19 Luglio 2020

Gli animali si riprendono il loro Habitat, ma questo non piace all’uomo. E cosi appena dopo ferragosto nella provincia di Belluno,la stagione venatoria riaprirà in anticipo, c’è del lavoro da fare, troppi cervi in giro.
Saranno più di 3000 gli esemplari da abbattere, non verrà risparmiato nessun esemplare anche le femmine con i loro cuccioli, saranno a rischio. Il motivo? E’ che recano danni all’agricoltura.

Purtroppo l’uomo sempre molto egoisticamente le pensa, decide ed esegue ai danni della natura. Cambiano i suonatori, ma la musica è sempre la stessa.

#stragedicervi #provinciadibelluno #stagionevenatoria
#ilportaledibirillo
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Scimmie incatenate in Thailandia

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Scimmie incatenate in Thailandia

5 Luglio 2020

di GISHELD

Costrette ad arrampicarsi sugli alberi per raccogliere ogni giorno fino a mille noci di cocco, schiavizzate e rinchiuse in gabbie anguste da non consentire loro neanche di potersi muovere.
Il cocco che raccolgono è destinato ai nostri supermercati.
Questo è il lato oscuro e terribile dell’industria delle noci di cocco scoperto da un’investigazione di 𝗣𝗘𝗧𝗔 ( People for the Ethical Treatment of Animals) che ha messo in luce il terribile trattamento riservato alle scimmie della Thailandia, trattate come schiave per arrivare ad avere manodopera gratuita. La PETA è un organizzazione con sedi in tutto il mondo che si concentra maggiormente, nella lotta a quattro pratiche: l’allevamento intensivo, la vivisezione (o la sperimentazione sugli animali), l’allevamento di animali da pelliccia e l’uso di animali nell’industria del divertimento.
La PETA Asia ha documentato il trattamento che viene riservato alle scimmie per lo più macachi, sicuramente catturati illegalmente da cuccioli che mostrano notevoli segni di stress e sofferenza.
Il presidente di 𝗣𝗘𝗧𝗔 ha ragione di credere che tutte le noci di cocco provenienti dalla Thailandia, siano raccolte da scimmie maltrattate e lancia un appello, chiede di non acquistare prodotti di cocco che provengono da quelle zone.
Alcuni supermercati inglesi hanno già vietato il latte di cocco di un marchio, dopo che il fornitore era stato coinvolto nell’indagine.

La 𝗣𝗘𝗧𝗔 e non solo, sostiene che “𝒂𝒈𝒍𝒊 𝒂𝒏𝒊𝒎𝒂𝒍𝒊 𝒗𝒂𝒏𝒏𝒐 𝒈𝒂𝒓𝒂𝒏𝒕𝒊𝒕𝒊 𝒂𝒍𝒄𝒖𝒏𝒊 𝒅𝒊𝒓𝒊𝒕𝒕𝒊 𝒇𝒐𝒏𝒅𝒂𝒎𝒆𝒏𝒕𝒂𝒍𝒊 𝒆 𝒊𝒍 𝒓𝒊𝒔𝒑𝒆𝒕𝒕𝒐. 𝑪𝒐𝒎𝒆 𝒈𝒍𝒊 𝒖𝒎𝒂𝒏𝒊, 𝒈𝒍𝒊 𝒂𝒏𝒊𝒎𝒂𝒍𝒊 𝒔𝒐𝒏𝒐 𝒄𝒂𝒑𝒂𝒄𝒊 𝒅𝒊 𝒔𝒐𝒇𝒇𝒓𝒊𝒓𝒆 𝒆 𝒉𝒂𝒏𝒏𝒐 𝒔𝒄𝒐𝒑𝒊 𝒏𝒆𝒍𝒍𝒂 𝒍𝒐𝒓𝒐 𝒗𝒊𝒕𝒂; 𝒅𝒊 𝒄𝒐𝒏𝒔𝒆𝒈𝒖𝒆𝒏𝒛𝒂, 𝒏𝒐𝒏 𝒔𝒐𝒏𝒐 𝒂 𝒏𝒐𝒔𝒕𝒓𝒂 𝒅𝒊𝒔𝒑𝒐𝒔𝒊𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒑𝒆𝒓 𝒍’𝒖𝒔𝒐 𝒄𝒐𝒎𝒆 𝒄𝒊𝒃𝒐, 𝒂𝒃𝒃𝒊𝒈𝒍𝒊𝒂𝒎𝒆𝒏𝒕𝒐, 𝒅𝒊𝒗𝒆𝒓𝒕𝒊𝒎𝒆𝒏𝒕𝒐, 𝒔𝒑𝒆𝒓𝒊𝒎𝒆𝒏𝒕𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒐 𝒒𝒖𝒂𝒍𝒔𝒊𝒂𝒔𝒊 𝒂𝒍𝒕𝒓𝒐 𝒔𝒄𝒐𝒑𝒐”.

#IlPortalediBirillo #scimmie #sfruttamento #cocco #PETA #Thailandia


Lo zoo Living Coasts chiude i battenti

Lo zoo Living Coasts chiude i battenti

20 Giugno 2020

𝗟𝗼 𝘇𝗼𝗼 𝗟𝗶𝘃𝗶𝗻𝗴 𝗖𝗼𝗮𝘀𝘁𝘀 𝗱𝗶 𝗧𝗼𝗿𝗾𝘂𝗮𝘆, 𝗻𝗲𝗹 𝗗𝗲𝘃𝗼𝗻 (𝗜𝗻𝗴𝗵𝗶𝗹𝘁𝗲𝗿𝗿𝗮), 𝗱𝗲𝗰𝗶𝗱𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝗰𝗵𝗶𝘂𝗱𝗲𝗿𝗮̀ 𝗶 𝗯𝗮𝘁𝘁𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗱𝗼𝗽𝗼 𝗶𝗹 𝗹𝗼𝗰𝗸𝗱𝗼𝘄𝗻 𝗱𝗼𝘃𝘂𝘁𝗼 𝗮𝗹 𝗰𝗼𝗿𝗼𝗻𝗮𝘃𝗶𝗿𝘂𝘀.

di GISHELD

Non potrà più sostenere le spese di gestione e per gli animali dapprima si era deciso di ricorrere all’eutanasia, ma poi per fortuna il Direttore “bontà sua” decide di ricollocarli in altre strutture di accoglienza sostenendo “E’ indubbio che la casa migliore per gli animali sia la natura, il loro habitat, ma per quelli nati e cresciuti in cattività la reintroduzione in natura potrebbe risultare problematica”.
Il Living Coasts fa parte di una rete mondiale di zoo e acquari ed annuncia in questi giorni di aver trovato varie sistemazioni per gli animali.
Dunque il pericolo di un eventuale eutanasia è stato scongiurato.
Il tema purtroppo è sempre lo stesso, si ripete, è l’uomo che decide di rinchiudere gli animali in uno spazio innaturale ed è sempre l’uomo che decide di disfarsi di loro quando non vuole più occuparsene.
Sarebbe bello poter ascoltare democraticamente il punto di vista degli animali, non trovate??
Tempo fa su un nostro articolo riportammo quanto segue:

“𝑃𝑢𝑟𝑡𝑟𝑜𝑝𝑝𝑜 𝑐𝑟𝑒𝑑𝑖𝑎𝑚𝑜 𝑐ℎ𝑒 𝑖 𝑔𝑖𝑎𝑟𝑑𝑖𝑛𝑖 𝑧𝑜𝑜𝑙𝑜𝑔𝑖𝑐𝑖 𝑠𝑖𝑎𝑛𝑜 𝑢𝑛 𝑚𝑒𝑧𝑧𝑜 𝑝𝑒𝑟 𝑐𝑜𝑛𝑜𝑠𝑐𝑒𝑟𝑒 𝑔𝑙𝑖 𝑎𝑛𝑖𝑚𝑎𝑙𝑖, 𝑚𝑎 𝑓𝑜𝑟𝑠𝑒 𝑐𝑖 𝑠𝑏𝑎𝑔𝑙𝑖𝑎𝑚𝑜. 𝐺𝑙𝑖 𝑧𝑜𝑜 𝑎 𝑣𝑜𝑙𝑡𝑒 𝑛𝑎𝑠𝑐𝑜𝑛𝑜 𝑐𝑜𝑛 𝑙𝑜 𝑠𝑐𝑜𝑝𝑜 𝑑𝑖 𝑚𝑒𝑡𝑡𝑒𝑟𝑒 𝑖𝑛 𝑣𝑒𝑡𝑟𝑖𝑛𝑎 𝑎𝑛𝑖𝑚𝑎𝑙𝑖 𝑒𝑠𝑜𝑡𝑖𝑐𝑖 𝑐ℎ𝑒 𝑎𝑙𝑡𝑟𝑖𝑚𝑒𝑛𝑡𝑖 𝑛𝑜𝑛 𝑝𝑜𝑡𝑟𝑒𝑚𝑚𝑜 𝑚𝑎𝑖 𝑣𝑒𝑑𝑒𝑟𝑒 𝑑𝑎 𝑣𝑖𝑐𝑖𝑛𝑜. 𝐿’𝑜𝑠𝑠𝑒𝑟𝑣𝑎𝑟𝑒 𝑞𝑢𝑒𝑠𝑡𝑖 𝑎𝑛𝑖𝑚𝑎𝑙𝑖 𝑖𝑛 𝑐𝑜𝑛𝑡𝑒𝑠𝑡𝑖 𝑠𝑖𝑚𝑖𝑙𝑖 𝑛𝑜𝑛 ℎ𝑎 𝑢𝑛 𝑣𝑒𝑟𝑜 𝑒 𝑝𝑟𝑜𝑝𝑟𝑖𝑜 𝑣𝑎𝑙𝑜𝑟𝑒 𝑒𝑡𝑜𝑙𝑜𝑔𝑖𝑐𝑜 𝑒 𝑛𝑢𝑙𝑙𝑎 𝑑𝑖 𝑠𝑐𝑖𝑒𝑛𝑡𝑖𝑓𝑖𝑐𝑜, 𝑝𝑜𝑖𝑐ℎ𝑒́ 𝑛𝑜𝑛 𝑚𝑜𝑠𝑡𝑟𝑎 𝑑𝑎𝑣𝑣𝑒𝑟𝑜 𝑞𝑢𝑎𝑙𝑒 𝑠𝑖𝑎 𝑙𝑎 𝑣𝑒𝑟𝑎 𝑛𝑎𝑡𝑢𝑟𝑎 𝑑𝑒𝑙𝑙’𝑎𝑛𝑖𝑚𝑎𝑙𝑒 𝑐ℎ𝑒 𝑒̀ 𝑐𝑜𝑠𝑡𝑟𝑒𝑡𝑡𝑜 𝑎 𝑣𝑖𝑣𝑒𝑟𝑒 𝑒𝑛𝑡𝑟𝑜 𝑢𝑛𝑜 𝑠𝑝𝑎𝑧𝑖𝑜 𝑙𝑖𝑚𝑖𝑡𝑎𝑡𝑜.

