Parco della Majella, Wwf, SHI e Carabinieri Forestali insieme in difesa delle Salamandre

Parco della Majella, Wwf, SHI e Carabinieri Forestali insieme in difesa delle Salamandre

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Una giornata per proteggere Salamandra, Salamandrina e Ululone

di Michele Brunetti

È stata una giornata impegnativa spesa per un’ottima causa: salvare la vita a centinaia di anfibi, soprattutto salamandre e salamandrine, messe a rischio da una strada che taglia a metà un bosco che questi piccoli animali frequentano da migliaia di anni. L’iniziativa di volontariato ambientale, organizzata venerdì 14 maggio, dal Parco Nazionale della Majella, dal WWF Chieti-Pescara e dalla Societas Herpetologica Italica sezione Abruzzo e Molise, si è intitolata “Una strada per le salamandre”, la via interessata è stata la provinciale 164 che collega Gamberale a Palena.

“La Provincia, sfruttando intelligentemente somme avanzate dal ribasso d’asta per lavori di manutenzione, ha realizzato, nei tratti maggiormente interessati dal passaggio degli anfibi (siamo, è bene ricordarlo, nel pieno di un’area protetta nazionale, dove la tutela della natura è una priorità assoluta), dei sottopassi stradali che possono essere utilizzati dalla piccola fauna per attraversare la carreggiata senza rischiare di restare schiacciata, – si legge nella nota diramata dal Wwf Chieti-Pescara -, il problema è, ovviamente, quello di fare in modo che gli animali utilizzino soltanto quei passaggi. Qui entrano in gioco i volontari che venerdì 14 hanno installato barriere mobili su entrambi i lati dalla provinciale sistemate in modo da convogliare gli anfibi e qualsiasi altro animaletto voglia attraversare verso i sottopassi. Impegno intenso e di gran lena dalle 10 sino al primo pomeriggio, con una breve interruzione solo per il pranzo al sacco”.

I risultati sono stati eccellenti, con i volontari premiati a fine giornata con una breve escursione nel bosco dove, con la esperta guida del personale del Parco, hanno incontrato numerose salamandre pezzate, salamandrine dagli occhiali, rane italiche e rane dalmatine, per valorizzare la fondamentale importanza del lavoro svolto durante la giornata. L’iniziativa, causa previsioni meteo avverse, è stata anticipata, ma la risposta è stata comunque ottima. All’evento, inquadrato nelle iniziative erpetologiche nazionali “HerpeThon” e “Save the frogs”, hanno partecipato nove volontari: Maria Del Cimmuto, Umberto Di Cioccio, Paolo Cellupica, Francesca Tantalo, Alessia Venturini, William Santoleri, Flavio Meli, Bianca Ferranti e Riccardo Ricciardi, a cui si sono aggiunti sei esperti tra Parco, SHI e WWF per completare il numero previsto di 15 operatori. Inoltre, durante l’intervento è intervenuta una pattuglia dei carabinieri forestali della stazione di Palena.

Salamandre e Ululoni, sono specie importanti ma meno note del nostro territorio

La Salamandra appenninica è un anfibio Urodelo (nei quali gli adulti sono provvisti di coda contrariamente agli anuri, come le rane, in cui la coda viene persa nel passaggio dallo stadio larvale a quello di adulto), di aspetto si presenta tozza e robusta, raggiungendo i 20 cm di lunghezza, è resa inconfondibile grazie alla presenza di macchie giallo-arancio di forma e dimensioni varie sul corpo nero lucente. Questa colorazione aposematica è utilizzata nella difesa dai predatori come avvertimento della loro capacità di secernere una sostanza irritante che riveste la superficie del corpo. L’anfibio nostrano è attivo soprattutto di notte e in giornate particolarmente umide, durante la pioggia o in presenza di nebbia, con temperature non troppo basse. Nel Parco della Majella frequenta esclusivamente ambienti forestali a dominanza di faggio, con corsi d’acqua permanenti di media e piccola dimensione, dove ha luogo lo sviluppo larvale, al riparo dalla predazione che soprattutto le trote, in corsi d’acqua di dimensioni maggiori eserciterebbero sulle larve delle salamandre.

Presente nel parco anche la Salamandrina settentrionale o Salamandrina di Savi, più piccola ed esile rispetto a quella appenninica, anche lei presenta una colorazione aposematica. Le parti inferiori delle zampe e della coda sono rosse. La sua strategia difensiva è la tanatosi, quando si sente in pericolo si arrotola la coda sul dorso e rimane immobile, come se fosse morta, mostrando inoltre il colore rosso che disorienta i predatori. Infine, oltre le salamandre, tra gli anfibi che verranno protetti da questo intervento, c’è l’Ululone, in realtà un piccolo rospo di massimo 5 centimetri di lunghezza con dorso grigiastro. Gli individui maschi di questo anfibio durante la stagione riproduttiva emettono un verso caratterizzato da due “uh uh” ripetuti, da qui il particolare nome. Quando si sente minacciato mostra il suo ventre caratterizzato da un color giallo con macchie grigio-bluastre, per questo viene anche chiamato Ululone dal ventre giallo, viene ricordato anche per le pupille a forma di cuore.

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