Condividi

Pronto soccorso per animali: arriva la prima ambulanza di Capitanata di Foggia

Ambulanza veterinaria Capitanata di Foggia

di SONIA DI MASSIMO

Anche gli animali soffrono; e quando un amico a 4 zampe necessita di un pronto intervento, il soccorso arriva. Ci troviamo in Puglia, precisamente a Orta Nova, nel foggiano, dove è stata recentemente inaugurata la prima ambulanza veterinaria di Capitanata (distretto storico-culturale della Puglia).

Il servizio, interamente gratuito, è fruibile non solo dagli enti pubblici per l’assistenza ai randagi, ma anche dai privati per fornire una prestazione sanitaria al proprio pelosetto, in virtù del servizio volontario della Gadit (Guardie ambientali d’Italia) incaricata del trasporto presso le cliniche veterinarie, le cui cure saranno regolarmente fatturate. L’iniziativa nasce
tre anni fa da un progetto delle Guardie ambientali d’Italia della sezione di Orta Nova.

A fronte di un servizio interamente gratuito, i privati potranno contribuire alla manutenzione del mezzo attraverso un’offerta libera.
Gli animali in difficoltà di tutta la penisola non saranno mai abbandonati a se stessi, in quanto le iniziative in loro soccorso fortunatamente non scarseggiano: tra queste, citiamo il progetto operativo di “Soccorso in emergenza” per animali in difficoltà, a cura dell’Associazione Ambulanze Veterinarie Italia, organizzazione onlus che si pone la mission di garantire un primo intervento salvavita e il trasporto alla più
vicina struttura veterinaria disponibile grazie ad uno staff volontario qualificato.



10 Dicembre: Giornata Internazionale dei diritti della fauna mondiale

Giornata Internazionale  diritti fauna mondiale

Oggi è la Giornata Mondiale dei Diritti degli Animali  celebrata il 10 dicembre di ogni anno dal 1998 grazie all’associazione animalista, Centre for Animals and Social Justice,  voluta in corrispondenza della Giornata Mondiale dei Diritti Umani, istituita dalle Nazioni Unite in questa data, per ricordare la  proclamazione della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani del 1948.

Oggi attraverso conferenze, eventi in piazza e raccolta firme si pone l’attenzione sui diritti degli animali cercando di sensibilizzare e fermare l’incoscienza degli uomini.

Presentando petizioni e proponendo leggi a garanzia della loro incolumità perché vengano abolite le sperimentazioni scientifiche, come la vivisezione o come le attività circensi considerate ormai diseducative per i bambini, per il maltrattamento fisico ed etologico a cui vengono sottoposti gli animali.

Abitudini come la pratica della caccia, il commercio di pellicce e di parti di animali così come il traffico illegale di animali esoticidovrebbero essere inquadrati come veri e propri reati e di conseguenza inasprite le pene.

Nel panorama internazionale sono tante le associazioni animaliste presenti e molti i risultati ottenuti finora, tuttavia ancora insufficienti a debellare ancora indegni comportamenti dell’uomo.

Allevamenti intensivi per carne da macello,  galline ovaiole, gravidanze forzate di mucche per avere latte vaccino a volontà, la mattanza di delfini e balene nelle Isole Far Oer in Danimarca, (una caccia tradizionale che avviene ogni anno tra luglio e settembre, un’usanza a dir poco barbarica) sono alcuni tra gli esempi di sfruttamento e violenze perpetrate verso gli animali.

Si maltrattano, seviziano e uccidono gli animali anche per gioco e noia. I tori nelle arene, le corse dei cavalli e le scommesse sui combattimenti dei cani, la lista è lunga. Come infinito il numero degli animali domestici abbandonati in strada in prossimità delle vacanze estive. Tutte sofferenze procurate dall’uomo.

Il comportamento prepotente dell’uomo sul pianeta, il padre padrone libero di  usare e abusare di ogni risorsa, compresi gli animali, non è un diritto. Giornate mondiali come quella di oggi 10 dicembre sono una tappa del lungo percorso verso il cambiamento.

Dove non predomina una coscienza e un sentimento, ci sarà la legge perché si possa parlare finalmente di una dichiarazione universale dei diritti di tutti gli esseri viventi.


Perde la vita in un incidente Gianfranco Bellini, finanziere e guardia zoofila

27/11/2019

Incidente Gianfranco Bellini guardia zoofila

Il cordoglio della Lega del cane sezione di Pescara

di SONIA DI MASSIMO

Un fatale incidente avvenuto stamani verso le 8.30 in prossimità
dell’uscita dell’asse attrezzato che conduce al porto, ha stroncato la vita di Gianfranco Bellini, 54enne in organico presso il comando della Guardia di Finanza di Pescara, nonché guardia zoofila. Gianfranco era benvoluto da tutti e la sua profonda sensibilità nei confronti degli animali lo aveva condotto ad impegnarsi con zelo presso il canile comunale di Pescara come volontario.

Secondo le dinamiche del sinistro, l’uomo si stava recando sul posto di
lavoro quando, per cause ancora in corso di accertamento, ha perso il
controllo della moto su cui viaggiava. Vani i tentativi dei sanitari accorsi
sul posto; il decesso è avvenuto per grave trauma alla testa, tanto che il
casco che la vittima indossava si è spaccato nel violento impatto al suolo.
La lega del cane sezione Pescara commemora così la memoria di
Gianfranco:
“Non abbiamo parole per esprimere il dispiacere per la perdita di un
amico divertente, un supporto affidabile, un volontario come pochi, una
guarda zoofila integerrima. Sempre attivo, sempre in prima linea, un
cuore enorme e una vita dedicata agli animali di Pescara. Ti ricorderemo
sempre, volontari e canetti. Ci mancherà il tuo vocione festoso che ci
impapiva di chiacchiere.

Abbracciamo la famiglia, i figli, la meravigliosa Maruska e tutti gli
animaletti che ha lasciato, e se ce ne sarà bisogno ci occuperemo di
aiutarli tutti sennò chi ti sente.
Ovunque tu sia, siamo sicuri che anche adesso stai coccolando un cane e
sgridando qualcuno perché le ciotole non sono abbastanza lucidate.
Buon viaggio Gianfranco, ti vogliamo bene”.


Canada: cagnolina randagia salva cinque gattini

Cagnolina randagia salva cinque gattini. Canada

26 Novembre, 2019

Quattro giorni fa, in una notte gelida in Ontario, in Canada, un ragazzo mentre guidava su una strada innevata, scorge una cagnolina rannicchiata che tremava dal freddo. Ma non era sola.

Guardando attentamente, scopre che la cucciola gentile, stringeva tra le zampe cinque gattini orfani per tenerli al caldo e proteggerli dal freddo pungente., un gesto d’amore da parte sua, forse dopo aver compreso che mamma gatta non era nelle vicinanze e che senza di essa i micini non avrebbero avuto scampo.

Il ragazzo, intenerito dall’incredibile scena, li ha presi tutti con sè e li ha portati al rifugio Pet and Wildlife Rescue. Tra il cane e i gattini si era creato un legame davvero speciale: la cucciolona improvvisatasi mamma, aveva salvato la vita ai micetti.

Il portavoce del rifugio ha detto ” è davvero una tenera visione, senza questo gesto di solidarietà e amore da parte della cagnolina, i gattini non avrebbero potuto sopravvivere”.