𝑃𝑒𝑟 𝑞𝑢𝑎𝑛𝑡𝑜 𝑐𝑖 𝑠𝑖𝑎 𝑢𝑛𝑜 𝑠𝑓𝑜𝑟𝑧𝑜 𝑑𝑎 𝑝𝑎𝑟𝑡𝑒 𝑑𝑒𝑔𝑙𝑖 𝑎𝑑𝑑𝑒𝑡𝑡𝑖 𝑑𝑖 𝑟𝑖𝑐𝑜𝑠𝑡𝑟𝑢𝑖𝑟𝑒 𝑢𝑛 ℎ𝑎𝑏𝑖𝑡𝑎𝑡, 𝑠𝑎𝑝𝑝𝑖𝑎𝑚𝑜 𝑐ℎ𝑒 𝑛𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑟𝑒𝑎𝑙𝑡𝑎̀ 𝑛𝑜𝑛 𝑙𝑜 𝑒̀. 𝑂𝑙𝑡𝑟𝑒𝑡𝑢𝑡𝑡𝑜 𝑒 𝑠𝑜𝑝𝑟𝑎𝑡𝑢𝑡𝑡𝑜 𝑝𝑒𝑟 𝑖 𝐛𝐚𝐦𝐛𝐢𝐧𝐢,, 𝑔𝑙𝑖 𝑧𝑜𝑜 𝑓𝑜𝑟𝑛𝑖𝑟𝑒𝑏𝑏𝑒𝑟𝑜 𝑢𝑛𝑎 𝑝𝑜𝑐𝑜 𝑐ℎ𝑖𝑎𝑟𝑎 𝑐𝑜𝑛𝑜𝑠𝑐𝑒𝑛𝑧𝑎 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑑𝑖𝑠𝑡𝑟𝑖𝑏𝑢𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑛𝑎𝑡𝑢𝑟𝑎𝑙𝑒 𝑑𝑖 𝑞𝑢𝑒𝑠𝑡𝑖 𝑎𝑛𝑖𝑚𝑎𝑙𝑖 𝑠𝑢𝑙 𝑛𝑜𝑠𝑡𝑟𝑜 𝑃𝑖𝑎𝑛𝑒𝑡𝑎, 𝑠𝑒 𝑎 𝑑𝑖𝑠𝑡𝑎𝑛𝑧𝑎 𝑑𝑖 𝑚𝑒𝑡𝑟𝑖 𝑠𝑖 𝑝𝑢𝑜̀ 𝑐𝑜𝑛𝑡𝑒𝑚𝑝𝑙𝑎𝑟𝑒 𝑢𝑛 𝑙𝑒𝑜𝑛𝑒, 𝑢𝑛 𝑝𝑖𝑛𝑔𝑢𝑖𝑛𝑜 𝑜 𝑢𝑛 𝑐𝑜𝑐𝑐𝑜𝑑𝑟𝑖𝑙𝑙𝑜. 𝑁𝑒𝑙 𝑟𝑖𝑠𝑝𝑒𝑡𝑡𝑜 𝑑𝑖 𝑡𝑢𝑡𝑡𝑒 𝑙𝑒 𝑠𝑝𝑒𝑐𝑖𝑒 𝑣𝑖𝑣𝑒𝑛𝑡𝑖, 𝑙𝑎 𝑐𝑜𝑠𝑎 𝑚𝑖𝑔𝑙𝑖𝑜𝑟𝑒 𝑐ℎ𝑒 𝑝𝑜𝑠𝑠𝑖𝑎𝑚𝑜 𝑓𝑎𝑟𝑒, 𝑒̀ 𝑐𝑜𝑚𝑝𝑟𝑒𝑛𝑑𝑒𝑟𝑒 𝑐ℎ𝑒 𝑛𝑜𝑛 𝑒̀ 𝑔𝑖𝑢𝑠𝑡𝑜 𝑐𝑜𝑛𝑡𝑒𝑚𝑝𝑙𝑎𝑟𝑙𝑖 𝑎𝑑 𝑢𝑛𝑎 𝑑𝑖𝑠𝑡𝑎𝑛𝑧𝑎 𝑖𝑛𝑛𝑎𝑡𝑢𝑟𝑎𝑙𝑒 𝑒 𝑓𝑎𝑟𝑒 𝑞𝑢𝑎𝑙𝑐𝑜𝑠𝑎”.

E’ vero che una creatura cresciuta in cattività se liberata nel suo habitat potrebbe avere poche possibilità di sopravvivenza, ma anziché una nuova “prigionia”, sempre meglio la #LIBERTA‘.

#ilportaledibirillo #zoo #animaliincattività #animaliliberi
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E’ morta Vieja la scimpanzé più anziana d’Europa

E' morta Vieja la scimpanzé più anziana d'Europa

11 MAGGIO 2020

di GISHELD

Alla fine Vieja è morta allo zoo de Barcelona, lontana dal suo habitat naturale, la femmina di scimpanzé, più anziana d’Europa, detenuta in uno zoo. Aveva più o meno sessant’anni ed era arrivata dalla Guinea, quando ne aveva solo due.

Non si sa ancora il motivo della morte, anche se i responsabili dello zoo sono convinti che sia avvenuta naturalmente a causa della sua età avanzata. Vieja era arrivata a Barcellona nel 1965. Un lungo viaggio il suo dalla Guinea equatoriale che, all’epoca era una colonia spagnola, per giungere allo zoo di Barcellona il quale aveva creato nel 1960 un Centro di adattamento e sperimentazione animale.

Catturata ancora cucciolo, strappata all’affetto della sua mamma, per poi finire in uno zoo e diventare solo mera attrazione turistica. Una vita lunga, ma lontana dal proprio habitat e dalla libertà si vivere con i suoi simili .

Lo zoo è diviso in diverse aree tematiche, la maggior parte degli animali nasce in cattività, come parte di vari programmi di riproduzione con altri zoo europei, altri sono stati catturati in natura e altri sono animali sequestrati, detenuti illegalmente, all’interno si possono trovare, elefanti, zebre, giraffe, leoni, ippopotami, rinoceronti e altro.

Purtroppo oggi crediamo che i giardini zoologici siano un mezzo per conoscere gli animali, ma forse ci sbagliamo. Gli zoo a volte nascono con lo scopo di mettere in vetrina animali esotici che altrimenti non potremmo mai vedere da vicino. L’osservare questi animali in contesti simili non ha un vero e proprio valore etologico e nulla di scientifico, poiché non mostra davvero quale sia la vera natura dell’animale che è costretto a vivere entro uno spazio limitato.

Per quanto ci sia uno sforzo da parte degli addetti di ricostruire un habitat, sappiamo che nella realtà non lo è. Oltretutto e sopratutto per i bambini, gli zoo fornirebbero una poco chiara conoscenza della distribuzione naturale di questi animali sul nostro Pianeta, se a distanza di metri si può contemplare un leone, un pinguino o un coccodrillo. Nel rispetto di tutte le specie viventi, la cosa migliore che possiamo fare, è comprendere che non è giusto contemplarli ad una distanza innaturale e fare qualcosa.

Di certo Vieja non saprà mai più, come sarebbe stato vivere in natura.


E’ morto Aaron, il cane dell’associazione Abruzzo K9 addestrato nella ricerca di persone scomparse

E’ morto Aaron, il cane dell’associazione Abruzzo K9 addestrato nella ricerca di persone scomparse

Da Amatrice al ritrovamento del corpo di Alessandro Neri, molteplici gli interventi

di SONIA DI MASSIMO

Mentre l’epidemia che sta flagellando il mondo intero lapida la nostra quotidianità, i servizi primari e di soccorso non si fermano.

Ma proprio in questo periodo, ci ha lasciato Aaron (nella foto con il conduttore Francesco Sacco), il rottweiler del presidente dell’associazione Abruzzo K9, addestrato come tutor nella riabilitazione comportamentale di altri cani e nella ricerca di persone scomparse.


Numerosi gli interventi in cui il suo aiuto è stato fondamentale, dalla presenza ad Amatrice al ritrovamento del cadavere di Alessandro Neri seguendo 12Km di traccia e tagliando tutta Pescara, fino al suo ultimo intervento a novembre 2019 che ha permesso il ritrovamento dello scomparso Elso Tornincasa.

“Ci mancheranno la sua tenacia, la sua forza, la sua tempra, la sua simpatia”, queste le parole del tesoriere dell’associazione, seguite da centinaia di messaggi di cordoglio sulle pagine Facebook del conduttore Francesco Sacco, da parte di tutte quelle persone che per mille motivi si sono trovate ad incrociare le loro vite con lui sotto il post con cui lo ha salutato: “Un amico, un collega, un eroe, un membro della mia famiglia.

Vicini fino all’ultimo momento, due cuori che battevano all’unisono, sei
zampe per aiutare gli altri, eri la parte migliore di me”.

Pescara, 14 aprile 2020


3 Babbuini in fuga per la libertà

9 Marzo 2020

E’ accaduto a Sidney qualche giorno fa.
Non è uno scenario comune vedere tre babbuini che girano in centro a Sidney liberamente.
Un maschio di 15 anni e due femmine, erano su un furgone che li stava conducendo all’ospedale e forse a causa di una serratura danneggiata, sono riusciti a fuggire e a darsi alla macchia. La loro libertà però, è durata molto poco, sono stati catturati dal personale dello Zoo Taronga, sollevando un vespaio di polemiche dagli animalisti, che si sono subito appostati fuori dall’ospedale.

La loro convinzione è che all’interno della struttura si svolgano delle ricerche di laboratorio dove i babbuini sono le cavie. La versione ufficiale delle autorità, invece, è che il babbuino maschio doveva essere sottoposto ad una vasectomia e le femmine dovevano “fargli compagnia“.

Qualunque sia la verità, sappiamo tutti molto bene che i tre babbuini avrebbero preferito essere altrove, sicuramente su un albero in un altra parte del mondo, a contemplare la natura.

Charles Darwin sosteneva che ” Una gran parte delle emozioni più complesse sono comuni agli animali più elevati ed a noi. Ognuno può aver veduto quanta gelosia dimostri il cane se il padrone prodiga il suo affetto ad un’altra creatura; ed io ho osservato lo stesso fatto nelle scimmie. Ciò dimostra che non solo gli animali amano, ma sentono il desiderio di essere amati” e rispettati per le loro condizioni etologiche.
#babbuini #Sidney #ilportaledibirillo


L’Italia principale importatore di carni e pelli di canguro

L'Italia principale importatore di carni e pelli di canguro

25 Febbraio 2020

di GISHELD

E’ necessario adottare con urgenza iniziative per vietare l’importazione in Italia di pelle di canguro. E’ una richiesta contenuta in un’interrogazione presentata di recente dalla deputata del Pd Patrizia Prestipino, nella quale si evidenzia come la caccia in Australia non si sia fermata neppure nelle settimane durante l’emergenza incendi. Una catastrofe naturale che ha causato 33 vittime umane e ucciso, almeno un miliardo di animali, con alcune specie a rischio estinzione.

L’Italia purtroppo è il principale importatore di pelle di canguro (nell’interrogazione si parla di 2 milioni di pelli grezze pari al 39% dell’intero export australiano tra il 2012 e il 2016), utilizzata in particolare per la produzione di scarpe da calcio, tute da motociclista, calzature e accessori nella moda, e per questo potrebbe avere una certa influenza ed essere determinante nel limitare questa crudeltà.

La campagna #salvacanguri lanciata dalla Lav, che già lo scorso ottobre aveva pubblicato il Rapporto sulla strage «segreta» dei canguri in Australia è stata supportata da l’on Prestipino nella predisposizione dell’interrogazione. La stessa, ha depositato un disegno di legge alla Camera, per introdurre il divieto permanente all’importazione e al commercio dei prodotti derivati dal canguro. Non solo le pelli ma anche la carne, proposta in diversi ristoranti ed è anche utilizzata nel campo del pet food.

«Quello dei canguri è il più grande e cruento massacro di animali selvatici della Terra — spiega la Lav —: ogni anno vengono uccisi oltre 2 milioni di individui adulti, a cui si aggiungono decine di migliaia di cuccioli spesso ancora nel marsupio delle madri.

Le uccisioni avvengono di notte e sono particolarmente cruente. La caccia notturna, con una visibilità non ottimale, rende complicato uccidere gli animali con un unico colpo di fucile al cervello, come prevede il codice di condotta della Kangaroo Industries Association Australia, la cui adozione è comunque su base volontaria.

L'Italia principale importatore di carni e pelli di canguro

Lo stesso codice prevede che il cucciolo di una madre uccisa, debba a sua volta essere ucciso tramite un colpo alla testa sufficientemente forte da schiacciarne il cranio, cosa che a volte avviene sbattendo il cucciolo contro il cofano dei pick up dei cacciatori . Ma non ci sono praticamente controlli e spesso gli animali non muoiono subito: il decesso arriva dopo lunghe ore di agonia e sofferenza. «La caccia al canguro — dice ancora la Lav in un comunicato — è una pratica spietata e il nostro Paese non può continuare ad esserne complice, alimentandola con le sue importazioni».

A sua volta l’Australia sostiene che la caccia al canguro non sia solamente una attività commerciale, ma anche una necessità: il numero dei marsupiali è andato via via espandendosi, al punto da mettere a rischio sia le coltivazioni sia gli ecosistemi, predisponendo piani di abbattimento selettivo.

È nell’interesse di tutta l’umanità, realizzare ogni azione utile, per tutelare il patrimonio inestimabile della fauna mondiale.

Leggi anche Vivisezione : in Italia sono 700 mila gli animali


In canile c’è un amico“: momento formativo per una scuola

"In canile c'è un amico": momento formativo per una scuola

5 Febbraio 2020

di GISHELD

Nei giorni scorsi, come di consueto ogni anno, gli studenti della scuola media dell’Istituto Comprensivo Filippo Masci di Francavilla al Mare (CH), hanno partecipato ad un’incontro svoltosi all’interno del Canile Rifugio Achille Bonincontro a Chieti.

