Attacco alla costa a Pineto: in arrivo gigante colata di cemento vista mare su 40 ettari vergini

Attacco alla costa a Pineto: in arrivo gigante colata di cemento vista mare su 40 ettari vergini

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La denuncia degli ambientalisti locali a difesa di una delle ultime aree incontaminate del litorale medio-adriatico

di Michele Brunetti

Le associazioni Paliurus e Stazione Ornitologica Abruzzese scendono in campo per difendere un sito di Pineto a rischio edificazione, in quanto vincolato per il paesaggio dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, con alti valori naturalistici e a rischio per l’innalzamento del mare con i cambiamenti climatici, chiedendo al comune di adeguare il Piano regolatore alle attuali necessità di tutela. Si tratta di una ampia zona delimitata a nord da Scerne e a sud dal centro urbano di Pineto e verso l’interno dalla ferrovia e dalla strada statale Adriatica, all’altezza dell’ex Mercatone Uno. Il terreno in questione è una delle ultime aree vergini della costa abruzzese e dell’intero medio-Adriatico, vasta 40 ettari e rischia di essere oggetto di una lottizzazione con cemento per alberghi e strutture extra-ricettive.

Nella delibera del Comune di Pineto del 25/11/2020 si apprende che si è costituito il Consorzio Ecopolis, per la realizzazione di un piano di lottizzazione riguardante le aree di proprietà dei consorziati che prevede la realizzazione delle opere primarie, in linea con le linee di indirizzo del piano strategico della macroarea. L’intervento includerebbe la realizzazione di infrastrutture e strutture turistiche alberghiere ed extra-alberghiere. Il consorzio si ripromette la conclusione dell’iter procedimentale previsto e di giungere alla stipula della relativa convenzione disciplinante e ai reciproci impegni (dell’Ente comunale di Pineto e del Consorzio) per la realizzazione degli interventi previsti e delle relative opere di urbanizzazione primaria.

Attacco alla costa a Pineto: in arrivo gigante colata di cemento vista mare su 40 ettari vergini

Insieme per Pineto, associazioni non ci stanno e sono pronte a mobilitarsi per un caso di interesse nazionale

“La costa è già piena di edifici, ora basta – dichiara Francesco Verrocchio, ingegnere e presidente dell’associazione locale Paliurus -, in questo caso le costruzioni e gli insediamenti andrebbero a rovinare per sempre un’area che invece dovrebbe essere trasmessa ai posteri per i suoi valori paesaggistici e naturalistici. Non si terrebbe conto per nulla dell’attuale necessità, troppo spesso sbandierata solo a parole, di perseguire il cosiddetto consumo di suolo zero. Si pensi che alle spalle di tale area c’è un enorme complesso industriale/commerciale attualmente abbandonato (ex Mercatone Uno Pineto, ex Mobilificio Rossi). Credo che su questo fronte non si possa rimanere fermi a guardare, ma che si debba agire e fermare questo progetto destinando l’area all’unica alternativa sostenibile al giorno d’oggi: la rinaturalizzazione per una fruizione leggera e per tutti, arricchendo il valore naturalistico ed ecosistemico del territorio”.

“Si tratta di una delle pochissime aree sgombre da cemento dell’intera costa tra Ancona e Termoli. Sarebbe una lottizzazione gravissima, addirittura la più vasta a scala nazionale vista mare a mia conoscenza sul lato adriatico della penisola, – spiega Massimo Pellegrini, naturalista e presidente della Stazione Ornitologica Abruzzese -, un’area dai valori naturalistici ormai quasi unica con specie di piante e animali rarissimi, vincolata da decenni a livello paesaggistico con apposito decreto nazionale. Costruire alberghi, resort e tutto il contorno di accessi e servizi in una delle pochissime aree vergini dell’intera costa abruzzese, per il 90% ormai antropizzata, nel 2020 è una scelta del tutto miope. Tra l’altro l’innalzamento del livello del mare a causa dei cambiamenti climatici rende molto vulnerabile tutto il sito. Ci impegneremo allo strenuo affinché questa ennesima operazione contro l’ambiente non vada in porto, in cui il prefisso eco viene usato a sproposito per alterare un’area libera che tale deve rimanere. Chiediamo al Comune di Pineto che ospita a sud l’area protetta della Torre di Cerrano, che, guarda caso, porta lustro alla cittadina, di andare in direzione opposta per cancellare per sempre ogni ipotesi edificatoria e di urbanizzazione nell’area”.

La SOA è un’associazione nata nel 1996 e riunisce appassionati dell’avifauna abruzzese, conducendo ricerche anche in collaborazione con vari Enti e promuove la conservazione del territorio e della biodiversità, riunendo molti degli ornitologi e degli appassionati di birdwatching attivi in Abruzzo. Paliurus – natura, storia ed ecoturismo crede nel recupero del rapporto tra uomo e ambiente naturale e dei valori naturalistici storico-culturali insiti nell’identità dei luoghi, con un progetto denominato Cammino dell’Adriatico l’associazione vuole far riscoprire la biodiversità che resiste sulle nostre coste. L’organizzazione è particolarmente attenta affinché non ci siano estirpazioni che possano compromettere la flora spontanea, soprattutto in occasione di pulizie del litorale con mezzi meccanici. La volontà che accomuna le due associazioni è proteggere l’ambiente di Pineto come di tutta la nostra costa.


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