I cuccioli ora sono al sicuro, richiedono solo trattamento da profilassi. La cagnolina è molto amichevole, pensano si tratti di un cane domestico, scappato o abbandonato, ma per ora le ricerche di un eventuale proprietario sono risultate vane. Se nessuno si farà avanti, anche lei verrà data in adozione. Nel frattempo, la “dolce randagia” non lascia soli i cuccioli neanche un attimo, proprio come farebbe una madre orgogliosa. E come nelle migliori favole a lieto fine, sarebbe bello se qualcuno potesse adottare l’allegra famigliola al completo.

Dagli animali ci giungono sempre, delle grandi lezioni di vita.


Massacro all’Oipa di Trento, animali indifesi sterminati

Massacro all'Oipa di Trento, ajimali indifesi sterminati

di SONIA DI MASSIMO

Una strage impietosa e inspiegabile al contempo è quella
verificatosi all’interno del Rifugio Mattarello di Trento: oche e animali
giacevano privi di vita sul suolo, è questo il macabro scenario
pubblicato nella mattinata del 26 ottobre sulla pagina social di
Ornella Dorigatti, presidente di Oipa sezione Trento.

L’associazione si occupa di tavoli informativi, randagismo, adozioni, formazione nelle scuole con relativi progetti di alternanza scuola-lavoro,
petizioni, promozione campagne e appelli per la salvaguardia degli animali.

Ci troviamo di fronte ad uno sterminio operato con
efferatezza e brutalità inconcepibili nei confronti di un gruppo di
animali indifesi ospitati nella struttura che si prodiga con zelo
proprio per la tutela degli animali. L’Oipa (Organizzazione
internazionale protezione animali) è stata  fondata nel 1981 a
Lugano da Milly Schar Manzoli, animalista di fama mondiale e
autrice di varie pubblicazioni antivivisezioniste, insieme ad altri sei
soci fondatori.
Sono in corso le indagini per individuare i responsabili del crudele
gesto.


Australia SOS incendi: centinaia di Koala uccisi

Australia sos incendi,  centinaia di Koala uccisi

Nel Nuovo Galles del Sud più di 90 incendi boschivi hanno decimato l’habitat dei marsupiali. Sono senz’acqua da giorni, non ci sono più le foglie che forniscono loro il 65% dell’acqua che assumono. I danni sono ingenti, al momento si registrano tre persone morte, diverse mancano all’appello e un numero impressionante di koala morti, animali simbolo del Paese, oltre 350 esemplari una vera e propria strage. 

La colonia viveva nella riserva naturale del Lago Innes, ed è stata totalmente spazzata via dalle fiamme: “Prima dell’incendio c’erano circa 500-600 animali – ha detto la presidente dell’ospedale veterinario Port Macquarie Koala, che ha accudito gli animali feriti, uno dei koala salvati, è stato trovato disidratato tra i boschi: «È stato raccolto da terra, raggomitolato, incapace di muoversi ».

« L’altra koala recuperata, Anwin, è stata curata per disidratazione. Dobbiamo lottare anche contro il tempo per salvarli, perché non solo le fiamme ma anche la disidratazione può colpire gli animali. Sono giorni che vanno avanti senza acqua o foglie che producono il 65% della loro idratazione ».

Le fiamme hanno interessato una zona boschiva nei pressi di Port Macquarie, riducendo in cenere ben 2.000 ettari di vegetazione. Gli abitanti di diverse zone, sono stati avvisati delle possibili conseguenze dell’inquinamento atmosferico dato dal fumo eccessivo, che può provocare problemi soprattutto a bambini, anziani e persone con patologie cardiache o respiratorie. Molti degli incendi si sono sviluppati in zone che stanno attraversando un periodo di siccità e sono favoriti da forti venti e da temperature fino ai 35°C.

“Questa è una tragedia nazionale, vista l’enorme popolazione di animali che abbiamo perso nelle ultime 24 ore”, ha detto il direttore clinico ospedaliero Cheyne Flanagan.  Il governo australiano aveva già deciso di stanziare 30 milioni di euro per salvare questo marsupiale, icona del Paese minacciato dalla perdita del habitat, dall’inquinamento dovuto alle automobili, dai cambiamenti climatici, dalle malattie e dagli incendi. Secondo Australian Koala Foundation, i marsupiali rimasti in natura oggi sarebbero poco più di 43mila.


Isernia, rinvenuto il corpo di Elso Tornincasa dalle unità cinofile di Abruzzo K9

search rescue ricerca salvataggio abruzzo isernia cinofile

di SONIA DI MASSIMO

Sono stati i cani molecolari (cani da ricerca per persone scomparse in selezione olfattiva)  dell’associazione Abruzzo K9 a rinvenire nel pomeriggio di ieri, 6 novembre, a Isernia il corpo privo di vita di Elso Tornincasa. L’uomo, 61 anni, originario di Montenero Val Cocchiara (Isernia), era scomparso dal 1° novembre ed era stato avvistato nei giorni precedenti anche a Castel di Sangro (L’Aquila). La salma è stata rinvenuta nei pressi del parcheggio dei pullman dell’ospedale civile di Isernia dalle unità cinofile dell’associazione Abruzzo K9, attivate dai Carabinieri dietro interessamento di Alessia Natali, presidente dell’associazione Penelope Abruzzo e dei familiari dell’uomo.

Il binomio composto da Francesco Sacco, presidente dell’associazione e dal cane Aaron ha escluso che l’anziano fosse stato recentemente a Castel di
Sangro, luogo dove era stata segnalata la presenza di Tornincasa.
La mattina del 6 novembre sono riprese le attività di ricerca direttamente a
Isernia. Il secondo binomio, composto da Emmanuela Di Leonardo e dal cane Dinamite ha effettuato una prima ricognizione restringendo il campo di ricerca. Francesco Sacco con il cane Lilith ha poi completato le segnalazioni in linea con Dinamite, arrivando a indicare la posizione del corpo dello scomparso nel parcheggio dei pullman del nosocomio di Isernia.

Un supporto prezioso e unico quello di questi animali addestrati a diventare
operativi agendo in situazioni estenuanti e in presenza di familiari in chiaro stato di agitazione; situazioni in cui la tempistica è un fattore determinante per riuscire a trovare in vita una persona scomparsa. Non è stato purtroppo il caso di Elso Tornincasa. Sono in corso le indagini per appurare le dinamiche del decesso.

Pescara, 6 novembre 2019


Campania: stop agli animali nei circhi

Campania: stop agli animali dei circhi

Il giorno 8 Ottobre 2019, la regione Campania ha definitivamente messo al bando gli animali dagli spettacoli circensi. In base alla normativa entrata in vigore, entro due anni non ci saranno più numeri che coinvolgano elefanti, tigri, cavalli, leoni, pappagalli e così via. La decisione è diventata operativa sul territorio campano grazie all’approvazione della mozione da parte del Consiglio Regionale, in cui si chiedeva la rapida approvazione dei decreti attuativi previsti dall’art. 2 della Legge 175/2018, che punta alla revisione delle disposizioni nei settori delle attività circensi e degli spettacoli viaggianti finalizzata al superamento dell’utilizzo degli animali nel loro svolgimento. Questo l’obiettivo posto dai Verdi, che hanno ottenuto l’approvazione unanime dal Consiglio regionale campano lanciata dal consigliere Francesco Emilio Borrellli.

