Le Associazioni denunciano contraddizioni e interessi dell’operazione
“L’Abruzzo da ieri è più povero, passa in Consiglio regionale la proposta di legge sulla ‘Nuova disciplina del Parco naturale regionale Sirente Velino e revisione dei confini’ che vede la riduzione di ben oltre 10.000 ettari dell’unico Parco regionale della Regione Abruzzo, addirittura maggiore di quella ipotizzata nelle proposte finora esaminate”, si apre così un lungo comunicato del mondo dell’ambientalismo, redatto il 19 maggio, che vede in prima linea il WWF Abruzzo, insieme a Lipu, Pronatura, Italia Nostra, Mountain Wilderness, Fare Vere, Salviamo l’Orso, Orso and Friends, Dalla Parte dell’Orso, Appennino Ecosistema, Tci, Cgil L’Aquila, Comitato Salviamo il Parco Sirente Velino.
Nei mesi scorsi le Associazioni ambientaliste hanno raccolto con una petizione online 128 mila firme e cinquanta personalità della scienza e della cultura abruzzesi e italiane hanno firmato un appello rivolto al Presidente della Regione e all’Assessore all’ambiente, facendo nascere anche un comitato di cittadini per scongiurare, ma nonostante questo, la Regione Abruzzo ha perdurato nella scelta del taglio, portata a compimento nell’ultimo Consiglio. La riduzione del territorio protetto, oggettivamente, non è supportata evidenze scientifiche o di approfondimento ecologico o anche solo economico, è stata prodotta solo una relazione a sostegno della scelta, di appena 3 pagine. Parco Sirente Velino
Le richieste delle associazioni erano: uscita dal commissariamento che perdura per l’area protetta dal 2015, nomine di figure apicali di presidente e direttore, approvazione del Piano di assetto naturalistico, coinvolgimento giovani residenti, dotazione finanziaria adeguata per il funzionamento del Parco, maggiori controlli e implementazione del profilo tecnico/scientifico.
La risposta è stata solo quella di aumentare gli ettari di territorio che rimarranno fuori dal Parco regionale Sirente Velino.

La riduzione dei confini del Parco Sirente Velino sembra una contraddizione dettata da altri interessi
“Vengono tenuti fuori dall’area protetta importanti corridoi faunistici per specie protette come l’Orso bruno marsicano, specie simbolo della nostra Regione, per la quale continuano a essere investite cospicue risorse sul territorio. Il Consiglio regionale si è assunto ora la responsabilità di ridurre la protezione sui territori, aprendo la possibilità all’attività venatoria, ai tagli boschivi, alle costruzioni, – si legge nella nota -, e di fatto mettendo a rischio la fauna protetta da leggi nazionali e internazionali”. La modifica dei confini mette a rischio il raggiungimento delle finalità istitutive del parco compromettendo le connessioni ecologiche e la reale possibilità di conservazione di specie e habitat, tutto questo andrebbe evitato, andando ben oltre l’elenco di richieste municipalistiche da accontentare per altri fini, sicuramente meno nobili.
Anche i flussi turistici, sempre più indirizzati verso parchi e aree naturali, una tendenza in continua espansione nella nostra nazione, potrebbero essere penalizzati, ma dal canto suo la Regione continua a difendere la propria scelta. “Che dire infine della nuova governance del Parco, tutta nelle mani dei sindaci, – s’interroga il Wwf Abruzzo -, il Parco non è più un’area protetta regionale, ma viene trasformato in una specie di comunità montana nella quale non si capisce chi dovrà occuparsi dei valori ambientali che il Parco è chiamato istituzionalmente a tutelare”.

Parco Sirente Velino foto dalla Fanpage
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