No al concerto della Nannini nel Parco Nazionale, ambientalisti contestano la scelta

No al concerto della Nannini nel Parco Nazionale, ambientalisti contestano la scelta

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Le motivazioni delle associazioni che vogliono un turismo diverso e senza pericoli

di Michele Brunetti

“Organizzare un concerto all’interno del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga in località Piano Roseto di Crognaleto (TE), in ‘area di protezione’ come definita dal Piano del Parco approvato dopo l’intesa con le 3 regione e i 44 comuni il cui territorio ricade all’interno del Parco, non aiuta il turismo e si pone in contrasto con l’idea stessa di tutela che un’area naturale protetta di valenza nazionale è chiamata a garantire”, questo il parere di molte associazioni ambientaliste locali che chiedono di ripensare alla scelta della location, prevista per il 25 Luglio. Tra i firmatari del comunicato stampa si annoverano: WWF Abruzzo, Salviamo l’Orso, Italia Nostra Abruzzo, Touring Club Italiano, Comitato Salviamo il Parco Sirente Velino, Mountain Wilderness Abruzzo, Cai Abruzzo, Lipu Abruzzo, Altura Abruzzo, Appennino Ecosistema e Dalla Parte dell’Orso.

L’area in questione è interessata da una Zona di Protezione Speciale e da una Zona di Conservazione Speciale che rientrano nella Rete Natura 2000 attraverso la quale l’Unione Europea tutela la biodiversità. Recentemente nel sito dove dovrebbe svolgersi il concerto di Gianna Nannini, alla presenza di 2000 persone, è stato avvistato l’Orso bruno marsicano che, dopo 450 anni, sta tornando sui Monti della Laga e sul Gran Sasso d’Italia. Costante, invece, nella stessa zona, la presenza del Lupo con cucciolata documentata da video e foto.  “È comprensibile che vi sia la voglia di far riprendere le attività, – si legge nella nota -, ma sarebbe utile che almeno per una volta si evitasse la solita contrapposizione, nella consapevolezza che chi sta proponendo questo concerto lo sta facendo con la volontà di aiutare il territorio ed è quindi animato dalle medesime intenzioni di chi invece invita a ripensarci. Proporre concerti in aree naturali protette non è la strada giusta per valorizzare quei territori”.

No al concerto della Nannini nel Parco Nazionale, ambientalisti contestano la scelta

Il concerto non è turismo adeguato a un territorio montano protetto

L’idea di concentrare migliaia di persone in poche ore in aree estremamente delicate rappresenta un pericolo per i luoghi in cui ci si trova. “Va proprio ripensato il modello di grandi eventi di questo genere in determinati luoghi naturali spostandoli nei centri abitati, – spiegano le associazioni -, pensandoli non come mega-iniziative, ma come piccole iniziative, ripetute nel tempo, ma capaci di garantire un turismo costante alla ricerca di emozioni e non interessato solo a raggiungere rapidamente il luogo del concerto, ascoltarlo e altrettanto rapidamente andare via”. Critiche anche alla Festa della Pastorizia, ritenuta ‘anacronistica’ e ‘che ha perso totalmente la sua valenza storica’.

“La pandemia ci avrebbe dovuto insegnare che dovremmo sforzarci tutti di uscire dai vecchi schemi fin qui seguiti, sforzandoci di trovare nuove e più sostenibili forme di fruizione delle risorse naturali. L’Ente Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga è chiamato ora a far svolgere un’attenta valutazione di incidenza ambientale dell’intervento che, alla luce del suo stesso strumento di pianificazione e delle presenze faunistiche dell’area, non si capisce come potrebbe essere positiva. Eppure il Parco non dovrebbe essere lasciato solo in questa funzione di conservazione, – concludono gli ambientalisti -, tutti dovrebbero fare la loro parte: le istituzioni, i cittadini del Parco e tutti coloro che, pur non vivendo in quell’area, dai servizi ecosistemici garantiti dalle sorgenti e dai boschi del Parco ricavano acqua e aria pulite”. Nei prossimi giorni scopriremo l’evolversi della vicenda e se ci saranno prese di posizione da parte dell’entourage organizzativo, oppure, chissà, della Nannini stessa, per una notte magica ma più rispettosa dell’ambiente.

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