La normativa punta alla revisione delle disposizioni nei settori delle attività circensi e degli spettacoli viaggianti finalizzata al superamento dell’utilizzo degli animali nel loro svolgimento. Dunque l’obiettivo è niente animali negli spettacoli entro due anni con successiva ricollocazione e mantenimento, in strutture idonee al loro fabbisogno.

Le parole di Borrelli sono state eloquenti “ La vita degli animali nel circo è incompatibile con le loro caratteristiche etologiche. La detenzione, l’addestramento e l’esibizione in spettacoli circensi comporta il più delle volte sofferenze e maltrattamenti degli animali ” ed inoltre ” vietare l’impiego degli animali nei circhi è un provvedimento di buon senso che non ha colore politico”.

E’ sconcertante che nella maggior parte dei paesi europei, ci fosse già il veto dello sfruttamento animale nei circhi ed in Italia si proceda così a rilento.
Il circo è spettacolare in se, con i suoi atleti ed artisti e non c’è nulla di “magico” nell’osservare gli animali sfruttati in una situazione assolutamente non conforme alle proprie capacità fisiche e psicologiche, anzi al contrario, rischia di essere diseducativo soprattutto per i bambini che hanno una maggiore sensibilità nel comprendere il loro disagio.


San Vito Chietino, sequestrato canile lager con 60 cuccioli: denunciata un’intera famiglia

San Vito Chietino, sequestrato canile lager con 60 cuccioli, denunciata un'intera famiglia

di SONIA DI MASSIMO

Ennesima storia di detenzione illegale e abusiva di cani: le scarse condizioni igienico-sanitarie in cui versavano 61 cuccioli, obbligati a vivere tra i loro escrementi in uno spazio angusto privo di luce, ha portato alla denuncia di un’intero nucleo famigliare di San Vito Chietino.

Il fatto è emerso nell’ambito di un’operazione condotta dai Carabinieri Forestale e dalla Guardia di Finanza di Lanciano, dai Carabinieri di San Vito Chietino, congiuntamente ai servizi veterinari della ASL 02 Lanciano- Vasto-Chieti.

Gli animali vittime di questa costrizione erano sprovvisti di microchip e
appartenenti a razze pregiate, il che costituiva un potenziale oneroso per gli
allevatori. I cuccioli saranno affidati in custodia ai canili di Chieti, Lanciano,
Ortona e Guardiagrele per poi essere finalmente destinati all’adozione.
I quattro responsabili dovranno rispondere di esercizio abusivo della
professione veterinaria, gestione illecita di rifiuti e maltrattamento di animali.


Montesilvano, sevizia tre cani procurandone la morte di uno: denunciato

Montesilvano, sevizia tre cani procurandone la morte di uno: denunciato

di SONIA DI MASSIMO

Dopo l’ennesimo episodio di violenza perpetrato ai danni di tre cani, torna a porsi improrogabile la necessità di rendere esemplari le pene per i reati di
maltrattamento nei confronti degli animali. È accaduto a Montesilvano Colle (Pescara) alcuni giorni fa, quando i Militari del Nucleo Cites del Gruppo Carabinieri Forestale, in sinergia con i colleghi di Pescara, hanno denunciato un 22enne su esposto della delegazione abruzzese dell’Organizzazione Internazionale Protezione Animali – Oipa onlus.

La denuncia è scattata a seguito delle sevizie a cui il giovane
aveva sottoposto tre cani di razza Pitbull o “Simil Pitbull”, detenuti in campagna legati ad una catena che impediva loro il benché minimo movimento. I cani versavano in condizioni di deperimento fisico tanto che il gravoso stato di detenzione ha provocato la morte di uno di essi.
I due Pitbull sopravvissuti sono attualmente in custodia presso il canile sanitario comunale, grazie al pronto intervento di un veterinario dell’Azienda sanitaria locale di Pescara.

Le forze dell’ordine continuano a garantire l’intensificazione delle operazioni con controlli a tappeto: “Siamo soddisfatti per aver recuperato i due cani ancora vivi – ha dichiarato il Comandante del Gruppo Carabinieri Forestale di Pescara – Con il Nucleo Cites, che si occupa istituzionalmente anche della prevenzione e della repressione dei reati compiuti in danno degli animali, stiamo intensificando i controlli affinché tali casi, ancora presenti, non abbiano più a ripetersi”.



Capre bloccate intrappolate a 2.000 metri di quota

Capre bloccate intrappolate a 2.000 metri di quota

Un’emergenza del tutto particolare quella che hanno dovuto gestire sabato 26 Ottobre, gli uomini del Soccorso Alpino e Speleologico del Piemonte. Corde, caschetto ed elicottero si sono dovuti operare per salvare la vita a 7 capre. 

Gli animali da oltre quindici giorni erano bloccati su una cengia tra le balze rocciose a monte del Lago di Malciaussia in provincia di Torino. I tecnici del soccorso sono riusciti a raggiungerle. 

Una volta raggiunte le hanno imbragate e le hanno calate alla base della parete rocciosa. Delle sette capre una purtroppo è deceduta, cinque sono state recuperate e sono risultate illese, mentre l’ultima non si è lasciata catturare ed è scesa autonomamente. 


Presentazione corso per cani molecolari-ricerca persone scomparse

Presentazione corso per cani molecolari- ricerca persone scomparse

Abruzzo K9, corso per cani molecolari destinati alla ricerca di persone scomparse

di SONIA DI MASSIMO

Partirà domenica 3 novembre il corso promosso e organizzato dall’associazione “Abruzzo K9”,  unica a livello regionale che si occupa di cani da ricerca per persone scomparse in selezione olfattiva (notoriamente conosciuti con la definizione di cani molecolari). Tra gli interventi effettuati, bisogna annoverare un caso alla ribalta della cronaca nazionale:  il tragico rinvenimento del corpo di Alessandro Neri, il 28enne di Spoltore trovato senza vita a Fosso Vallelunga nel marzo 2018. L’associazione, presieduta da Francesco Sacco, istruttore cinofilo, da anni collabora con l’associazione Penelope impegnata sul fronte dei dispersi..

“Abruzzo K9” ha presentato ieri in Provincia a Pescara un duplice evento formativo: la ricerca di persone scomparse in superficie (cani molecolari) e la bonifica aree da esche avvelenate o letali. L’iniziativa è stata illustrata dal presidente Francesco Sacco e Federica Liberatore, legale nonché tesoriera dell’associazione. Il percorso finalizzato alla ricerca di persone scomparse ha una durata di due anni suddivisi in tre step: obbedienza di base (10 lezioni con prova finale-durata un anno: costo 350 euro); avviamento alla ricerca (durata sei mesi con prova di idoneità: costo 350 euro); completamento e perfezionamento dell’addestramento su vari scenari (durata un anno con prova di brevetto). La prima fase ha una finalità selettiva, in quanto attraverso percorsi a ostacoli e livelli di difficoltà si effettua una prima scrematura del binomio cane-conduttore.

“Bisogna considerare – ha detto Francesco Sacco – che si opera alla presenza di persone che hanno persole le tracce di qualche caro e, dunque, in stato di agitazione”.