L’idea nasce su iniziativa di alcuni docenti, con l’intento di avvicinare i ragazzi alle tematiche e problematiche del mondo animale, partendo dalla convinzione che nella scuola bisogna educare i ragazzi ad approcciarsi agli animali imparando a rispettarli come esseri senzienti, cioè esseri dotati della capacità di avere sensazioni, non essendo una prerogativa solo umana.

Il rispetto verso gli altri e la capacità di relazionarsi con il mondo esterno e con le creature che ne fanno parte, permetterebbe al bambino di crescere in maniera serena ed equilibrata. Questa è l’idea pedagogica e riuscirci rappresenta una bella conquista. Dopo l’incontro conoscitivo in canile, è stato fatto un breve Briefing in cui i ragazzi si sono dimostrati interessati, facendo domande mirate ad alcuni volontari guardie zoofile che collaborano con il canile.

Educare un bimbo avvicinandolo a queste realtà, equivarrebbe farlo diventare in futuro, un uomo sensibile e più consapevole.

#canilerifugiochieti
#ilportaledibirillo


2 febbraio: il giorno della marmotta

2 febbraio, il giorno della marmotta

Oggi 2 Febbraio si celebra Il Giorno della marmotta o Groundhog Day, è una festa celebrata negli Stati Uniti e Canada, si basa sul comportamento di un esemplare di marmotta americana, Marmota monax, un roditore della famiglia Sciuridae, diffuso in tali località, al momento del suo risveglio. La tradizione ha origine da credenze simili, associate con la Candelora festa della Chiesa cattolica.

Secondo un’antica tradizione pagana alpina, la marmotta può indicare il tempo futuro tramite una sua insolita capacità meteorologica. Per alcune usanze statunitensi e canadesi, una marmotta che venga svegliata il 2 febbraio, osserverebbe la propria ombra. Se non la vede, per la giornata nuvolosa, si ipotizza una primavera precoce, se invece vede la propria ombra si rifugia subito nella tana per tornare a dormire, dato che si attendono almeno altre sei settimane di freddo e gelo.  Tale tradizione, che viene cristianizzata come giorno della Candelora e festeggiata ancora oggi in molte parti d’Italia, giorno a metà strada tra solstizio d’inverno e equinozio di primavera.
Nel paesino americano di Punxsutawney, in Pennsylvania, dove si pronostica la durata dell’inverno e l’arrivo della primavera, venne festeggiata da immigranti tedeschi per la prima volta nel 1886, con un solenne rito celebrativo.  


Lepre italica: primi risultati sul progetto di conservazione

Lepre italica a rischio,  i primi risultati sul progetto di conservazione  del Parco Nazionale Abruzzo Lazio Molise

Dal 2015 il Parco Nazionale d ‘Abruzzo Lazio e Molise collabora, insieme ad altri Parchi Nazionali, a un importante progetto finalizzato ad aumentare le conoscenze sulla presenza e distribuzione della lepre italica (Lepus corsicanus), una specie classificata come “minacciata” sulla cui conservazione ci sono diverse problematiche.

Progetto di sistema dei Parchi Nazionali

La lepre italica è una specie endemica dell’Italia centro-meridionale: sul versante tirrenico la troviamo fino al Monte Amiata e sul versante adriatico fino a un’area a ridosso del Parco, ritenuta per molto tempo una sottospecie della lepre europea è stata poco studiata, rendendola una specie particolarmente vulnerabile.

Per la sua conservazione è stato elaborato un progetto, un vero e proprio Piano d’Azione Nazionale a cura dal Ministero dell’Ambiente e Tutela del Territorio e del Mare e dell’Istituto Superiore per la protezione e la Ricerca Ambientale che inserisce tra le priorità l’aggiornamento delle conoscenze sulla distribuzione della specie per mettere in atto azioni dirette di conservazione e gestione.

Progetto di conservazione



Ferrara: nasce il primo soccorso con ambulanza per animali

Ferrara, nasce il primo soccorso per  animali

Anche Ferrara avrà un servizio di primo soccorso e trasporto ad una struttura veterinaria per animali E’ questo l’obiettivo del progetto dell’associazione “Ambulanze Veterinarie Italia onlus (A.V.I.) che verrà presentato domenica 2 febbraio, nella sala Estense.

L’obbiettivo è quello di dare anche il via al reclutamento dei volontari, al termine di un intenso percorso formativo.

L’iniziativa è stata realizzata anche grazie alla collaborazione dell’Assessorato comunale per la Tutela degli animali ed è stata illustrata in mattinata c/o il Comune.

All’incontro presenti l’assessore alla Tutela degli Animali il presidente dell’associazione “Ambulanze Veterinarie Italia” Jimmy Dotti e la futura responsabile della sede ferrarese Nicoletta Bellei.

L’Associazione A.V.I. nasce a Savona sei anni fa con diverse sedi operative nel nord Italia, è formata da volontari addestrati con l’obiettivo di fornire il primo soccorso, in caso di emergenza, ad animali in difficoltà, con recupero, contenimento e trasporto verso il veterinario di fiducia del proprietario o verso la struttura veterinaria più vicina, oppure assistenza in loco e trasporto verso il domicilio, quando possibile. In alcune province l’associazione interviene solo sugli animali di proprietà, mentre in altre sedi è autorizzata anche per il recupero dei selvatici o di cani randagi feriti e non.

L’ A.V.I. è una onlus voluta fortemente dal savonese Gianmarino Secondo Dotti, il quale si rese conto di quanto fosse importante e necessario sul territorio nazionale creare un servizio di primo soccorso per gli amici animali. Le prime sedi operative nascono a Savona e sul resto del territorio piemontese ma il suo obiettivo e quello di esportare il progetto ovunque.

Si diventa volontari solo dopo aver partecipato ad un percorso formativo della durata di 36 ore anche con la collaborazione della Facoltà di Medicina Veterinaria dell’Università degli Studi di Torino, attraverso studi teorici e pratici di simulazione.

Attualmente il loro parco macchine distribuito nel Nord Italia, è composto da 12 ambulanze ex umane e auto medicali, 6 rimorchi e 2 rimorchi per il trasporto grandi animali, tutti dotati degli strumenti necessari per la gestione in sicurezza dell’animale in difficoltà. Per chiunque fosse interessato può consultare il sito internet www.ambulanzeveterinarieitalia.it .

Ci auspichiamo che il progetto possa arrivare anche in Abruzzo.


Delta Airlines avvia un progetto: gli animali da compagnia non viaggeranno più in stiva

Delta Airlines avvia un progetto: gli  animali da compagnia non viaggeranno più in stiva

La compagnia aerea statunitense Delta Airlines ha dato il via ad un nuovo progetto, i cani non saranno più segregati nella stiva ma potranno viaggiare direttamente in cabina insieme al loro amico umano. Per il momento riguarda solo animali di piccola taglia, ma il progetto nel tempo sarà esteso a tutti. Tutto questo affinchè viaggino senza traumi da distacco e per evitare che vengano ignorati quando perdono la vita nei numerosi incidenti aerei, essendo in prevalenza animali da compagnia.

Quando purtroppo ci sono incidenti, si procede con la triste conta delle persone, ma sono davvero tanti gli animali da affezione che perdono la vita.

Delta Airlines farà da apripista per questa nuova e lodevole iniziativa e invita anche altre compagnie a seguire il suo esempio, affinchè i nostri amici possano viaggiare comodamente vicino ai loro affetti, senza rischi.

La situazione riguardo alcune compagnie è la seguente, la compagnia aerea low cost Ryanair non permette solitamente di portare i propri animali a bordo dell’aereo, tranne in alcuni casi specifici e in base a determinate regole. Infatti, ad eccezione dei cani guida per le persone non vedenti, gli animali non sono ammessi. La compagnia aerea low cost Easyjet, così come altre compagnie a basso costo, non permettono di viaggiare con animali a bordo dei loro aerei. Ultimamente qualche compagnia sta valutando la possibilità di far viaggiare animali di piccola taglia in cabina nell’apposito trasportino, un animale che supera 10 kg deve necessariamente viaggiare in stiva. Speriamo davvero che questo cambio di atteggiamento da parte di Delta sia da buon esempio per tante compagnie.



Germania: strage di animali nello zoo di Krefeld

Germania, strage di animali  nello zoo di Krefeld

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Nello zoo di Krefeld, in Germania, un violento incendio è scoppiato la notte del 31 dicembre 2019 , provocando la morte di almeno 30 animali. Tra le fiamme sono deceduti  cinque oranghi, due gorilla anziani, uno scimpanzé e varie scimmie, pipistrelli e volatili.

 Il capo della polizia, Gerd Hoppmann, ha riferito che testimoni hanno notato le lanterne volanti volare a bassa quota sopra l’area dove erano rinchiusi gli animali, poco dopo mezzanotte, e poi di aver visto scatenarsi l’incendio. Gli investigatori hanno ritrovato resti di lanterne nello zoo, alcune con messaggi scritti.

“Una vera e propria strage” – Sono solo due gli scimpanzé salvati dalle fiamme dai vigili del fuoco, ustionati ma in condizioni stabili, come ha fatto sapere il direttore della struttura. “E’ quasi un miracolo che Bally, femmina di 40 anni e Limbo, maschio più giovane, siano sopravvissuti a questo inferno. Molti degli animali morti, appartengono a specie vicine all’estinzione in stato di libertà”. 

La polizia lancia un appello, in quanto l’uso delle lanterne volanti è illegale a Krefeld e in molte altre parti della Germania ormai dal 2009, chiede collaborazione da parte degli abitanti, chi sa o ha visto si presenti alle autorità per fornire informazioni.

Questa vicenda come tante altre riguardanti gli zoo, pone un interrogativo, cosa imparano i nostri bambini dopo una visita allo zoo e davvero sono educativi?

Oggi crediamo che i giardini zoologici siano un mezzo per conoscere gli animali, forse ci sbagliamo. Gli zoo nascono con lo scopo di mettere in vetrina animali esotici che altrimenti non potremmo mai vedere da vicino. L’osservare questi animali in contesti simili non ha un vero e proprio valore etologico e nulla di scientifico, poiché non mostra davvero quale sia la vera natura dell’animale che è costretto a vivere entro uno spazio limitato. Per quanto le gabbie possano tentare di riprodurre l’habitat di un animale, nella realtà dei fatti non lo sono. Oltretutto gli zoo fornirebbero una poco chiara conoscenza della distribuzione naturale di questi animali sul nostro Pianeta, se a distanza di metri si può contemplare un leone, un pinguino o un coccodrillo. Dunque per rispettare loro, la cosa migliore che possiamo fare, è rinunciare di contemplarli ad una distanza innaturale.

In natura, gli animali avvertono per tempo i pericoli consentendo loro di mettersi al riparo, ma fino a quando vivranno ancora in spazi limitati, non potranno mai sfuggire dalla negligenza dell’uomo.


Brasile: tre ciclisti salvano un cane dalla morsa di un’anaconda

Brasile: tre ciclisti salvano un cane dalla morsa di un'anaconda

Una brutta avventura accaduta in Brasile a Jaborandi che a messo a dura prova tre ciclisti.  Paul Marqueti stava facendo una gita in bicicletta in compagnia di un amico e del figlio di 14 anni, con  10 cani a seguito. Una delle tante passeggiate nella campagna locale in riva al fiume.

Ad un certo punto, uno dei cani di circa due anni, si è allontanato dal gruppo per dissetarsi in riva al fiume. I ciclisti lo hanno sentito abbaiare e inizialmente pensarono che stesse abbaiando a una piccola preda. Ma quando i suoi abbai si sono trasformati in lamenti e pianti, i ciclisti capirono che c’era qualcosa che non andava.

Uno di loro nota un grosso serpente che aveva avvinghiato il cane e che stava cercando di trascinare in acqua. Senza pensarci un secondo, i tre sono andati in soccorso del cane .

Marqueti con tutta la sua forza è riuscito a trascinare fuori dall’acqua il cane portando assieme all’anaconda sull’argine per cercare di liberarlo dalla morsa del serpente. Sono stati necessari 20 minuti e l’aiuto di altri due ciclisti prima di liberare il cane.

“Il serpente era fortissimo ma non avevo intenzione di abbandonare il mio cane”, ha commentato l’uomo. E dopo essere riusciti a mettere in salvo il cane, il ciclista ha allontanato l’anaconda che è tornato in acqua. Un evento traumatico. Per fortuna il cane non ha riportato ferite e non ci sono state conseguenze per la sua salute. Dopo questa vicenda, le autorità hanno dichiarato l’area “pericolosa”, invitando i residenti e i cittadini a fare attenzione, per evitare che si verificano altri casi simili.

