Abruzzo: associazioni e cittadini contro la riduzione del Parco Sirente Velino

Abruzzo: associazioni e cittadini contro la riduzione del Parco Sirente Velino

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In attesa di risposte definitive dalla Regione, il fronte dei contrari è sempre più compatto

di Michele Brunetti

Nella seduta della Seconda Commissione consiliare di giovedì 3 dicembre si è discussa la proposta di legge Nuova disciplina del Parco naturale regionale Sirente Velino e revisione dei confini approvata dalla Giunta con DGR n. 333C del 15/6/2020. Associazioni ambientaliste, enti e cittadini, sono contrari alla proposta di riduzione dell’area protetta, e tramite un comunicato del WWF spiegano la loro posizione, indicando le soluzioni per la tutela di un bene comune, come lo è il Parco Sirente Velino. Oltre a una revisione dell’articolato della disciplina del Parco, preoccupa l’istanza che prevede la riduzione del perimetro dello stesso di circa 8000 ettari nel territorio soprattutto della Valle Subequana, ma anche sull’Altopiano delle Rocche. 

Nei mesi scorsi un nutrito gruppo di Associazioni ha manifestato la propria contrarietà alla proposta e una cinquantina di personalità della scienza e della cultura abruzzesi (e italiane) hanno firmato un appello rivolto al Presidente della Regione e per scongiurare la riduzione del Parco regionale. Tra i firmatari ci sono gli ambientalisti storici italiani, il primo è Fulco Pratesi, ma anche chi racconta l’Abruzzo attraverso la cronaca giornalistica o i romanzi, professori e rettori universitari, giornalisti, scrittori, presidenti di aree protette, personalità accademiche e del mondo della cultura tra le più note. È nato anche un comitato locale di cittadini che hanno organizzato lo scorso 24 luglio un sit-in molto partecipato a Rocca di Mezzo. L’amministrazione comunale di Tione degli Abruzzi, con deliberazione del 28 ottobre, ha chiesto alla Regione Abruzzo di non ridurre il territorio protetto del Parco regionale Sirente Velino che insiste sui propri confini amministrativi. 

Abruzzo: associazioni e cittadini contro la riduzione del Parco Sirente Velino

Cosa chiedono le associazioni per salvaguardare il Parco Sirente Velino

Le richieste delle Associazioni si concentrano sul rilancio del Parco, che purtroppo ha vissuto più anni in gestione di commissariamento e dal punto di vista territoriale ha visto tagliati molti ettari, creando l’attuale perimetro poco funzionale alla continuità ambientale visto che è presente un cuneo di territorio non protetto che si insinua all’interno del Parco stesso.  Si auspicano l’uscita dal commissariamento e la nomina di più figure apicali, di alto profilo culturale, espressioni del mondo accademico, della ricerca scientifica, con conoscenza e competenza nel campo della conservazione della natura, capaci di rilanciare il Parco e l’approvazione del Piano del Parco, strumento fondamentale per intervenire nel territorio anche con azioni di promozione e incentivazione, che aspetta da 3 anni di essere approvato dalla Regione Abruzzo. Nessun taglio del territorio protetto, soprattutto senza basarsi su evidenze scientifiche e di corretta gestione, difatti non è mai stato messo a disposizione uno studio che supporti la decisione della Giunta. Il Parco ospita habitat e specie animali rari e protetti a livello nazionale e comunitario, come l’orso bruno marsicano, il camoscio d’Abruzzo, l’aquila reale, il grifone, il rarissimo falco lanario e la coturnice, minacciata di estinzione a livello mondiale.

Oggi questo grande patrimonio naturalistico, ma anche turistico risulta seriamente minacciato per accontentare alcuni piccoli interessi locali. La sensazione è che approfittando della assuefazione dell’opinione pubblica nei confronti della crisi pandemica, sia in atto un Sequana colpo di mano che probabilmente potrà essere oggetto di richiesta di infrazione comunitaria all’Unione Europea. Nella revisione degli organi ammnistrativi, bisogna considerare la presenza nel Consiglio direttivo di una figura nominata su designazione diretta delle Associazioni ambientaliste e rivedere la composizione del Comitato consultivo che prevede tra l’altro, in maniera assai discutibile per molti, dei rappresentanti delle Associazioni di cacciatori quando nel Parco regionale la caccia è vietata. Il fine ultimo è il coinvolgimento dei giovani residenti nei Comuni del Parco nel ruolo di presidio dell’area protetta per la sorveglianza e per la divulgazione dei valori ambientali del Parco in campo culturale e turistico. Anche noi del Portale di Birillo siamo schierati per il rilancio del Parco, a cui siamo particolarmente legati, e confidiamo che la Regione sappia fornire le giuste risposte atte a risolvere i problemi che affliggono questa realtà abruzzese.

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