Nella seconda fase, la prova di idoneità si svolge su un’area di 4 ettari con circa 40/50 minuti a disposizione. A seguito dell’ultimo step, i cani che diventano operativi a tutti gli effetti conseguono una certificazione da parte dell’università di Teramo, facoltà di veterinaria. Il sostenimento della prova di brevetto è consentita due volte al massimo. Il corso è inclusivo di una parte forense con applicazione su campioni biologici.

“È importante capire il proprio cane – ha concluso Federica Liberatore – che riversa nel suo operato di ricerca emotività, sacrificio e prestanza fisica. Insegnare al cane la discriminazione olfattiva, lo porta a elevati livelli di concentrazione e all’aumento della temperatura corporea. Dunque, per preservarne lo stato di salute, bisogna imparare a gestire il proprio cane”.

Qualsiasi razza o taglia sono indicate poiché tutti i cani sono dotati di un olfatto sviluppato.

Domenica 20 ottobre avranno inizio le valutazioni dei cani a partire dalle 9 presso il centro “Francesco Sacco-Istruttore cinofilo” di Villanova. Le valutazioni proseguiranno ogni domenica fino all’inizio del corso in programma il 3 novembre.

 Info: abruzzok9@gmail.com –  328 9468969
 Pescara, 19 ottobre 2019


Finisce l’era di “Code Felici”, gestore del canile comunale di Sulmona

Finisce l'era di "Code Felici" gestore del canile comunale di Sulmona

La presidente Tunno: “Ho sopportato troppe angherie”

di SONIA DI MASSIMO

Termina dopo ben 12 anni l’operato di “Code Felici”, associazione presieduta da Gabriella Tunno che, dal 2007, gestiva il canile rifugio di Noce Mattei a Sulmona.
L’Associazione di Volontariato Cinofilo nasce senza scopo di lucro ed è annoverata nell’Albo Regionale delle Associazioni di Volontariato Ambientale. Tramonta così una lunga stagione dedicata con zelo e premura ai cani più bisognosi, strappati ad una vita di randagismo e tratti in salvo dalla strada.

Veniamo alle motivazioni: il contratto è naturalmente scaduto, pertanto, in
attesa della procedura di gara, sono in corso le pratiche burocratiche che
consentiranno il passaggio del testimone alla cooperativa “Lida” di Ortona, futuro gestore. Ma la presidente Tunno dichiara di non aver intenzione “di sopportare ulteriori sacrifici con lo stesso trattamento economico iniziale, lavorando per conto di un altro organico, considerate le troppe angherie ricevute negli ultimi periodi”. Il riferimento è alla duplice citazione in processo con lo stesso capo d’imputazione.

L’ultima convocazione risale nel corso dell’estate appena trascorsa e la precedente, nel 2015 . Le indagini riconducevano al rinvenimento di una trentina di carcasse di cani seppellite all’interno del canile comunale. Un fatto venuto alla luce a seguito di un esposto. Il reato ipotizzato a carico della donna era quello di smaltimento di rifiuti pericolosi.
Gabriella Tunno, riconsegnando con rammarico le chiavi nella mattinata di ieri, ha altresì restituito una fetta determinante della sua vita, in cui si è prodigata con sincero spirito di abnegazione alla cura e alla tutela dei suoi amati 270 ospiti, grazie al prezioso supporto di istituzioni e collaboratori amici che l’hanno fedelmente accompagnata in questo percorso.


Più decoro per una città a misura d’uomo e di animale

Più decoro per una città a misura d'uomo e di animale del comune di Chieti

A Chieti arrivano i dispenser con sacchetti per la raccolta delle deiezioni canine

di SONIA DI MASSIMO

Per essere annoverati tra le città più vivibili è necessario meritare la classificazione di luogo deputato al benessere, all’ordine pubblico, al decoro, ossia a tutti quegli indicatori che fotografano la vivibilità di un centro abitato.
Una città, insomma,a dimensione d’uomo, ma anche di animale, in quanto si stima la presenza nei nostri nuclei familiari di circa 15 milioni tra cani e gatti, divenuti oggi veri e propri membri della società. E allora il compito, spesso gravoso, di instaurare un’immagine dignitosa dei nostri borghi spetta ai governatori.

Ogni amministrazione pubblica che si rispetti prevede una figura con delega alle Politiche e alla tutela del mondo animale, ruolo assunto nel Palazzo di Città di Chieti dall’assessore al Servizio di Igiene Urbana, Alessandro Bevilacqua. Tra le molteplici iniziative messe in atto, segnaliamo la recente installazione a Chieti dei primi dispenser con i sacchetti per la raccolta delle deiezioni canine. Ulteriori installazioni di altri contenitori saranno presto effettuate nei punti più sensibili della città. E’ lo stesso primo cittadino Umberto Di Primio ad annunciarlo sulla sua pagina ufficiale Facebook, sottolineando che sono “In arrivo nuove ordinanze per favorire un maggiore decoro della città e contemperare esigenze dei cittadini e diritti/doveri degli amici a 4 zampe”.

Ora, premesso che quando si citano diritti e doveri si allude ai diritti di cui godono gli amici a 4 zampe nonché ai doveri a cui sono chiamati i loro amati padroni, ciò invita ad assumere non incombenze, bensì semplici responsabilità da parte di coloro che detengono un animale da compagnia.
Ragion per cui, se un’istituzione pubblica si prodiga per ripristinare un certo grado di decoro urbano, laddove fosse un po’ appannato, il resto del lavoro compete al proprietario dell’animale che civilmente dovrebbe a sua volta fruire degli strumenti messi disposizione dall’ente.

Dunque, al cittadino zelante e rispettoso, privato del fardello di recare con sé anche bustine e cartocci per la raccolta delle deiezioni durante le passeggiate, non spetta altro che estrarre un sacchetto dal dispenser e raccogliere l’occorrente da terra.
Alcuni buontemponi spesso fanno facile ironia su questi argomenti, in primis chi non comprende il rapporto d’affezione con un animale.
Ma se tutti concorressimo a rendere più decorose le nostre strade, la qualità della vita assumerebbe un andamento più gradevole.


Percorsi di vita: reinserimento per detenuti e adozione di cani

Percorsi di vita: reinserimento per detenuti e adozione di cani

Ecco il progetto attuato nel penitenziaro di Ancona

di SONIA DI MASSIMO

Accostare il percorso di riabilitazione dei detenuti all’educazione
cinofila finalizzata all’adozione: è la sapiente miscela che all’interno del
penitenziario di Ancona si traduce nel progetto vincente di un bando
pubblico comunale, aggiudicato dall’associazione no profit
“Sguinzaglia’ti” di Senigallia. L’iniziativa prevede lezioni teoriche e
pratiche impartite a dieci detenuti per indottrinarli sui vari argomenti che
orbitano attorno al mondo cinofilo, quali pet-therapy, addestramento
cani per disabili e, in un secondo step, per educare i cani così da
destinarli all’accoglienza in un nucleo familiare. Il tutto sotto la vigile
supervisione dell’associazione “Il mio Labrador” con sede a Macerata.

Si tratta di un’iniziativa con una duplice mission: in primis il
reinserimento sociale dei detenuti con un percorso formativo in grado di
riabilitarli attraverso uno strumento, quello dell’educazione cinofila, che
non può che apportare effetti benefici sia al cane sia al conduttore. Il
relazionarsi quotidianamente, coinvolge ambedue in una sfera affettiva
ed emozionale che consente all’uno di riassumere un ruolo costruttivo
gestendo un’attività utile al prossimo; all’altro di entrare a far parte di
una vera e propria famiglia desiderosa di accudire con affetto
vicendevole il fedele amico a 4 zampe.