Cosa c’è di più piacevole di un giro in bicicletta in mezzo alla natura in compagnia del proprio animale? Ma bisogna sempre fare attenzione affinchè anche per lui sia una bella esperienza.


Scomparsa l’orsa Lauretta, ambasciatrice della specie marsicana

Orsa Lauretta

Dati positivi nel Parco d’Abruzzo, Lazio e Molise: 11 cuccioli nati nel 2018

di SONIA DI MASSIMO

Una rilevante perdita per il patrimonio faunistico abruzzese e non
solo: è morta l’orsa Lauretta, protagonista del Parco di
Pescasseroli, riaffiorata alla vita quando era ancora cucciola con un
peso di 3 kg, grazie all’intervento di alcuni escursionisti che la
trovarono esanime. Dopo 25 anni di vita serena nel centro visite del
parco aquilano, ammirata e venerata in qualità di esponente della
sua specie, Lauretta aveva iniziato a palesare il suo declino fisico
accusando problemi di deambulazione. Sottoposta a cure
terapeutiche e attorniata da manifestazioni affettive, l’orsa non ha
risposto positivamente ai trattamenti, complice l’età, finché un
significativo peggioramento del quadro clinico ne ha determinato il
decesso alcuni giorni fa.

Ad una notizia straziante, fa fronte fortunatamente una novella
confortante che conduce alla salvaguardia di questa specie unica al
mondo: da un monitoraggio condotto nel Parco nazionale d’Abruzzo
Lazio e Molise, sono 11 i cuccioli concepiti nel 2018 da 4 femmine
di orso marsicano. Numeri favorevolissimi in quanto denotano per il
terzo anno consecutivo un indice positivo di nascite: tra i 10 e i 12
nuovi nati, contribuendo ad un incremento demografico che va a
preservare la specie, in virtù anche dei buoni livelli di produttività
alimentare presenti nell’area del Parco.



Lynn, la senzatetto che viveva in auto per non separarsi dai suoi cani

Lynn la senzatetto che viveva in  auto per non separarsi dai suoi cani.

Una vicenda a lieto fine accaduta in Pennsylvania

di SONIA DI MASSIMO

Il rapporto d’amore che costruiamo con gli animali è talmente inespugnabile da donarci con abnegazione a loro pur di non rinunciarvi. E la storia di Lynn Shutzman è così edificante che merita di essere letta. Dopo 43 anni di attività irreprensibile nel settore farmaceutico, la donna 70enne, rimasta vedova, è costretta a vivere di stenti impossibilitata a mantenere una casa a causa di una serie di gravi malattie che le prosciugano il conto. È allora che l’anziana si adatta a vivere nella propria auto per ben due anni in compagnia dei suoi cani, Chaucer e Chase, accantonando somme di
denaro sufficienti per una stanza di hotel che le consentano almeno un paio di volte al mese di dedicarsi al proprio decoro. In realtà, l’alternativa sarebbe esistita, ossia quella di recarsi presso un rifugio per senzatetto.

Ma lo scotto da pagare era troppo alto: rinunciare ai suoi due cani.
Da qui la svolta: l’incrollabile Lynn, venne notata nel suo soggiorno itinerante in auto da una giovane farmacista Melissa Akacha che, con l’ausilio di un’amica, Jennifer Husband-Elsier e di tanti volontari, informatisi della triste vicenda dell’anziana farmacista, riuscirono finalmente a donarle una sistemazione dignitosa in un appartamento attraverso una raccolta fondi.

Epiloghi con lieto fine come questo sembrano appartenere solo al mondo delle favole, ma questa storia dimostra che l’amore è composto da cerchi concentrici che si ampliano, a partire da quello irrinunciabile di Lynn verso i suoi cani fino alla catena solidale umana che l’ha tratta in salvo.


ll proprietario muore in un incidente, i pompieri decidono di aiutare Sophie 

il proprietario muore in un incidente,  i pompieri decidono di  aiutare Sophie

In Illinois, alcuni giorni prima del giorno del Ringraziamento i pompieri di Plainville, hanno ricevuto una chiamata per un incidente stradale. Ma quando sono arrivati sul posto non c’era più niente da fare: il conducente di un camion era morto sul colpo e sentendo dei rumori provenire dal mezzo, trovano una cagnolina terrorizzata. Era una Schnauzer di nome Sophie, che stava viaggiando insieme al suo proprietario.

Il responsabile della squadra dei pompieri, ha subito contattato il centro veterinario di Plainfield e ha portato lì la cagnolina per un controllo. Hanno scoperto che stava bene che aveva avuto un passato sfortunato, prima ancora dell’incidente era stata investita da un’auto.

I pompieri hanno così deciso di aiutare Sophie, che in pochi minuti era rimasta senza un proprietario. Prima hanno chiesto ai parenti della vittima se volessero prendersi cura del cane, ma nessuno era disponibile. E allora si sono rivolti al centro veterinario in cui era ricoverata la cagnolina e come per magia, proprio la veterinaria che la stava curando che decide di adottarla. 

Sophie è una cucciola adorabile, ha 7 anni e si sta ambientando bene nella sua nuova vita, ha avuto un ‘altra occasione e la nuova famiglia si sta impegnando ad amarla e rispettarla come il suo precedente proprietario.

La felicità è per tutti, se ci viene concessa almeno una seconda opportunità.


Pronto soccorso per animali: arriva la prima ambulanza di Capitanata di Foggia

Ambulanza veterinaria Capitanata di Foggia

di SONIA DI MASSIMO

Anche gli animali soffrono; e quando un amico a 4 zampe necessita di un pronto intervento, il soccorso arriva. Ci troviamo in Puglia, precisamente a Orta Nova, nel foggiano, dove è stata recentemente inaugurata la prima ambulanza veterinaria di Capitanata (distretto storico-culturale della Puglia).

Il servizio, interamente gratuito, è fruibile non solo dagli enti pubblici per l’assistenza ai randagi, ma anche dai privati per fornire una prestazione sanitaria al proprio pelosetto, in virtù del servizio volontario della Gadit (Guardie ambientali d’Italia) incaricata del trasporto presso le cliniche veterinarie, le cui cure saranno regolarmente fatturate. L’iniziativa nasce
tre anni fa da un progetto delle Guardie ambientali d’Italia della sezione di Orta Nova.

A fronte di un servizio interamente gratuito, i privati potranno contribuire alla manutenzione del mezzo attraverso un’offerta libera.
Gli animali in difficoltà di tutta la penisola non saranno mai abbandonati a se stessi, in quanto le iniziative in loro soccorso fortunatamente non scarseggiano: tra queste, citiamo il progetto operativo di “Soccorso in emergenza” per animali in difficoltà, a cura dell’Associazione Ambulanze Veterinarie Italia, organizzazione onlus che si pone la mission di garantire un primo intervento salvavita e il trasporto alla più
vicina struttura veterinaria disponibile grazie ad uno staff volontario qualificato.



10 Dicembre: Giornata Internazionale dei diritti della fauna mondiale

Giornata Internazionale  diritti fauna mondiale

Oggi è la Giornata Mondiale dei Diritti degli Animali  celebrata il 10 dicembre di ogni anno dal 1998 grazie all’associazione animalista, Centre for Animals and Social Justice,  voluta in corrispondenza della Giornata Mondiale dei Diritti Umani, istituita dalle Nazioni Unite in questa data, per ricordare la  proclamazione della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani del 1948.

Oggi attraverso conferenze, eventi in piazza e raccolta firme si pone l’attenzione sui diritti degli animali cercando di sensibilizzare e fermare l’incoscienza degli uomini.

Presentando petizioni e proponendo leggi a garanzia della loro incolumità perché vengano abolite le sperimentazioni scientifiche, come la vivisezione o come le attività circensi considerate ormai diseducative per i bambini, per il maltrattamento fisico ed etologico a cui vengono sottoposti gli animali.

Abitudini come la pratica della caccia, il commercio di pellicce e di parti di animali così come il traffico illegale di animali esoticidovrebbero essere inquadrati come veri e propri reati e di conseguenza inasprite le pene.

Nel panorama internazionale sono tante le associazioni animaliste presenti e molti i risultati ottenuti finora, tuttavia ancora insufficienti a debellare ancora indegni comportamenti dell’uomo.

Allevamenti intensivi per carne da macello,  galline ovaiole, gravidanze forzate di mucche per avere latte vaccino a volontà, la mattanza di delfini e balene nelle Isole Far Oer in Danimarca, (una caccia tradizionale che avviene ogni anno tra luglio e settembre, un’usanza a dir poco barbarica) sono alcuni tra gli esempi di sfruttamento e violenze perpetrate verso gli animali.

Si maltrattano, seviziano e uccidono gli animali anche per gioco e noia. I tori nelle arene, le corse dei cavalli e le scommesse sui combattimenti dei cani, la lista è lunga. Come infinito il numero degli animali domestici abbandonati in strada in prossimità delle vacanze estive. Tutte sofferenze procurate dall’uomo.

Il comportamento prepotente dell’uomo sul pianeta, il padre padrone libero di  usare e abusare di ogni risorsa, compresi gli animali, non è un diritto. Giornate mondiali come quella di oggi 10 dicembre sono una tappa del lungo percorso verso il cambiamento.

Dove non predomina una coscienza e un sentimento, ci sarà la legge perché si possa parlare finalmente di una dichiarazione universale dei diritti di tutti gli esseri viventi.


Perde la vita in un incidente Gianfranco Bellini, finanziere e guardia zoofila

27/11/2019

Incidente Gianfranco Bellini guardia zoofila

Il cordoglio della Lega del cane sezione di Pescara

di SONIA DI MASSIMO

Un fatale incidente avvenuto stamani verso le 8.30 in prossimità
dell’uscita dell’asse attrezzato che conduce al porto, ha stroncato la vita di Gianfranco Bellini, 54enne in organico presso il comando della Guardia di Finanza di Pescara, nonché guardia zoofila. Gianfranco era benvoluto da tutti e la sua profonda sensibilità nei confronti degli animali lo aveva condotto ad impegnarsi con zelo presso il canile comunale di Pescara come volontario.

Secondo le dinamiche del sinistro, l’uomo si stava recando sul posto di
lavoro quando, per cause ancora in corso di accertamento, ha perso il
controllo della moto su cui viaggiava. Vani i tentativi dei sanitari accorsi
sul posto; il decesso è avvenuto per grave trauma alla testa, tanto che il
casco che la vittima indossava si è spaccato nel violento impatto al suolo.
La lega del cane sezione Pescara commemora così la memoria di
Gianfranco:
“Non abbiamo parole per esprimere il dispiacere per la perdita di un
amico divertente, un supporto affidabile, un volontario come pochi, una
guarda zoofila integerrima. Sempre attivo, sempre in prima linea, un
cuore enorme e una vita dedicata agli animali di Pescara. Ti ricorderemo
sempre, volontari e canetti. Ci mancherà il tuo vocione festoso che ci
impapiva di chiacchiere.

Abbracciamo la famiglia, i figli, la meravigliosa Maruska e tutti gli
animaletti che ha lasciato, e se ce ne sarà bisogno ci occuperemo di
aiutarli tutti sennò chi ti sente.
Ovunque tu sia, siamo sicuri che anche adesso stai coccolando un cane e
sgridando qualcuno perché le ciotole non sono abbastanza lucidate.
Buon viaggio Gianfranco, ti vogliamo bene”.


Canada: cagnolina randagia salva cinque gattini

Cagnolina randagia salva cinque gattini. Canada

26 Novembre, 2019

Quattro giorni fa, in una notte gelida in Ontario, in Canada, un ragazzo mentre guidava su una strada innevata, scorge una cagnolina rannicchiata che tremava dal freddo. Ma non era sola.

Guardando attentamente, scopre che la cucciola gentile, stringeva tra le zampe cinque gattini orfani per tenerli al caldo e proteggerli dal freddo pungente., un gesto d’amore da parte sua, forse dopo aver compreso che mamma gatta non era nelle vicinanze e che senza di essa i micini non avrebbero avuto scampo.

Il ragazzo, intenerito dall’incredibile scena, li ha presi tutti con sè e li ha portati al rifugio Pet and Wildlife Rescue. Tra il cane e i gattini si era creato un legame davvero speciale: la cucciolona improvvisatasi mamma, aveva salvato la vita ai micetti.

Il portavoce del rifugio ha detto ” è davvero una tenera visione, senza questo gesto di solidarietà e amore da parte della cagnolina, i gattini non avrebbero potuto sopravvivere”.

