Cemento sull’habitat del rospo smeraldino, dietro front del comune di Pineto

Cemento sull’habitat del rospo smeraldino, dietro front del comune di Pineto

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Bloccati i lavori sulla ciclabile che disturbavano la specie protetta, per la soddisfazione di cittadini e associazioni

di Michele Brunetti

Il fosso, abitato dal raro anfibio conosciuto come rospo smeraldino, poco distante dall’ingresso del Giardino della Torre di Cerrano (Pineto), è stato ripulito barbaramente della vegetazione spontanea e cementificato per la realizzazione di un ponticello, a monte di quello già esistente, per far passare la ciclovia, questo ha suscitato polemiche e proteste così sentite da ottenerne la demolizione e il ripristino dell’area. Infatti, l’Assessorato ai Lavori Pubblici e il Sindaco del Comune di Pineto, a seguito delle segnalazioni di cittadini e ambientalisti, e sentito l’ufficio tecnico e la direzione dei lavori in corso nel tratto di accesso al Giardino Mediterraneo destinato al passaggio della Bike to Coast, la ciclovia Adriatica, hanno stabilito, in accordo con tutti gli attori coinvolti, che avverrà la demolizione del tratto in cemento e il relativo smaltimento a discarica a totale carico dell’impresa appaltatrice. È stata riconosciuta l’incongruenza del lavoro con le caratteristiche del luogo, nel quale è opportuno intervenire con materiale arido compatibile con lo stato dei luoghi e non con il cemento.

Il Sindaco Robert Verrocchio e l’Assessore Jessica Martella hanno commentato spiegando che l’intervento era analogo a quelli già realizzati, la stessa tecnica era stata utilizzata per la realizzazione di tutti i canali sinora fatti nella zona pineta per il Bike to Coast, ma tuttavia lì, per la caratteristica dell’area, occorrerà un intervento un po’ diverso con un sottofondo adatto, per cui si procederà alla demolizione di quanto realizzato e al rifacimento, riconoscendo che gli obiettivi di sviluppo del territorio non possono prescindere dalla tutela dell’ambiente e della biodiversità. Il 21 giugno 2019, proprio presso la Sala Corneli di Villa Filiani di Pineto, rappresentanti ed esperti della SHI si ritrovarono per esporre progetti di tutela per la conservazione del rospo smeraldino, scientificamente Bufotes balearicus, specie protetta dalla Direttiva Habitat dell’Unione Europea, direttiva n. 92/43/CEE relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche.

Il passo indietro del comune di Pineto soddisfa tutti, non solo il rospo!

Un intervento del genere in un’area così delicata dal punto di vista ambientale non andava approvato. “Essendo una zona di riproduzione del rospo smeraldino, specie tutelata che popola anche le zone costiere dell’area marina, è indispensabile ragionare in termini di salvaguardia della biodiversità e ripristinare l’habitat, – commenta il Presidente dell’Area Marina Protetta Torre del Cerrano, Fabiano Aretusi -, ringraziamo le associazioni ambientaliste e i cittadini sempre attenti e sensibili che continuano a dimostrare attenzione al territorio aiutandoci nelle azioni da portare avanti per tutelare il nostro patrimonio ambientale”.

“Il riconoscere l’errore fatto e la volontà di tornare indietro è sicuramente un atto importante, – afferma il Wwf -, anche se andrà verificato come sia stato possibile arrivare a tanto all’interno di un’area protetta e se l’intervento sia stato realizzato come era stato progettato e autorizzato, considerato che lo stesso è stato sottoposto a valutazione di incidenza ambientale. Sul tipo di intervento alternativo da fare sarebbe utile che si aprisse un confronto preventivo, così come sarà necessario mettere in atto tutte le possibili misure compensative per cercare di recuperare il danno che è stato comunque arrecato alla popolazione di rospo smeraldino proprio nella fase di avvio della stagione riproduttiva. Come WWF siamo disponibili a fornire il nostro supporto e invitiamo il Presidente dell’Area Marina Protetta, cui va riconosciuto il merito di essersi subito attivato non appena contattato, a farsi promotore di tale confronto”.

A opporsi immediatamente alle cementificazioni dei corsi d’acqua presso l’area marina protetta erano state la Stazione Ornitologica Abruzzese e l’associazione Paliurus, alle quali è sembrato paradossale che tutto sia avvenuto per realizzare un’opera importante per l’ecoturismo, immaginando la faccia di chi avrebbe frequentato il percorso pensando di visitare un’area protetta con una colata di cemento in bella vista, contraria a qualsiasi principio di sostenibilità. I rospi smeraldini sono molto sensibili alla perturbazione del loro habitat acquatico e l’inquinamento è un fattore determinante della loro progressiva diminuzione. Sarebbe utile attuare dei piani di salvaguardia, aumentando la protezione e la corretta pulizia dei bacini idrici attuali per ridurre ostacoli alla riproduzione e la creazione di piscine artificiali adatte alla fase dell’accoppiamento.

Cemento sull’habitat del rospo smeraldino, dietro front del comune di Pineto

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