Ben vengano questi progetti che necessitano innanzitutto di buoni
rapporti tra pubblico e privato, nonché di figure professionali capaci di
condurre l’opera di reinserimento dei detenuti che, benché dotati di
ferrea volontà, spesso non riescono da soli a concludere questo difficile
tragitto di reintegrazione verso nuovi orizzonti di vita.


Zeus, storia di un eroe

Zeus, storia di un eroe

Cane muore per salvare due bambini da un rettile

di SONIA DI MASSIMO

Eroe per un giorno: un appellativo che perlopiù accompagna le gesta
intrepide umane. Ma quando l’impresa encomiabile è compiuta da un
animale, la notizia produce stupore e meraviglia. Sfortunatamente, l’episodio accaduto in Florida alcuni giorni fa, lascia un retrogusto amaro, in quanto non è associato ad un lieto fine.
Il protagonista della storia si chiamava Zeus, cucciolone di razza  pitbull ,
fedele amico dei suoi due piccoli padroncini che ha prontamente salvato
scagliandosi contro un serpente corallo – una delle specie più velenose tra i
rettili – che si stava avvicinando ai due malcapitati mentre lavavano nel
giardino la scodella del cane. Zeus, fiutando il grave pericolo, ha così
sventato la minaccia di morte per i bimbi, rimanendo a sua volta
inesorabilmente vittima dei quattro morsi letali del rettile. Vano è stato il
disperato tentativo della famiglia di strappare il cucciolo al tragico destino,
nonostante il tempestivo intervento delle cure sanitarie.
Una storia che, girando il web, ha ricolmato i cuori di tenerezza,
lasciando nell’anima di ognuno una riflessione: non sempre l’istinto animale agisce isolato da altri impulsi; ne è testimonianza Zeus che, spronato dalla sfera affettiva, si è avventato sul pericolassimo rettile anziché fuggire il pericolo.



Caccia , si spara in  anticipo in quasi tutte le Regioni.

Caccia , si spara in anticipo in quasi tutte le Regioni

“L’importante è sparare. All’insegna di una violenza contro la natura sempre più inaccettabile e con le pesantissime responsabilità degli amministratori regionali che continuano a regalare ai cacciatori l’anticipazione della stagione venatoria, si riapre domenica 1 settembre la caccia. In anticipo, perché dovrebbe cominciare la terza domenica di settembre”. Lo afferma l’Enpa (Ente nazionale protezione animali), a proposito dell’apertura della stagione venatoria.

Nella quasi totalità delle regioni, prosegue la nota, “si sparerà a specie di avifauna le cui popolazioni sono fortemente in declino”. afferma l’Enpa aggiungendo che “si spara mentre i piccoli di alcune specie sono ancora immaturi o dipendenti dai genitori. Si spara nonostante la biodiversità sia sempre più provata dai cambiamenti climatici e la crisi ambientale sempre più forte. Si consente tutto ciò, volendo ignorare i morti e i feriti che questa crudele attività ogni anno causa, in barba al turismo naturalistico e alla sicurezza delle persone”. Ma, aggiunge la Protezione animali, “si spara anche contro la legge, contro i Tar, contro il Consiglio di Stato, contro le direttive Ue, contro le istituzioni: la commissione Europea aveva chiesto all’Italia, a luglio, di escludere dalla caccia la pavoncella e il moriglione, per il loro pessimo stato di conservazione, ma finora solo la Sicilia e il Molise hanno risposto alla lettera inviata dal ministro dell’Ambiente”.

Tra le Regioni che hanno concesso la preapertura dell’attività venatoria “più generose” con i cacciatori, l’Enpa segnala “il Piemonte, il Veneto, il Molise e la Puglia, l’Emilia-Romagna, la Basilicata e la Campania”. Ma “l’arroganza della politica filo-venatoria e del continuo mancato rispetto delle leggi e del parere scientifico dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) porta da anni le Regioni a subire sonore sconfitte. Ancora una volta, dunque, si apre anticipatamente una stagione venatoria fuorilegge, che ucciderà quel patrimonio indisponibile dello Stato e della comunità internazionale costituito dalla fauna selvatica. E’ urgente riportare il nostro Paese nella legalità”. (fonte ansa.it)
Concludo con un pensiero di Steven Spielberg : “Gli uomini sono i soli cacciatori che uccidono quando non hanno fame.”

Istanbul, i veterinari viaggiano in bus per curare cani e gatti randagi

instanbul, veterinari, cura, cani, gatti

Un servizio di assistenza per gli animali di strada in difficoltà, pagato dal comune e che va in giro per la città, soprattutto in estate, quando il caldo torrido e le cucciolate, rendono la vita degli amici a quattro zampe ancora più impegnativa.

Succede a Istanbul, dove il servizio Vetbus, iniziato qualche mese fa come esperimento, è ormai una realtà consolidata e proprio questa estate è stato fondamentale per accudire cani e gatti. Il principio è molto semplice e l’utilizzo dei social fondamentale.

Tramite l’account Twitter o la pagina Facebook, i veterinari della Istanbul Buyuksehir Belediyesi, la città metropolitana di Istanbul, segnalano dove saranno a operare. A quel punto i cittadini portano da loro animali di strada che non hanno padroni in grado di garantirne la cura. Di solito si fermano in un distretto una settimana, in modo tale che le persone abbiano tutto il tempo di segnalare situazioni di difficoltà o portare gli animali in sofferenza direttamente all’autobus.

Un successo reso possibile da un affetto e un rispetto nei confronti degli amici a quattrozampe da parte della popolazione che è davvero più unico che raro. Cani e gatti, ricevono i trattamenti più disparati, dalle vaccinazioni, alle operazioni più complesse. Oltre a una bella dose di coccole.

Il lavoro non manca proprio. Sul loro account Twitter, i veterinari della IBB hanno fatto sapere che dal 5 al 18 agosto, il Vetbus ha eseguito 5.091 operazioni, interventi chirurgici e trattamenti meno complessi, 1.161 vaccinazioni, 1.035 installazioni di microchip e 356 sterilizzazioni. Numeri da record per una città nota in tutto il mondo per il suo amore per gli animali. (Fonte La Stampa).


Orsa investita e uccisa nel Parco Nazionale d'Abruzzo.

Orsa investita e uccisa nel Parco Nazionale d’Abruzzo

Tragedia nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise: orso marsicano investito ed ucciso da un camion. Il veicolo non si è fermato a prestare soccorso. È allarme per il ciclo riproduttivo.

Giovedì sera verso le 21:00 una femmina di orso di circa 6 anni, è stata investita da un veicolo, forse un camion che non si è fermato, sulla statale 652 nei pressi dell’abitato di Rionero Sannitico (IS), fuori dai confini sudorientali del Parco e della sua Zona di protezione Esterna (ZPE), a ridosso della Valle del Volturno. Poco dopo l’animale è stato trovato, agonizzante ai margini della statale 17, da altri passanti che hanno segnalato la sua presenza all’Ente Parco e ai Carabinieri Forestali che hanno subito attivato pattuglie di pronto intervento e i soccorsi. Sono arrivati sul posto il Direttore ff, il veterinario e i biologi dell’Ente Parco, nonché il Personale di Sorveglianza del Parco e quello del Servizio Veterinario della ASL d’Isernia.