I cuccioli ora sono al sicuro, richiedono solo trattamento da profilassi. La cagnolina è molto amichevole, pensano si tratti di un cane domestico, scappato o abbandonato, ma per ora le ricerche di un eventuale proprietario sono risultate vane. Se nessuno si farà avanti, anche lei verrà data in adozione. Nel frattempo, la “dolce randagia” non lascia soli i cuccioli neanche un attimo, proprio come farebbe una madre orgogliosa. E come nelle migliori favole a lieto fine, sarebbe bello se qualcuno potesse adottare l’allegra famigliola al completo.

Dagli animali ci giungono sempre, delle grandi lezioni di vita.


Massacro all’Oipa di Trento, animali indifesi sterminati

Massacro all'Oipa di Trento, ajimali indifesi sterminati

di SONIA DI MASSIMO

Una strage impietosa e inspiegabile al contempo è quella
verificatosi all’interno del Rifugio Mattarello di Trento: oche e animali
giacevano privi di vita sul suolo, è questo il macabro scenario
pubblicato nella mattinata del 26 ottobre sulla pagina social di
Ornella Dorigatti, presidente di Oipa sezione Trento.

L’associazione si occupa di tavoli informativi, randagismo, adozioni, formazione nelle scuole con relativi progetti di alternanza scuola-lavoro,
petizioni, promozione campagne e appelli per la salvaguardia degli animali.

Ci troviamo di fronte ad uno sterminio operato con
efferatezza e brutalità inconcepibili nei confronti di un gruppo di
animali indifesi ospitati nella struttura che si prodiga con zelo
proprio per la tutela degli animali. L’Oipa (Organizzazione
internazionale protezione animali) è stata  fondata nel 1981 a
Lugano da Milly Schar Manzoli, animalista di fama mondiale e
autrice di varie pubblicazioni antivivisezioniste, insieme ad altri sei
soci fondatori.
Sono in corso le indagini per individuare i responsabili del crudele
gesto.


Australia SOS incendi: centinaia di Koala uccisi

Australia sos incendi,  centinaia di Koala uccisi

Nel Nuovo Galles del Sud più di 90 incendi boschivi hanno decimato l’habitat dei marsupiali. Sono senz’acqua da giorni, non ci sono più le foglie che forniscono loro il 65% dell’acqua che assumono. I danni sono ingenti, al momento si registrano tre persone morte, diverse mancano all’appello e un numero impressionante di koala morti, animali simbolo del Paese, oltre 350 esemplari una vera e propria strage. 

La colonia viveva nella riserva naturale del Lago Innes, ed è stata totalmente spazzata via dalle fiamme: “Prima dell’incendio c’erano circa 500-600 animali – ha detto la presidente dell’ospedale veterinario Port Macquarie Koala, che ha accudito gli animali feriti, uno dei koala salvati, è stato trovato disidratato tra i boschi: «È stato raccolto da terra, raggomitolato, incapace di muoversi ».

« L’altra koala recuperata, Anwin, è stata curata per disidratazione. Dobbiamo lottare anche contro il tempo per salvarli, perché non solo le fiamme ma anche la disidratazione può colpire gli animali. Sono giorni che vanno avanti senza acqua o foglie che producono il 65% della loro idratazione ».

Le fiamme hanno interessato una zona boschiva nei pressi di Port Macquarie, riducendo in cenere ben 2.000 ettari di vegetazione. Gli abitanti di diverse zone, sono stati avvisati delle possibili conseguenze dell’inquinamento atmosferico dato dal fumo eccessivo, che può provocare problemi soprattutto a bambini, anziani e persone con patologie cardiache o respiratorie. Molti degli incendi si sono sviluppati in zone che stanno attraversando un periodo di siccità e sono favoriti da forti venti e da temperature fino ai 35°C.

“Questa è una tragedia nazionale, vista l’enorme popolazione di animali che abbiamo perso nelle ultime 24 ore”, ha detto il direttore clinico ospedaliero Cheyne Flanagan.  Il governo australiano aveva già deciso di stanziare 30 milioni di euro per salvare questo marsupiale, icona del Paese minacciato dalla perdita del habitat, dall’inquinamento dovuto alle automobili, dai cambiamenti climatici, dalle malattie e dagli incendi. Secondo Australian Koala Foundation, i marsupiali rimasti in natura oggi sarebbero poco più di 43mila.


Isernia, rinvenuto il corpo di Elso Tornincasa dalle unità cinofile di Abruzzo K9

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di SONIA DI MASSIMO

Sono stati i cani molecolari (cani da ricerca per persone scomparse in selezione olfattiva)  dell’associazione Abruzzo K9 a rinvenire nel pomeriggio di ieri, 6 novembre, a Isernia il corpo privo di vita di Elso Tornincasa. L’uomo, 61 anni, originario di Montenero Val Cocchiara (Isernia), era scomparso dal 1° novembre ed era stato avvistato nei giorni precedenti anche a Castel di Sangro (L’Aquila). La salma è stata rinvenuta nei pressi del parcheggio dei pullman dell’ospedale civile di Isernia dalle unità cinofile dell’associazione Abruzzo K9, attivate dai Carabinieri dietro interessamento di Alessia Natali, presidente dell’associazione Penelope Abruzzo e dei familiari dell’uomo.

Il binomio composto da Francesco Sacco, presidente dell’associazione e dal cane Aaron ha escluso che l’anziano fosse stato recentemente a Castel di
Sangro, luogo dove era stata segnalata la presenza di Tornincasa.
La mattina del 6 novembre sono riprese le attività di ricerca direttamente a
Isernia. Il secondo binomio, composto da Emmanuela Di Leonardo e dal cane Dinamite ha effettuato una prima ricognizione restringendo il campo di ricerca. Francesco Sacco con il cane Lilith ha poi completato le segnalazioni in linea con Dinamite, arrivando a indicare la posizione del corpo dello scomparso nel parcheggio dei pullman del nosocomio di Isernia.

Un supporto prezioso e unico quello di questi animali addestrati a diventare
operativi agendo in situazioni estenuanti e in presenza di familiari in chiaro stato di agitazione; situazioni in cui la tempistica è un fattore determinante per riuscire a trovare in vita una persona scomparsa. Non è stato purtroppo il caso di Elso Tornincasa. Sono in corso le indagini per appurare le dinamiche del decesso.

Pescara, 6 novembre 2019


Campania: stop agli animali nei circhi

Campania: stop agli animali dei circhi

Il giorno 8 Ottobre 2019, la regione Campania ha definitivamente messo al bando gli animali dagli spettacoli circensi. In base alla normativa entrata in vigore, entro due anni non ci saranno più numeri che coinvolgano elefanti, tigri, cavalli, leoni, pappagalli e così via. La decisione è diventata operativa sul territorio campano grazie all’approvazione della mozione da parte del Consiglio Regionale, in cui si chiedeva la rapida approvazione dei decreti attuativi previsti dall’art. 2 della Legge 175/2018, che punta alla revisione delle disposizioni nei settori delle attività circensi e degli spettacoli viaggianti finalizzata al superamento dell’utilizzo degli animali nel loro svolgimento. Questo l’obiettivo posto dai Verdi, che hanno ottenuto l’approvazione unanime dal Consiglio regionale campano lanciata dal consigliere Francesco Emilio Borrellli.

La normativa punta alla revisione delle disposizioni nei settori delle attività circensi e degli spettacoli viaggianti finalizzata al superamento dell’utilizzo degli animali nel loro svolgimento. Dunque l’obiettivo è niente animali negli spettacoli entro due anni con successiva ricollocazione e mantenimento, in strutture idonee al loro fabbisogno.

Le parole di Borrelli sono state eloquenti “ La vita degli animali nel circo è incompatibile con le loro caratteristiche etologiche. La detenzione, l’addestramento e l’esibizione in spettacoli circensi comporta il più delle volte sofferenze e maltrattamenti degli animali ” ed inoltre ” vietare l’impiego degli animali nei circhi è un provvedimento di buon senso che non ha colore politico”.

E’ sconcertante che nella maggior parte dei paesi europei, ci fosse già il veto dello sfruttamento animale nei circhi ed in Italia si proceda così a rilento.
Il circo è spettacolare in se, con i suoi atleti ed artisti e non c’è nulla di “magico” nell’osservare gli animali sfruttati in una situazione assolutamente non conforme alle proprie capacità fisiche e psicologiche, anzi al contrario, rischia di essere diseducativo soprattutto per i bambini che hanno una maggiore sensibilità nel comprendere il loro disagio.


San Vito Chietino, sequestrato canile lager con 60 cuccioli: denunciata un’intera famiglia

San Vito Chietino, sequestrato canile lager con 60 cuccioli, denunciata un'intera famiglia

di SONIA DI MASSIMO

Ennesima storia di detenzione illegale e abusiva di cani: le scarse condizioni igienico-sanitarie in cui versavano 61 cuccioli, obbligati a vivere tra i loro escrementi in uno spazio angusto privo di luce, ha portato alla denuncia di un’intero nucleo famigliare di San Vito Chietino.

Il fatto è emerso nell’ambito di un’operazione condotta dai Carabinieri Forestale e dalla Guardia di Finanza di Lanciano, dai Carabinieri di San Vito Chietino, congiuntamente ai servizi veterinari della ASL 02 Lanciano- Vasto-Chieti.

Gli animali vittime di questa costrizione erano sprovvisti di microchip e
appartenenti a razze pregiate, il che costituiva un potenziale oneroso per gli
allevatori. I cuccioli saranno affidati in custodia ai canili di Chieti, Lanciano,
Ortona e Guardiagrele per poi essere finalmente destinati all’adozione.
I quattro responsabili dovranno rispondere di esercizio abusivo della
professione veterinaria, gestione illecita di rifiuti e maltrattamento di animali.


Montesilvano, sevizia tre cani procurandone la morte di uno: denunciato

Montesilvano, sevizia tre cani procurandone la morte di uno: denunciato

di SONIA DI MASSIMO

Dopo l’ennesimo episodio di violenza perpetrato ai danni di tre cani, torna a porsi improrogabile la necessità di rendere esemplari le pene per i reati di
maltrattamento nei confronti degli animali. È accaduto a Montesilvano Colle (Pescara) alcuni giorni fa, quando i Militari del Nucleo Cites del Gruppo Carabinieri Forestale, in sinergia con i colleghi di Pescara, hanno denunciato un 22enne su esposto della delegazione abruzzese dell’Organizzazione Internazionale Protezione Animali – Oipa onlus.

La denuncia è scattata a seguito delle sevizie a cui il giovane
aveva sottoposto tre cani di razza Pitbull o “Simil Pitbull”, detenuti in campagna legati ad una catena che impediva loro il benché minimo movimento. I cani versavano in condizioni di deperimento fisico tanto che il gravoso stato di detenzione ha provocato la morte di uno di essi.
I due Pitbull sopravvissuti sono attualmente in custodia presso il canile sanitario comunale, grazie al pronto intervento di un veterinario dell’Azienda sanitaria locale di Pescara.

Le forze dell’ordine continuano a garantire l’intensificazione delle operazioni con controlli a tappeto: “Siamo soddisfatti per aver recuperato i due cani ancora vivi – ha dichiarato il Comandante del Gruppo Carabinieri Forestale di Pescara – Con il Nucleo Cites, che si occupa istituzionalmente anche della prevenzione e della repressione dei reati compiuti in danno degli animali, stiamo intensificando i controlli affinché tali casi, ancora presenti, non abbiano più a ripetersi”.



Capre bloccate intrappolate a 2.000 metri di quota

Capre bloccate intrappolate a 2.000 metri di quota

Un’emergenza del tutto particolare quella che hanno dovuto gestire sabato 26 Ottobre, gli uomini del Soccorso Alpino e Speleologico del Piemonte. Corde, caschetto ed elicottero si sono dovuti operare per salvare la vita a 7 capre. 

Gli animali da oltre quindici giorni erano bloccati su una cengia tra le balze rocciose a monte del Lago di Malciaussia in provincia di Torino. I tecnici del soccorso sono riusciti a raggiungerle. 

Una volta raggiunte le hanno imbragate e le hanno calate alla base della parete rocciosa. Delle sette capre una purtroppo è deceduta, cinque sono state recuperate e sono risultate illese, mentre l’ultima non si è lasciata catturare ed è scesa autonomamente. 


