Tutto l’ambientalismo contro la proposta di una nuova strada che devasterebbe il Parco Nazionale d’Abruzzo

Tutto l’ambientalismo contro la proposta di una nuova strada che devasterebbe il Parco Nazionale d’Abruzzo

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Il progetto non piace a chi ama l’ambiente, 20 associazioni già pronte a contrastarlo

di Michele Brunetti

L’ambientalismo si schiera compatto e deciso contro la proposta di una nuova strada RoccarasoScannoOrtona dei Marsi, considerata come una vera e propria devastazione ambientale con uno spreco enorme di risorse pubbliche, e lo fanno tramite una nota firmata da tutto il mondo dell’ambientalismo del territorio e non. La proposta preliminare, su cui nei giorni scorsi è intervenuta la SOA con una nota, è stata presentata in occasioni pubbliche dalla DMC Alto Sangro e dall’Unione Nazionale Comuni e Comunità Enti Montani, scatenando la rivolta dell’associazionismo ambientale. Il costo dell’opera, per accorciare un percorso di soli 20 chilometri, ammonta a 750 milioni di euro, un progetto, quello della nuova strada nel cuore del Parco nazionale d’Abruzzo, che non convince.

La nuova strada a due corsie partirebbe dall’Altopiano delle 5 Miglia per penetrare dentro la Montagna Spaccata all’interno della splendida Foresta Demaniale di Chiarano Sparvera per inerpicarsi fino al suo crinale e con una galleria di oltre 2,4 Km passerebbe dalla intatta Bocca di Chiarano alla sottostante Valle di Jovana. Da qui la strada proseguirebbe a mezza costa sul versante orografico destro della stessa per scendere sempre sullo stesso versante in un territorio con boschi e senza alcuna strada o fabbricato fino a Scanno. A valle dell’abitato, attraverso un’altra galleria, seguirebbe sulla sponda orografica sinistra del Lago omonimo per raggiungere Villalago, quindi, poco a monte dell’abitato un’altra galleria e viadotti per oltre 4 km porterebbero a San Sebastiano dei Marsi per raggiungere infine Ortona dei Marsi e un nuovo svincolo autostradale a Carrito. il tutto appare un po’ forzato e l’ambientalismo della nostra regione vuole tutelare il territorio.

“Emergono dubbi in termini economico-finanziari e di corretta definizione in merito alla compatibilità con i principi del Recovery Fund, nonché di reale utilità in alternativa alla viabilità esistente che in riferimento agli impatti ambientali, – leggiamo nella nota -, si interverrebbe su un paesaggio montano ancora integro che comprende Siti di Interesse Comunitari (SIC e ZSC), Zone di Protezione Speciali (ZPS), aree contigue ai Parchi nazionali e Riserve naturali regionali. Effetti si potrebbero avere su tutte le specie animali dell’Appennino abruzzese, molte delle quali protette dalla Direttiva Habitat. L’areale dell’Orso marsicano verrebbe letteralmente stravolto vanificando tutte le azioni portate avanti da Ministero, Regione, aree protette e associazioni negli ultimi 15 anni andando a devastare proprio quel corridoio di connessione che tutti fino ad oggi hanno definito vitale per garantire l’ampliamento dell’areale della specie e lo scambio di individui tra un parco nazionale e l’altro. Giova ricordare che qui è nata Amarena, la “famosa” femmina balzata agli onori della cronaca nazionale la scorsa estate. L’orsa è nata, si è riprodotta ed alleva i suoi 4 orsacchiotti tra Villalago e San Sebastiano dei Marsi proprio dove passerebbe la nuova strada”.

Dubbi e polemiche dell’ambientalismo sulla proposta della nuova strada Roccaraso-Scanno-Ortona dei Marsi

C’è grande paura di vedere sfregiata una parte consistente del paesaggio montano abruzzese ancora integro e molte sono le domande che si pongono gli ambientalisti. Ma a cosa servirebbe una strada il cui costo dovrebbe aggirarsi sui 750 milioni di euro? Accorciare un percorso di soli 20 Km, tagliando fuori tutto l’Alto Sangro meta di un turismo escursionistico naturalista da anni in crescita costante, non sarebbe più utile investire questa cifra nella viabilità dell’Abruzzo interno con interventi di miglioramento e manutenzione? I servizi disastrati dei Comuni della montagna abruzzese (ospedali, ambulatori, servizi di trasporto pubblico, Farmacie e RSA) non meriterebbero questi fondi invece di aggiungere altro asfalto ad un territorio già piagato dal dissesto idrogeologico?

Le associazioni scriventi fanno appello a tutti i comuni coinvolti alla Regione, all’Ente PNALM ed alle Riserve interessate dall’opera affinché prendano le distanze dal progetto in argomento ed adottino atti formali di dissenso in merito allo stesso, tali da impedirne il finanziamento e la, seppur parziale, realizzazione. Firmano la nota: Italia Nostra, Mountain wilderness, Wwf, Lipu, Stazione ornitologica abruzzese, Pro natura, Salviamo l’orso, Appennino ecosistema, Rewilding appennine, Associazione montagna grande, Orso and friends, Touring club italiano, Dalla parte dell’orso, Fare verde, Società italiana per la storia della fauna “Giuseppe Altobello”, I gufi, Salviamo il paesaggio, Federtrek-escursionismo e ambientalismo, Associazione italiana wilderness. Il contrasto a questo progetto inizia a coinvolgere anche organizzazioni non facenti parte dell’ambientalismo, quindi nei prossimi mesi, seguiranno sviluppi.

Tutto l’ambientalismo contro la proposta di una nuova strada che devasterebbe il Parco Nazionale d’Abruzzo

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#ambientalismo

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