Purtroppo l’impatto violento aveva determinato diversi traumi, tra cui la paralisi degli arti posteriori e nel giro di alcuni minuti l’animale è morto. Quindi è stato tempestivamente trasportato presso le idonee strutture veterinarie della sede del Parco a Pescasseroli, in modo da poter essere celermente trasferito all’Istituto Zooprofilattico di Teramo per i necessari accertamenti necroscopici.

L’evento di giovedì sera ripropone in modo drammatico il tema della conservazione di una specie a rischio di estinzione proprio per l’elevato numero di fattori che possono incidere negativamente sulla sua conservazione. “La perdita di una femmina rende l’episodio ancora più grave in termini generali – ha dichiarato il Vicepresidente Augusto Barile – per il contributo che queste possono assicurare alla popolazione in relazione al ciclo riproduttivo”.

Gli incidenti stradali sono una delle cause di morte ricorrenti e anche per questo il Parco ha avviato uno specifico progetto LIFE Safe Crossing per sperimentare, tra l’altro, tecnologie innovative per la riduzione del rischio, basate sulla segnalazione del pericolo agli automobilisti nei momenti di presenza di fauna a bordo strada e sull’allontanamento degli animali laddove i singoli veicoli non rispettino i limiti di velocità imposti dal sistema. In base a questa sperimentazione sarà possibile proporre, anche per le aree esterne al Parco nazionale, soluzioni efficaci per una concreta riduzione del rischio di incidenti stradali con la fauna protetta, orso marsicano in particolare.( fonte affaritaliani.it)

__________________________

Randagismo: addio strutture lager.

Randagismo: addio strutture lager

Una rete di strutture da considerare come stalli provvisori che ospitano cani in attesa della loro adozione. È la rete di micro-canili certificati, in grado di aiutare i Comuni a governare un fenomeno che la legge affida alla loro responsabilità, quello del randagismo.

L’idea è di Anci, Federsanità, Fondazione Prelz ed Enpa, che hanno sottoscritto un protocollo di intesa per rafforzare la loro collaborazione su un terreno che presenta rilevanti profili di sanità pubblica. Si parte da un’esperienza-pilota, che sarà realizzata nel Comune di Macchia di Isernia, dove verrà diffuso questo nuovo modello innovativo rispetto ai canili extralarge fin qui realizzati.

Secondo gli auspici dei firmatari, la rete “in piccolo” presenta un duplice vantaggio: un migliore controllo sanitario degli animali, ed una gestione ‘più trasparente’ dal punto di vista economico delle strutture.

“Strutture piccole – precisa la presidente dell’Enpa, Carla Rocchi – possono essere gestite direttamente dai Comuni o affidate a piccole cooperative sociali, il che vuol dire nuova occupazione. Ma soprattutto il risparmio per l’accoglienza libererà importanti risorse da utilizzare nella prevenzione del fenomeno randagismo”.

L’intesa, siglata da Alessia De Paulis delegato Anci per i problemi del randagismo, Giacomo Bazzoni, vicepresidente vicario di Federsanità, Irene Tiburzi, delegata ai Rapporti istituzionali della Fondazione Prelz onlus e da Carla Rocchi, presidente dell’Enpa onlus, indica tre progetti attorno a cui, all’inizio, ruoterà la collaborazione tra Comuni ed associazioni.

Verrà realizzata anche una sezione del sito dell’Anci che ospiterà una informativa sul randagismo dedicata ai Comuni, con tutti gli strumenti normativi in grado di favorire una corretta convivenza tra cittadini ed animali, ed un contrasto mirato del fenomeno ‘randagi’.

In questo ambito, verranno diffuse le linee guida per l’adozione di un regolamento comunale per la tutela degli animali, ed aperta una sezione per favorire la nascita, in ogni Comune, di una struttura di riferimento sui problemi degli animali, specie quelli di affezione.

“Con questo protocollo – spiega Alessia De Paulis delegato Anci per i problemi del randagismo – l’associazione mette la sua struttura a disposizione delle associazioni firmatarie, sia nell’intento di diffondere la rete di micro-canili sul territorio che per la diffusione dei regolamenti e dell’informativa presso i Comuni. Il nostro impegno sarà soprattutto quello di sensibilizzare tutti i Comuni ad individuare soluzioni condivise per una convivenza tra essere umani ed amici a quattro zampe che sia il più possibile agevole, nel rispetto di tutti”.

Pieno sostegno anche da Giacomo Bazzoni, vice presidente di Federsanità: “Estirpare il fenomeno del randagismo, garantendo la salute degli animali, significa anche intervenire per la tutela della salute dei cittadini. Daremo la massima collaborazione”. Soddisfatta per la firma anche Irene Triburzi della Fondazione Prelz, fautrice sin dal 2012 di “una concreta collaborazione per mettere a disposizione dei sindaci le conoscenze ed esperienze elaborate dal volontariato”. Per Carla Rocchi dell’Enpa, l’intesa rappresenta “un grande passo verso la definitiva affermazione di un codice di comportamento per la corretta convivenza tra umani ed animali”. ( fonte GreenMe.it)

________________________

Pesaro, al mare col cane: multa di 1032 euro.

Pesaro, al mare col cane: multa di 1032 euro

Porta il cane in spiaggia e insieme fanno il bagno al mare, ma qualcuno dei bagnanti segnala il caso alla Polizia locale che interviene multando il proprietario dell’animale. Proprietario che, dopo un bagno col suo amico a quattro zampe, dovrà pagare ben 1032 euro. È solo uno degli episodi registrati nei giorni scorsi a Pesaro, dove dal primo aprile al 30 settembre, è vietato far entrare gli amici a quattro zampe sull’arenile. Per tutta la stagione balneare, insomma, nessuno a Pesaro può andare a fare una passeggiata in spiaggia col proprio cane. L’episodio del cane che faceva il bagno col padrone è stato segnalato alla Polizia locale da altre persone presenti sulla spiaggia, evidentemente infastidite nel vedere qualcuno “sfidare” il divieto. E la Polizia locale, ricevuta la segnalazione, non ha potuto far altro che applicare la legge e multare il padrone del cane.

Ma non è questo l’unico episodio registrato a Pesaro di recente: un’altra maxi multa dello stesso importo è stata applicata a una persona che stava passeggiando con il cane nell’arenile il mattino presto. Anche in questo caso qualcuno lo ha notato e ha chiamato gli agenti della Polizia locale che lo hanno sanzionato. I cani in spiaggia durante la stagione balneare non possono entrare anche se al guinzaglio o con la museruola. Vengono multati non solo quanti vengono sorpresi direttamente con l’animale nei posti “vietati”, ma anche quelli che non osservano le regole nei parchi pubblici e negli spazi verdi della città. Decine dall’inizio dell’anno i verbali elevati dalla Polizia locale: multate persone che lasciano libero il proprio animale di correre nei parchi invece di tenerlo al guinzaglio. Fonte fanpage.it

Nonostante l’uomo abbia violato i chiari divieti, validi per tutta l’estate, come previsto dal regolamento comunale, Il Portale di Birillo considera la multa eccessiva. Le nostre Città purtroppo, fanno ancora tanta fatica ad adeguarsi ad una cultura propriamente Pet Friendly. Facilitare la convivenza tra l’uomo e animale ne migliora non solo il rapporto, ma anche la qualità della vita per entrambe.