Presentazione corso per cani molecolari-ricerca persone scomparse

Presentazione corso per cani molecolari- ricerca persone scomparse

Abruzzo K9, corso per cani molecolari destinati alla ricerca di persone scomparse

di SONIA DI MASSIMO

Partirà domenica 3 novembre il corso promosso e organizzato dall’associazione “Abruzzo K9”,  unica a livello regionale che si occupa di cani da ricerca per persone scomparse in selezione olfattiva (notoriamente conosciuti con la definizione di cani molecolari). Tra gli interventi effettuati, bisogna annoverare un caso alla ribalta della cronaca nazionale:  il tragico rinvenimento del corpo di Alessandro Neri, il 28enne di Spoltore trovato senza vita a Fosso Vallelunga nel marzo 2018. L’associazione, presieduta da Francesco Sacco, istruttore cinofilo, da anni collabora con l’associazione Penelope impegnata sul fronte dei dispersi..

“Abruzzo K9” ha presentato ieri in Provincia a Pescara un duplice evento formativo: la ricerca di persone scomparse in superficie (cani molecolari) e la bonifica aree da esche avvelenate o letali. L’iniziativa è stata illustrata dal presidente Francesco Sacco e Federica Liberatore, legale nonché tesoriera dell’associazione. Il percorso finalizzato alla ricerca di persone scomparse ha una durata di due anni suddivisi in tre step: obbedienza di base (10 lezioni con prova finale-durata un anno: costo 350 euro); avviamento alla ricerca (durata sei mesi con prova di idoneità: costo 350 euro); completamento e perfezionamento dell’addestramento su vari scenari (durata un anno con prova di brevetto). La prima fase ha una finalità selettiva, in quanto attraverso percorsi a ostacoli e livelli di difficoltà si effettua una prima scrematura del binomio cane-conduttore.

“Bisogna considerare – ha detto Francesco Sacco – che si opera alla presenza di persone che hanno persole le tracce di qualche caro e, dunque, in stato di agitazione”.

Nella seconda fase, la prova di idoneità si svolge su un’area di 4 ettari con circa 40/50 minuti a disposizione. A seguito dell’ultimo step, i cani che diventano operativi a tutti gli effetti conseguono una certificazione da parte dell’università di Teramo, facoltà di veterinaria. Il sostenimento della prova di brevetto è consentita due volte al massimo. Il corso è inclusivo di una parte forense con applicazione su campioni biologici.

“È importante capire il proprio cane – ha concluso Federica Liberatore – che riversa nel suo operato di ricerca emotività, sacrificio e prestanza fisica. Insegnare al cane la discriminazione olfattiva, lo porta a elevati livelli di concentrazione e all’aumento della temperatura corporea. Dunque, per preservarne lo stato di salute, bisogna imparare a gestire il proprio cane”.

Qualsiasi razza o taglia sono indicate poiché tutti i cani sono dotati di un olfatto sviluppato.

Domenica 20 ottobre avranno inizio le valutazioni dei cani a partire dalle 9 presso il centro “Francesco Sacco-Istruttore cinofilo” di Villanova. Le valutazioni proseguiranno ogni domenica fino all’inizio del corso in programma il 3 novembre.

 Info: abruzzok9@gmail.com –  328 9468969
 Pescara, 19 ottobre 2019


Finisce l’era di “Code Felici”, gestore del canile comunale di Sulmona

Finisce l'era di "Code Felici" gestore del canile comunale di Sulmona

La presidente Tunno: “Ho sopportato troppe angherie”

di SONIA DI MASSIMO

Termina dopo ben 12 anni l’operato di “Code Felici”, associazione presieduta da Gabriella Tunno che, dal 2007, gestiva il canile rifugio di Noce Mattei a Sulmona.
L’Associazione di Volontariato Cinofilo nasce senza scopo di lucro ed è annoverata nell’Albo Regionale delle Associazioni di Volontariato Ambientale. Tramonta così una lunga stagione dedicata con zelo e premura ai cani più bisognosi, strappati ad una vita di randagismo e tratti in salvo dalla strada.

Veniamo alle motivazioni: il contratto è naturalmente scaduto, pertanto, in
attesa della procedura di gara, sono in corso le pratiche burocratiche che
consentiranno il passaggio del testimone alla cooperativa “Lida” di Ortona, futuro gestore. Ma la presidente Tunno dichiara di non aver intenzione “di sopportare ulteriori sacrifici con lo stesso trattamento economico iniziale, lavorando per conto di un altro organico, considerate le troppe angherie ricevute negli ultimi periodi”. Il riferimento è alla duplice citazione in processo con lo stesso capo d’imputazione.

L’ultima convocazione risale nel corso dell’estate appena trascorsa e la precedente, nel 2015 . Le indagini riconducevano al rinvenimento di una trentina di carcasse di cani seppellite all’interno del canile comunale. Un fatto venuto alla luce a seguito di un esposto. Il reato ipotizzato a carico della donna era quello di smaltimento di rifiuti pericolosi.
Gabriella Tunno, riconsegnando con rammarico le chiavi nella mattinata di ieri, ha altresì restituito una fetta determinante della sua vita, in cui si è prodigata con sincero spirito di abnegazione alla cura e alla tutela dei suoi amati 270 ospiti, grazie al prezioso supporto di istituzioni e collaboratori amici che l’hanno fedelmente accompagnata in questo percorso.


Più decoro per una città a misura d’uomo e di animale

Più decoro per una città a misura d'uomo e di animale del comune di Chieti

A Chieti arrivano i dispenser con sacchetti per la raccolta delle deiezioni canine

di SONIA DI MASSIMO

Per essere annoverati tra le città più vivibili è necessario meritare la classificazione di luogo deputato al benessere, all’ordine pubblico, al decoro, ossia a tutti quegli indicatori che fotografano la vivibilità di un centro abitato.
Una città, insomma,a dimensione d’uomo, ma anche di animale, in quanto si stima la presenza nei nostri nuclei familiari di circa 15 milioni tra cani e gatti, divenuti oggi veri e propri membri della società. E allora il compito, spesso gravoso, di instaurare un’immagine dignitosa dei nostri borghi spetta ai governatori.

Ogni amministrazione pubblica che si rispetti prevede una figura con delega alle Politiche e alla tutela del mondo animale, ruolo assunto nel Palazzo di Città di Chieti dall’assessore al Servizio di Igiene Urbana, Alessandro Bevilacqua. Tra le molteplici iniziative messe in atto, segnaliamo la recente installazione a Chieti dei primi dispenser con i sacchetti per la raccolta delle deiezioni canine. Ulteriori installazioni di altri contenitori saranno presto effettuate nei punti più sensibili della città. E’ lo stesso primo cittadino Umberto Di Primio ad annunciarlo sulla sua pagina ufficiale Facebook, sottolineando che sono “In arrivo nuove ordinanze per favorire un maggiore decoro della città e contemperare esigenze dei cittadini e diritti/doveri degli amici a 4 zampe”.

Ora, premesso che quando si citano diritti e doveri si allude ai diritti di cui godono gli amici a 4 zampe nonché ai doveri a cui sono chiamati i loro amati padroni, ciò invita ad assumere non incombenze, bensì semplici responsabilità da parte di coloro che detengono un animale da compagnia.
Ragion per cui, se un’istituzione pubblica si prodiga per ripristinare un certo grado di decoro urbano, laddove fosse un po’ appannato, il resto del lavoro compete al proprietario dell’animale che civilmente dovrebbe a sua volta fruire degli strumenti messi disposizione dall’ente.

Dunque, al cittadino zelante e rispettoso, privato del fardello di recare con sé anche bustine e cartocci per la raccolta delle deiezioni durante le passeggiate, non spetta altro che estrarre un sacchetto dal dispenser e raccogliere l’occorrente da terra.
Alcuni buontemponi spesso fanno facile ironia su questi argomenti, in primis chi non comprende il rapporto d’affezione con un animale.
Ma se tutti concorressimo a rendere più decorose le nostre strade, la qualità della vita assumerebbe un andamento più gradevole.


Percorsi di vita: reinserimento per detenuti e adozione di cani

Percorsi di vita: reinserimento per detenuti e adozione di cani

Ecco il progetto attuato nel penitenziaro di Ancona

di SONIA DI MASSIMO

Accostare il percorso di riabilitazione dei detenuti all’educazione
cinofila finalizzata all’adozione: è la sapiente miscela che all’interno del
penitenziario di Ancona si traduce nel progetto vincente di un bando
pubblico comunale, aggiudicato dall’associazione no profit
“Sguinzaglia’ti” di Senigallia. L’iniziativa prevede lezioni teoriche e
pratiche impartite a dieci detenuti per indottrinarli sui vari argomenti che
orbitano attorno al mondo cinofilo, quali pet-therapy, addestramento
cani per disabili e, in un secondo step, per educare i cani così da
destinarli all’accoglienza in un nucleo familiare. Il tutto sotto la vigile
supervisione dell’associazione “Il mio Labrador” con sede a Macerata.

Si tratta di un’iniziativa con una duplice mission: in primis il
reinserimento sociale dei detenuti con un percorso formativo in grado di
riabilitarli attraverso uno strumento, quello dell’educazione cinofila, che
non può che apportare effetti benefici sia al cane sia al conduttore. Il
relazionarsi quotidianamente, coinvolge ambedue in una sfera affettiva
ed emozionale che consente all’uno di riassumere un ruolo costruttivo
gestendo un’attività utile al prossimo; all’altro di entrare a far parte di
una vera e propria famiglia desiderosa di accudire con affetto
vicendevole il fedele amico a 4 zampe.

Ben vengano questi progetti che necessitano innanzitutto di buoni
rapporti tra pubblico e privato, nonché di figure professionali capaci di
condurre l’opera di reinserimento dei detenuti che, benché dotati di
ferrea volontà, spesso non riescono da soli a concludere questo difficile
tragitto di reintegrazione verso nuovi orizzonti di vita.


Zeus, storia di un eroe

Zeus, storia di un eroe

Cane muore per salvare due bambini da un rettile

di SONIA DI MASSIMO

Eroe per un giorno: un appellativo che perlopiù accompagna le gesta
intrepide umane. Ma quando l’impresa encomiabile è compiuta da un
animale, la notizia produce stupore e meraviglia. Sfortunatamente, l’episodio accaduto in Florida alcuni giorni fa, lascia un retrogusto amaro, in quanto non è associato ad un lieto fine.
Il protagonista della storia si chiamava Zeus, cucciolone di razza  pitbull ,
fedele amico dei suoi due piccoli padroncini che ha prontamente salvato
scagliandosi contro un serpente corallo – una delle specie più velenose tra i
rettili – che si stava avvicinando ai due malcapitati mentre lavavano nel
giardino la scodella del cane. Zeus, fiutando il grave pericolo, ha così
sventato la minaccia di morte per i bimbi, rimanendo a sua volta
inesorabilmente vittima dei quattro morsi letali del rettile. Vano è stato il
disperato tentativo della famiglia di strappare il cucciolo al tragico destino,
nonostante il tempestivo intervento delle cure sanitarie.
Una storia che, girando il web, ha ricolmato i cuori di tenerezza,
lasciando nell’anima di ognuno una riflessione: non sempre l’istinto animale agisce isolato da altri impulsi; ne è testimonianza Zeus che, spronato dalla sfera affettiva, si è avventato sul pericolassimo rettile anziché fuggire il pericolo.



Caccia , si spara in  anticipo in quasi tutte le Regioni.

Caccia , si spara in anticipo in quasi tutte le Regioni

“L’importante è sparare. All’insegna di una violenza contro la natura sempre più inaccettabile e con le pesantissime responsabilità degli amministratori regionali che continuano a regalare ai cacciatori l’anticipazione della stagione venatoria, si riapre domenica 1 settembre la caccia. In anticipo, perché dovrebbe cominciare la terza domenica di settembre”. Lo afferma l’Enpa (Ente nazionale protezione animali), a proposito dell’apertura della stagione venatoria.

Nella quasi totalità delle regioni, prosegue la nota, “si sparerà a specie di avifauna le cui popolazioni sono fortemente in declino”. afferma l’Enpa aggiungendo che “si spara mentre i piccoli di alcune specie sono ancora immaturi o dipendenti dai genitori. Si spara nonostante la biodiversità sia sempre più provata dai cambiamenti climatici e la crisi ambientale sempre più forte. Si consente tutto ciò, volendo ignorare i morti e i feriti che questa crudele attività ogni anno causa, in barba al turismo naturalistico e alla sicurezza delle persone”. Ma, aggiunge la Protezione animali, “si spara anche contro la legge, contro i Tar, contro il Consiglio di Stato, contro le direttive Ue, contro le istituzioni: la commissione Europea aveva chiesto all’Italia, a luglio, di escludere dalla caccia la pavoncella e il moriglione, per il loro pessimo stato di conservazione, ma finora solo la Sicilia e il Molise hanno risposto alla lettera inviata dal ministro dell’Ambiente”.

Tra le Regioni che hanno concesso la preapertura dell’attività venatoria “più generose” con i cacciatori, l’Enpa segnala “il Piemonte, il Veneto, il Molise e la Puglia, l’Emilia-Romagna, la Basilicata e la Campania”. Ma “l’arroganza della politica filo-venatoria e del continuo mancato rispetto delle leggi e del parere scientifico dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) porta da anni le Regioni a subire sonore sconfitte. Ancora una volta, dunque, si apre anticipatamente una stagione venatoria fuorilegge, che ucciderà quel patrimonio indisponibile dello Stato e della comunità internazionale costituito dalla fauna selvatica. E’ urgente riportare il nostro Paese nella legalità”. (fonte ansa.it)
Concludo con un pensiero di Steven Spielberg : “Gli uomini sono i soli cacciatori che uccidono quando non hanno fame.”

Istanbul, i veterinari viaggiano in bus per curare cani e gatti randagi

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Un servizio di assistenza per gli animali di strada in difficoltà, pagato dal comune e che va in giro per la città, soprattutto in estate, quando il caldo torrido e le cucciolate, rendono la vita degli amici a quattro zampe ancora più impegnativa.

Succede a Istanbul, dove il servizio Vetbus, iniziato qualche mese fa come esperimento, è ormai una realtà consolidata e proprio questa estate è stato fondamentale per accudire cani e gatti. Il principio è molto semplice e l’utilizzo dei social fondamentale.

Tramite l’account Twitter o la pagina Facebook, i veterinari della Istanbul Buyuksehir Belediyesi, la città metropolitana di Istanbul, segnalano dove saranno a operare. A quel punto i cittadini portano da loro animali di strada che non hanno padroni in grado di garantirne la cura. Di solito si fermano in un distretto una settimana, in modo tale che le persone abbiano tutto il tempo di segnalare situazioni di difficoltà o portare gli animali in sofferenza direttamente all’autobus.

Un successo reso possibile da un affetto e un rispetto nei confronti degli amici a quattrozampe da parte della popolazione che è davvero più unico che raro. Cani e gatti, ricevono i trattamenti più disparati, dalle vaccinazioni, alle operazioni più complesse. Oltre a una bella dose di coccole.

Il lavoro non manca proprio. Sul loro account Twitter, i veterinari della IBB hanno fatto sapere che dal 5 al 18 agosto, il Vetbus ha eseguito 5.091 operazioni, interventi chirurgici e trattamenti meno complessi, 1.161 vaccinazioni, 1.035 installazioni di microchip e 356 sterilizzazioni. Numeri da record per una città nota in tutto il mondo per il suo amore per gli animali. (Fonte La Stampa).


Orsa investita e uccisa nel Parco Nazionale d'Abruzzo.

Orsa investita e uccisa nel Parco Nazionale d’Abruzzo

Tragedia nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise: orso marsicano investito ed ucciso da un camion. Il veicolo non si è fermato a prestare soccorso. È allarme per il ciclo riproduttivo.

Giovedì sera verso le 21:00 una femmina di orso di circa 6 anni, è stata investita da un veicolo, forse un camion che non si è fermato, sulla statale 652 nei pressi dell’abitato di Rionero Sannitico (IS), fuori dai confini sudorientali del Parco e della sua Zona di protezione Esterna (ZPE), a ridosso della Valle del Volturno. Poco dopo l’animale è stato trovato, agonizzante ai margini della statale 17, da altri passanti che hanno segnalato la sua presenza all’Ente Parco e ai Carabinieri Forestali che hanno subito attivato pattuglie di pronto intervento e i soccorsi. Sono arrivati sul posto il Direttore ff, il veterinario e i biologi dell’Ente Parco, nonché il Personale di Sorveglianza del Parco e quello del Servizio Veterinario della ASL d’Isernia.

Purtroppo l’impatto violento aveva determinato diversi traumi, tra cui la paralisi degli arti posteriori e nel giro di alcuni minuti l’animale è morto. Quindi è stato tempestivamente trasportato presso le idonee strutture veterinarie della sede del Parco a Pescasseroli, in modo da poter essere celermente trasferito all’Istituto Zooprofilattico di Teramo per i necessari accertamenti necroscopici.

L’evento di giovedì sera ripropone in modo drammatico il tema della conservazione di una specie a rischio di estinzione proprio per l’elevato numero di fattori che possono incidere negativamente sulla sua conservazione. “La perdita di una femmina rende l’episodio ancora più grave in termini generali – ha dichiarato il Vicepresidente Augusto Barile – per il contributo che queste possono assicurare alla popolazione in relazione al ciclo riproduttivo”.

Gli incidenti stradali sono una delle cause di morte ricorrenti e anche per questo il Parco ha avviato uno specifico progetto LIFE Safe Crossing per sperimentare, tra l’altro, tecnologie innovative per la riduzione del rischio, basate sulla segnalazione del pericolo agli automobilisti nei momenti di presenza di fauna a bordo strada e sull’allontanamento degli animali laddove i singoli veicoli non rispettino i limiti di velocità imposti dal sistema. In base a questa sperimentazione sarà possibile proporre, anche per le aree esterne al Parco nazionale, soluzioni efficaci per una concreta riduzione del rischio di incidenti stradali con la fauna protetta, orso marsicano in particolare.( fonte affaritaliani.it)

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Randagismo: addio strutture lager.

Randagismo: addio strutture lager

Una rete di strutture da considerare come stalli provvisori che ospitano cani in attesa della loro adozione. È la rete di micro-canili certificati, in grado di aiutare i Comuni a governare un fenomeno che la legge affida alla loro responsabilità, quello del randagismo.

L’idea è di Anci, Federsanità, Fondazione Prelz ed Enpa, che hanno sottoscritto un protocollo di intesa per rafforzare la loro collaborazione su un terreno che presenta rilevanti profili di sanità pubblica. Si parte da un’esperienza-pilota, che sarà realizzata nel Comune di Macchia di Isernia, dove verrà diffuso questo nuovo modello innovativo rispetto ai canili extralarge fin qui realizzati.

Secondo gli auspici dei firmatari, la rete “in piccolo” presenta un duplice vantaggio: un migliore controllo sanitario degli animali, ed una gestione ‘più trasparente’ dal punto di vista economico delle strutture.

“Strutture piccole – precisa la presidente dell’Enpa, Carla Rocchi – possono essere gestite direttamente dai Comuni o affidate a piccole cooperative sociali, il che vuol dire nuova occupazione. Ma soprattutto il risparmio per l’accoglienza libererà importanti risorse da utilizzare nella prevenzione del fenomeno randagismo”.

L’intesa, siglata da Alessia De Paulis delegato Anci per i problemi del randagismo, Giacomo Bazzoni, vicepresidente vicario di Federsanità, Irene Tiburzi, delegata ai Rapporti istituzionali della Fondazione Prelz onlus e da Carla Rocchi, presidente dell’Enpa onlus, indica tre progetti attorno a cui, all’inizio, ruoterà la collaborazione tra Comuni ed associazioni.

Verrà realizzata anche una sezione del sito dell’Anci che ospiterà una informativa sul randagismo dedicata ai Comuni, con tutti gli strumenti normativi in grado di favorire una corretta convivenza tra cittadini ed animali, ed un contrasto mirato del fenomeno ‘randagi’.

In questo ambito, verranno diffuse le linee guida per l’adozione di un regolamento comunale per la tutela degli animali, ed aperta una sezione per favorire la nascita, in ogni Comune, di una struttura di riferimento sui problemi degli animali, specie quelli di affezione.

“Con questo protocollo – spiega Alessia De Paulis delegato Anci per i problemi del randagismo – l’associazione mette la sua struttura a disposizione delle associazioni firmatarie, sia nell’intento di diffondere la rete di micro-canili sul territorio che per la diffusione dei regolamenti e dell’informativa presso i Comuni. Il nostro impegno sarà soprattutto quello di sensibilizzare tutti i Comuni ad individuare soluzioni condivise per una convivenza tra essere umani ed amici a quattro zampe che sia il più possibile agevole, nel rispetto di tutti”.

Pieno sostegno anche da Giacomo Bazzoni, vice presidente di Federsanità: “Estirpare il fenomeno del randagismo, garantendo la salute degli animali, significa anche intervenire per la tutela della salute dei cittadini. Daremo la massima collaborazione”. Soddisfatta per la firma anche Irene Triburzi della Fondazione Prelz, fautrice sin dal 2012 di “una concreta collaborazione per mettere a disposizione dei sindaci le conoscenze ed esperienze elaborate dal volontariato”. Per Carla Rocchi dell’Enpa, l’intesa rappresenta “un grande passo verso la definitiva affermazione di un codice di comportamento per la corretta convivenza tra umani ed animali”. ( fonte GreenMe.it)

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Pesaro, al mare col cane: multa di 1032 euro.

Pesaro, al mare col cane: multa di 1032 euro

Porta il cane in spiaggia e insieme fanno il bagno al mare, ma qualcuno dei bagnanti segnala il caso alla Polizia locale che interviene multando il proprietario dell’animale. Proprietario che, dopo un bagno col suo amico a quattro zampe, dovrà pagare ben 1032 euro. È solo uno degli episodi registrati nei giorni scorsi a Pesaro, dove dal primo aprile al 30 settembre, è vietato far entrare gli amici a quattro zampe sull’arenile. Per tutta la stagione balneare, insomma, nessuno a Pesaro può andare a fare una passeggiata in spiaggia col proprio cane. L’episodio del cane che faceva il bagno col padrone è stato segnalato alla Polizia locale da altre persone presenti sulla spiaggia, evidentemente infastidite nel vedere qualcuno “sfidare” il divieto. E la Polizia locale, ricevuta la segnalazione, non ha potuto far altro che applicare la legge e multare il padrone del cane.

Ma non è questo l’unico episodio registrato a Pesaro di recente: un’altra maxi multa dello stesso importo è stata applicata a una persona che stava passeggiando con il cane nell’arenile il mattino presto. Anche in questo caso qualcuno lo ha notato e ha chiamato gli agenti della Polizia locale che lo hanno sanzionato. I cani in spiaggia durante la stagione balneare non possono entrare anche se al guinzaglio o con la museruola. Vengono multati non solo quanti vengono sorpresi direttamente con l’animale nei posti “vietati”, ma anche quelli che non osservano le regole nei parchi pubblici e negli spazi verdi della città. Decine dall’inizio dell’anno i verbali elevati dalla Polizia locale: multate persone che lasciano libero il proprio animale di correre nei parchi invece di tenerlo al guinzaglio. Fonte fanpage.it

Nonostante l’uomo abbia violato i chiari divieti, validi per tutta l’estate, come previsto dal regolamento comunale, Il Portale di Birillo considera la multa eccessiva. Le nostre Città purtroppo, fanno ancora tanta fatica ad adeguarsi ad una cultura propriamente Pet Friendly. Facilitare la convivenza tra l’uomo e animale ne migliora non solo il rapporto, ma anche la qualità della vita per entrambe.

Il Parco Nazionale d’Abruzzo, tende la mano a M49

Il Parco Nazionale d'Abruzzo, tende la mano a M49.

Dell’orso bruno M49 ancora nessuna traccia tra i boschi del Trentino. A due giorni dalla fuga dal centro faunistico del Casteller nella zona di Trento sud del plantigrado c’è una sola foto scattata ieri mattina alle 9,20. E mentre la caccia continua, arriva una proposta. il Parco nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise adotti l’orso M49 evaso in Trentino da un recinto elettrificato e ora braccato. La proposta viene lanciata da Eustachio Gentile, commissario della Comunità Montana Peligna.

“In questo modo salveremo la vita all’animale seppur garantendogliela in cattività- sottolinea Gentile – A mio modesto parere, meglio una buona vita in cattività che una brutale soppressione a colpi di fucile”. Anche il ministro dell’ambiente, Sergio Costa, si è detto fortemente contrario alla sua soppressione. “A questo punto mi pare opportuno ricordare che codesto ente ha già salvato, qualche anno fa, la vita a ben tre orsi che languivano in una prigione dell’Albania facendoli trasferire in Italia, in ogni caso mobilitiamoci anche con iniziative diverse pur di salvare la vita ad un orso la cui soppressione sarebbe considerata addirittura giusta anche da una recente sentenza della Corte Costituzionale”. Invitiamo il presidente della Provincia di Trento, che prima di voler impartire l’ordine della soppressione dell’animale, attenda le auspicabili e, speriamo, positive decisioni che l’Ente Parco nazionale nalm vorrà adottare”.