Il Parco Nazionale d’Abruzzo, tende la mano a M49

Il Parco Nazionale d'Abruzzo, tende la mano a M49.

Dell’orso bruno M49 ancora nessuna traccia tra i boschi del Trentino. A due giorni dalla fuga dal centro faunistico del Casteller nella zona di Trento sud del plantigrado c’è una sola foto scattata ieri mattina alle 9,20. E mentre la caccia continua, arriva una proposta. il Parco nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise adotti l’orso M49 evaso in Trentino da un recinto elettrificato e ora braccato. La proposta viene lanciata da Eustachio Gentile, commissario della Comunità Montana Peligna.

“In questo modo salveremo la vita all’animale seppur garantendogliela in cattività- sottolinea Gentile – A mio modesto parere, meglio una buona vita in cattività che una brutale soppressione a colpi di fucile”. Anche il ministro dell’ambiente, Sergio Costa, si è detto fortemente contrario alla sua soppressione. “A questo punto mi pare opportuno ricordare che codesto ente ha già salvato, qualche anno fa, la vita a ben tre orsi che languivano in una prigione dell’Albania facendoli trasferire in Italia, in ogni caso mobilitiamoci anche con iniziative diverse pur di salvare la vita ad un orso la cui soppressione sarebbe considerata addirittura giusta anche da una recente sentenza della Corte Costituzionale”. Invitiamo il presidente della Provincia di Trento, che prima di voler impartire l’ordine della soppressione dell’animale, attenda le auspicabili e, speriamo, positive decisioni che l’Ente Parco nazionale nalm vorrà adottare”.

Indiretta arriva la risposta. “L’orso M49 è pericoloso: non lo ha stabilito né la Giunta Fugatti né la politica e la sua ricattura è un atto dovuto e di responsabilità da parte della Provincia autonoma di Trento per tutelare la sicurezza delle persone”. Lo afferma il consigliere provinciale della Lega Roberto Paccher. Tratto da Repubblica.it


Addio Contessa, il cane di quartiere che viveva in via Gran Sasso

Addio Contessa, il cane di quartiere che viveva in via Gran Sasso.

A Madonna delle Grazie mancherà la presenza vigile, schiva e fiera di Contessa, cane di quartiere che dalla sua cuccia al rondò di via Gran Sasso vegliava su tutto e tutti. La cagnolina, che era sotto la tutela del Comune di Chieti, è stata investita domenca e, successivamente, dopo aver avvertito i vigili urbani e atteso il loro intervento, è stata trasferita a Lanciano per le cure. Non ce l’ha fatta ed è morta ieri, dopo che gli operatori del canile rifugio di Chieti hanno provveduto a farla uscire e a portarla in una clinica cittadina, dove è stato fatto tutto il possibile..

Al dispiacere per la sua perdita, oggi si aggiunge la rabbia dei volontari del canile, ma anche di tanti comuni cittadini che si chiedono se Contessa avrebbe potuto salvarsi, se solo non si fosse aspettato così tanto tempo per soccorrerla. “Non sarebbe stato più opportuno rivolgersi a qualche veterinario di Chieti o di Pescara? – si chiede un nostro lettore – Si è perso del tempo prezioso e, forse, ora Contessa sarebbe ancora viva. Era una cagnolina speciale, amata da tante persone. Era anziana, ma non meritava di morire così”.

Per accertare le cause della morte della cagnolina, la salma è stata trasferita all’istituto zooprofilattico. 

Il rischio è che non si possa avere indietro la salma, per poter seppellire Contessa nella Valle degli affetti, il cimitero per animali a Manoppello, come i suoi affezionatissimi vorrebbero. “In alternativa – propongono – per ricordarla in futuro sarebbe bello poter realizzare una statua vicino al rondò di via Gran Sasso dove dal 2003 Contessa era sempre presente. Ma prima vorremmo che si faccia chiarezza sulla sua morte”.“


Inaugurata Unica Beach, la spiaggia per animali

Inaugurata Unica Beach, la spiaggia per animali.

E’stata inaugurata sabato 1 giugno a Giulianova, UNICA BEACH , la spiaggia per animali d’affezione più grande in Abruzzo, attrezzata con un’enorme area sgambamento , suddivisa in ulteriori aree dotate di piscine. A varare la spiaggia 2019 la presidente di UNICA BEACH, Giusy Branella, affiancata dal Falconiere Giovanni Granati con il quale è stato tagliato il nastro e dato libero ingresso ai cani presenti. Protagonisti della festa i cagnolini del Rifugio Canalba ANTA Onlus , tutti in attesa di adozione. Ma l’inizio di questa stagione estiva è stato contrassegnato anche da una seconda manifestazione, in occasione della Festa della Repubblica e delle Forze Armate, le unità cinofile dell’Associazione Nazionale degli Alpini dell’Aquila e Abruzzo K9, hanno dato dimostrazione delle proprie attività di soccorso ai dispersi , con simulazioni realizzate proprio a UNICA BEACH , con la partecipazione dei presenti. Per finire in bellezza, le unità cinofile hanno sfilato al termine del Festival Internazionale della Bande, ricevendo il premio Città di Giulianova UNICA BEACH patrocinato dal Ministero della Difesa, la Regione Abruzzo, l’Università di Teramo e l’Ordine dei Medici Veterinari di Teramo.
«Un bellissimo esempio – afferma il Presidente Giusy Branella – dell’importanza che questi animali rivestono per noi e le nostre vite. Ringrazio gli organizzatori del Festival che hanno accolto la proposta di far sfilare le unità cinofile da soccorso in questa occasione così importante, valorizzando il loro lavoro e la loro missione».


Domatore ucciso da una tigre

domatore ucciso da tigre

Ettore Weber, 61 anni, si trovava nella gabbia quando è stato aggredito da un felino, a cui si se ne sono aggiunti altri tre. Gli animali sono stati posti sotto sequestro e saranno probabilmente trasferiti in uno zoo

Dramma in un circo in provincia di Bari. Un domatore di tigri 61enne, Ettore Weber, è stato aggredito e ucciso da un gruppo di 4 felini durante le prove dello spettacolo. E’ accaduto intorno alle 20 di giovedì e, stando a quanto ricostruito dai carabinieri, durante l’addestramento l’uomo si trovava in una gabbia con quattro felini, quando è stato aggredito da uno di loro. Subito dopo, anche gli altri tre si sono accaniti contro di lui.

Deceduto per le gravi ferite riportate

L’addestratore aveva 61 anni e lavorava nel circo Marina Monti e non Orfei, come inizialmente comunicato dai carabinieri. Prontamente soccorso dal personale del circo, Ettore Weber è però deceduto quasi immediatamente a causa delle gravi ferite riportate.

Sequestrate le tigri, saranno trasferite in uno zoo

Gli animali sono stati sequestrati e, molto probabilmente, saranno poi trasferiti nel vicino zoo di Fasano. Saranno effettuati accertamenti per verificare il loro stato di salute. Verifiche saranno effettuate anche nella struttura per capire se fossero rispettate le condizioni di sicurezza. L’episodio si inquadra, al momento, come un incidente sul lavoro ma potrebbe diventare un omicidio colposo, se dovessero essere verificate negligenze.

Weber era molto conosciuto nell’ambiente

Ritenuto un domatore molto esperto, Weber era nato a Mottola (in provincia di Taranto) ma risiedeva da tempo nel Leccese. Aveva lavorato per diverse strutture circense e di recente era impegnato in una nuova forma di spettacolo con gli animali. Sky Tg 24


Cucciolo d’orso, trovati i resti nel Parco Nazionale d’Abruzzo

Nel corso di un normale servizio di controllo del personale di sorveglianza, nella mattinata di mercoledì sono stati rinvenuti, in località “Colli Bassi” di Pescasseroli, resti di un orso (essenzialmente peli e alcune costole) si tratta, con ogni probabilità di un cucciolo dell’anno. Dai pochissimi resti, che saranno conferiti a ISPRA e all’istituto Zooprofilattico sperimentale per gli esami di rispettiva competenza, non risulta possibile stabilire le cause di morte. E’ stata disposta una perlustrazione della zona anche con l’ausilio dell’unità cinofila dei Carabinieri Forestali, per la ricerca di eventuali ed ulteriori resti e elementi. Notizia tratta da Affari Italiani.


Jesolo, primo circo senza animali.

CIRCO VEGANO – Il circo contemporaneo senza animali, organizzata in collaborazione con Arteven Circuito Regionale Multidisciplinare e realizzata in collaborazione con i Comuni coinvolti e la Regione del Veneto. I più curiosi potranno assistere al montaggio del colorato chapiteau – nello spazio di New Jesolandia in Via Lucio Battisti – per cinque serate, ospiterà altrettanti spettacoli circensi per tutte le età.

La tournée di CIRCO VEGANO proseguirà portando acrobati, clown, artisti circensi, cantanti e ballerine a dal 1 al 5 luglio ore 21 CHIOGGIA (Piazzale Europa a Sottomarina) e dal 9 al 13 luglio ore 21.30 a ROSOLINA MARE(Piazzale Europa – lato Centro congressi).


Ondata di caldo: consigli per cani e gatti

In giorni come questi, dove a livello climatico è il grande caldo a farla da padrone, non solo gli esseri umani dovrebbero seguire i consigli utili degli esperti per combatterlo. Ci sono tutta una serie di accortezze che andrebbero considerate per non far soffrire gli animali domestici, cani e gatti in particolare, molto spesso più in crisi delle persone nell’affrontare le alte temperature. A dettare le linee guida utili per i possessori di animali ci ha pensato l’Enpa (Ente Nazionale Protezione Animali) con una serie di regole da seguire.

Attenzione alle temperature

Innanzitutto, va considerato il fatto che cani e gatti non ‘sudano’ esattamente come noi. Quindi, per abbassare la propria temperatura corporea (che normalmente si attesta sui 38,5 gradi), aumentano i ritmi respiratori. A tal fine, si dovrebbe sempre garantire agli animali un luogo all’ombra e, magari, ventilato dove poter sostare, dell’acqua fresca sempre a disposizione e del cibo leggero, facilmente digeribile. 

Mai lasciati soli in auto

L’Enpa consiglia di non abbandonare mai un animale dentro l’auto, se la si sceglie come mezzo di trasporto. In periodi di forte caldo, la temperatura interna ad un abitacolo sale rapidamente, anche se si tengono i finestrini aperti, e può raggiungere persino i 70 gradi. Lasciare il proprio cane dentro l’automobile, anche per poco tempo, è una disattenzione che può essergli fatale. Per chi dovesse notare un animale chiuso all’interno di un’automobile è bene prestare attenzione ai sintomi di un colpo di calore, ad esempio problemi di respirazione o spossatezza generalizzata. In questi casi il tempismo è tutto: un intervento immediato può essere indispensabile a salvare la vita dell’animale. E se non si riuscisse a rintracciare il proprietario dell’autovettura, è d’obbligo non perdere altro tempo e contattare subito le forze dell’ordine. Fino a che la situazione non si sblocca, è necessario cercare di creare ombra sull’auto, magari sistemando giornali o vestiti sul parabrezza e, nel caso in cui i finestrini non dovessero essere completamente chiusi, versare dell’acqua all’interno per bagnare l’animale o farlo bere. Nel caso estremo per cui le condizioni siano critiche, Enpa garantisce il proprio sostegno legale a coloro che decidono di rompere il finestrino dell’automobile in cui è presente un animale in difficoltà.

Accortezze anti ipertermia

Se un cane o un gatto dovessero trovarsi in stato di ipertermia, visibile per il fatto che la pelle è molto calda, l’animale fatica a reggersi sulle proprie zampe o ha difficoltà evidenti nel respirare, è fondamentale abbassare la temperatura bagnandolo con acqua fresca e applicando nell’interno coscia qualcosa di freddo, come i ‘siberini’ blu che si usano nelle borse frigo per mantenere al fresco i cibi fuori da casa. Occhio, però, a fare attenzione che questi siano coperti con una busta o con del tessuto per evitare di creare abrasioni sulla pelle degli animali.

No agli sforzi e alle uscite nelle ore più calde

E’ importante anche non costringere i cani a sforzi eccessivi. Molto meglio non fare passeggiate nelle ore più calde della giornata: oltre al colpo di calore, l’animale può scottarsi le zampe sull’asfalto rovente. E quando si esce col proprio amico a quattro zampe, è sempre meglio portare con sé una bottiglia di acqua e magari una ciotola. La crema solare? Può servire anche per i cani, che possono essere soggetti a scottature. Li si può proteggere applicando una crema solare ad alta protezione alle estremità bianche e sulle punte delle orecchie. Tratto da Sky Tg24.


Cane aspetta da oltre un anno proprietario morto in un incidente


È una storia commovente e di puro amore, quella che proviene dalla Grecia e vede per protagonista un fedelissimo cane. L’animale, infatti, da oltre un anno aspetta il proprietario sul luogo di un incidente, ignaro del fatto l’amico umano sia purtroppo deceduto. In molti hanno cercato di offrire al quadrupede una nuova abitazione, ma l’animale è sempre fuggito per tornare in quel posto a lui tanto caro.

La singolare vicenda accade a Nafpatkos, così come riferisce TgCom24, dove un anno e mezzo fa un uomo di 40 anni ha perso la vita in un incidente stradale. Con lui un cagnolino dal manto bianco, rimasto illeso: da allora, nessuno è più riuscito a convincere l’animale ad abbandonare il luogo del sinistro.

Dopo diversi tentativi di adozione andati a vuoto, e numerose famiglie pronte ad accoglierlo, i residenti della località greca hanno deciso di costruire per lui un piccolo giaciglio. Oltre a una lapide per ricordare il proprietario, è stata improvvisata una piccola cuccia fatta di tegole, quindi sono state predisposte ciotole per il cibo, taniche di acqua e il minimo indispensabile per garantire al cane un’esistenza abbastanza serena. Tutti si occupano del suo benessere, portando cibo e monitorando le sue condizioni di salute, ormai consapevoli dell’impossibilità di trovare per il quadrupede un’altra collocazione: qualsiasi affido si è tradotto nella fuga dell’animale.

Condividi