Indiretta arriva la risposta. “L’orso M49 è pericoloso: non lo ha stabilito né la Giunta Fugatti né la politica e la sua ricattura è un atto dovuto e di responsabilità da parte della Provincia autonoma di Trento per tutelare la sicurezza delle persone”. Lo afferma il consigliere provinciale della Lega Roberto Paccher. Tratto da Repubblica.it


Addio Contessa, il cane di quartiere che viveva in via Gran Sasso

Addio Contessa, il cane di quartiere che viveva in via Gran Sasso.

A Madonna delle Grazie mancherà la presenza vigile, schiva e fiera di Contessa, cane di quartiere che dalla sua cuccia al rondò di via Gran Sasso vegliava su tutto e tutti. La cagnolina, che era sotto la tutela del Comune di Chieti, è stata investita domenca e, successivamente, dopo aver avvertito i vigili urbani e atteso il loro intervento, è stata trasferita a Lanciano per le cure. Non ce l’ha fatta ed è morta ieri, dopo che gli operatori del canile rifugio di Chieti hanno provveduto a farla uscire e a portarla in una clinica cittadina, dove è stato fatto tutto il possibile..

Al dispiacere per la sua perdita, oggi si aggiunge la rabbia dei volontari del canile, ma anche di tanti comuni cittadini che si chiedono se Contessa avrebbe potuto salvarsi, se solo non si fosse aspettato così tanto tempo per soccorrerla. “Non sarebbe stato più opportuno rivolgersi a qualche veterinario di Chieti o di Pescara? – si chiede un nostro lettore – Si è perso del tempo prezioso e, forse, ora Contessa sarebbe ancora viva. Era una cagnolina speciale, amata da tante persone. Era anziana, ma non meritava di morire così”.

Per accertare le cause della morte della cagnolina, la salma è stata trasferita all’istituto zooprofilattico. 

Il rischio è che non si possa avere indietro la salma, per poter seppellire Contessa nella Valle degli affetti, il cimitero per animali a Manoppello, come i suoi affezionatissimi vorrebbero. “In alternativa – propongono – per ricordarla in futuro sarebbe bello poter realizzare una statua vicino al rondò di via Gran Sasso dove dal 2003 Contessa era sempre presente. Ma prima vorremmo che si faccia chiarezza sulla sua morte”.“


Inaugurata Unica Beach, la spiaggia per animali

Inaugurata Unica Beach, la spiaggia per animali.

E’stata inaugurata sabato 1 giugno a Giulianova, UNICA BEACH , la spiaggia per animali d’affezione più grande in Abruzzo, attrezzata con un’enorme area sgambamento , suddivisa in ulteriori aree dotate di piscine. A varare la spiaggia 2019 la presidente di UNICA BEACH, Giusy Branella, affiancata dal Falconiere Giovanni Granati con il quale è stato tagliato il nastro e dato libero ingresso ai cani presenti. Protagonisti della festa i cagnolini del Rifugio Canalba ANTA Onlus , tutti in attesa di adozione. Ma l’inizio di questa stagione estiva è stato contrassegnato anche da una seconda manifestazione, in occasione della Festa della Repubblica e delle Forze Armate, le unità cinofile dell’Associazione Nazionale degli Alpini dell’Aquila e Abruzzo K9, hanno dato dimostrazione delle proprie attività di soccorso ai dispersi , con simulazioni realizzate proprio a UNICA BEACH , con la partecipazione dei presenti. Per finire in bellezza, le unità cinofile hanno sfilato al termine del Festival Internazionale della Bande, ricevendo il premio Città di Giulianova UNICA BEACH patrocinato dal Ministero della Difesa, la Regione Abruzzo, l’Università di Teramo e l’Ordine dei Medici Veterinari di Teramo.
«Un bellissimo esempio – afferma il Presidente Giusy Branella – dell’importanza che questi animali rivestono per noi e le nostre vite. Ringrazio gli organizzatori del Festival che hanno accolto la proposta di far sfilare le unità cinofile da soccorso in questa occasione così importante, valorizzando il loro lavoro e la loro missione».


Domatore ucciso da una tigre

domatore ucciso da tigre

Ettore Weber, 61 anni, si trovava nella gabbia quando è stato aggredito da un felino, a cui si se ne sono aggiunti altri tre. Gli animali sono stati posti sotto sequestro e saranno probabilmente trasferiti in uno zoo

Dramma in un circo in provincia di Bari. Un domatore di tigri 61enne, Ettore Weber, è stato aggredito e ucciso da un gruppo di 4 felini durante le prove dello spettacolo. E’ accaduto intorno alle 20 di giovedì e, stando a quanto ricostruito dai carabinieri, durante l’addestramento l’uomo si trovava in una gabbia con quattro felini, quando è stato aggredito da uno di loro. Subito dopo, anche gli altri tre si sono accaniti contro di lui.

Deceduto per le gravi ferite riportate

L’addestratore aveva 61 anni e lavorava nel circo Marina Monti e non Orfei, come inizialmente comunicato dai carabinieri. Prontamente soccorso dal personale del circo, Ettore Weber è però deceduto quasi immediatamente a causa delle gravi ferite riportate.

Sequestrate le tigri, saranno trasferite in uno zoo

Gli animali sono stati sequestrati e, molto probabilmente, saranno poi trasferiti nel vicino zoo di Fasano. Saranno effettuati accertamenti per verificare il loro stato di salute. Verifiche saranno effettuate anche nella struttura per capire se fossero rispettate le condizioni di sicurezza. L’episodio si inquadra, al momento, come un incidente sul lavoro ma potrebbe diventare un omicidio colposo, se dovessero essere verificate negligenze.

Weber era molto conosciuto nell’ambiente

Ritenuto un domatore molto esperto, Weber era nato a Mottola (in provincia di Taranto) ma risiedeva da tempo nel Leccese. Aveva lavorato per diverse strutture circense e di recente era impegnato in una nuova forma di spettacolo con gli animali. Sky Tg 24


Cucciolo d’orso, trovati i resti nel Parco Nazionale d’Abruzzo

Nel corso di un normale servizio di controllo del personale di sorveglianza, nella mattinata di mercoledì sono stati rinvenuti, in località “Colli Bassi” di Pescasseroli, resti di un orso (essenzialmente peli e alcune costole) si tratta, con ogni probabilità di un cucciolo dell’anno. Dai pochissimi resti, che saranno conferiti a ISPRA e all’istituto Zooprofilattico sperimentale per gli esami di rispettiva competenza, non risulta possibile stabilire le cause di morte. E’ stata disposta una perlustrazione della zona anche con l’ausilio dell’unità cinofila dei Carabinieri Forestali, per la ricerca di eventuali ed ulteriori resti e elementi. Notizia tratta da Affari Italiani.


Jesolo, primo circo senza animali.

CIRCO VEGANO – Il circo contemporaneo senza animali, organizzata in collaborazione con Arteven Circuito Regionale Multidisciplinare e realizzata in collaborazione con i Comuni coinvolti e la Regione del Veneto. I più curiosi potranno assistere al montaggio del colorato chapiteau – nello spazio di New Jesolandia in Via Lucio Battisti – per cinque serate, ospiterà altrettanti spettacoli circensi per tutte le età.

La tournée di CIRCO VEGANO proseguirà portando acrobati, clown, artisti circensi, cantanti e ballerine a dal 1 al 5 luglio ore 21 CHIOGGIA (Piazzale Europa a Sottomarina) e dal 9 al 13 luglio ore 21.30 a ROSOLINA MARE(Piazzale Europa – lato Centro congressi).


Ondata di caldo: consigli per cani e gatti

In giorni come questi, dove a livello climatico è il grande caldo a farla da padrone, non solo gli esseri umani dovrebbero seguire i consigli utili degli esperti per combatterlo. Ci sono tutta una serie di accortezze che andrebbero considerate per non far soffrire gli animali domestici, cani e gatti in particolare, molto spesso più in crisi delle persone nell’affrontare le alte temperature. A dettare le linee guida utili per i possessori di animali ci ha pensato l’Enpa (Ente Nazionale Protezione Animali) con una serie di regole da seguire.

Attenzione alle temperature

Innanzitutto, va considerato il fatto che cani e gatti non ‘sudano’ esattamente come noi. Quindi, per abbassare la propria temperatura corporea (che normalmente si attesta sui 38,5 gradi), aumentano i ritmi respiratori. A tal fine, si dovrebbe sempre garantire agli animali un luogo all’ombra e, magari, ventilato dove poter sostare, dell’acqua fresca sempre a disposizione e del cibo leggero, facilmente digeribile. 

Mai lasciati soli in auto

L’Enpa consiglia di non abbandonare mai un animale dentro l’auto, se la si sceglie come mezzo di trasporto. In periodi di forte caldo, la temperatura interna ad un abitacolo sale rapidamente, anche se si tengono i finestrini aperti, e può raggiungere persino i 70 gradi. Lasciare il proprio cane dentro l’automobile, anche per poco tempo, è una disattenzione che può essergli fatale. Per chi dovesse notare un animale chiuso all’interno di un’automobile è bene prestare attenzione ai sintomi di un colpo di calore, ad esempio problemi di respirazione o spossatezza generalizzata. In questi casi il tempismo è tutto: un intervento immediato può essere indispensabile a salvare la vita dell’animale. E se non si riuscisse a rintracciare il proprietario dell’autovettura, è d’obbligo non perdere altro tempo e contattare subito le forze dell’ordine. Fino a che la situazione non si sblocca, è necessario cercare di creare ombra sull’auto, magari sistemando giornali o vestiti sul parabrezza e, nel caso in cui i finestrini non dovessero essere completamente chiusi, versare dell’acqua all’interno per bagnare l’animale o farlo bere. Nel caso estremo per cui le condizioni siano critiche, Enpa garantisce il proprio sostegno legale a coloro che decidono di rompere il finestrino dell’automobile in cui è presente un animale in difficoltà.

Accortezze anti ipertermia

Se un cane o un gatto dovessero trovarsi in stato di ipertermia, visibile per il fatto che la pelle è molto calda, l’animale fatica a reggersi sulle proprie zampe o ha difficoltà evidenti nel respirare, è fondamentale abbassare la temperatura bagnandolo con acqua fresca e applicando nell’interno coscia qualcosa di freddo, come i ‘siberini’ blu che si usano nelle borse frigo per mantenere al fresco i cibi fuori da casa. Occhio, però, a fare attenzione che questi siano coperti con una busta o con del tessuto per evitare di creare abrasioni sulla pelle degli animali.

No agli sforzi e alle uscite nelle ore più calde

E’ importante anche non costringere i cani a sforzi eccessivi. Molto meglio non fare passeggiate nelle ore più calde della giornata: oltre al colpo di calore, l’animale può scottarsi le zampe sull’asfalto rovente. E quando si esce col proprio amico a quattro zampe, è sempre meglio portare con sé una bottiglia di acqua e magari una ciotola. La crema solare? Può servire anche per i cani, che possono essere soggetti a scottature. Li si può proteggere applicando una crema solare ad alta protezione alle estremità bianche e sulle punte delle orecchie. Tratto da Sky Tg24.


Cane aspetta da oltre un anno proprietario morto in un incidente


È una storia commovente e di puro amore, quella che proviene dalla Grecia e vede per protagonista un fedelissimo cane. L’animale, infatti, da oltre un anno aspetta il proprietario sul luogo di un incidente, ignaro del fatto l’amico umano sia purtroppo deceduto. In molti hanno cercato di offrire al quadrupede una nuova abitazione, ma l’animale è sempre fuggito per tornare in quel posto a lui tanto caro.

La singolare vicenda accade a Nafpatkos, così come riferisce TgCom24, dove un anno e mezzo fa un uomo di 40 anni ha perso la vita in un incidente stradale. Con lui un cagnolino dal manto bianco, rimasto illeso: da allora, nessuno è più riuscito a convincere l’animale ad abbandonare il luogo del sinistro.

Dopo diversi tentativi di adozione andati a vuoto, e numerose famiglie pronte ad accoglierlo, i residenti della località greca hanno deciso di costruire per lui un piccolo giaciglio. Oltre a una lapide per ricordare il proprietario, è stata improvvisata una piccola cuccia fatta di tegole, quindi sono state predisposte ciotole per il cibo, taniche di acqua e il minimo indispensabile per garantire al cane un’esistenza abbastanza serena. Tutti si occupano del suo benessere, portando cibo e monitorando le sue condizioni di salute, ormai consapevoli dell’impossibilità di trovare per il quadrupede un’altra collocazione: qualsiasi affido si è tradotto nella fuga dell’animale.

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