Istituzione Parco Costa Teatina, Wwf scrive a Mattarella e Cna approva

Istituzione Parco Costa Teatina, Wwf scrive a Mattarella e Cna approva

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Il nuovo punto della situazione e come sarà il parco

di Michele Brunetti

Il Wwf non si è mai arreso sulla questione Parco nazionale della Costa Teatina, e a inizio gennaio ha inviato una missiva di sollecitazione indirizzata direttamente al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, colui che può firmare il decreto per la nascita concreta dell’Ente parco con la sua perimetrazione. Questa iniziativa ha trovato il pieno appoggio e l’adesione del Cna. “Il 23 marzo, – ricorda il Wwf Abruzzo -, saranno trascorsi esattamente 20 anni dall’istituzione di quest’area protetta fantasma. Quel giorno, nel 2001, venne infatti approvata la legge n. 93 che, all’art. 8, comma 3, ne sanciva l’istituzione, almeno sulla carta. Ripartendo dalla quella data dell’istituzione formale del 2001, non sono bastati 8 ministri dell’ambiente, 7 presidenti della Regione Abruzzo e 8 assessori regionali con varie competenze sull’ambiente per dare attuazione a ciò che ha stabilito una legge dello Stato italiano ed è stato più volte ribadito (ad esempio con la nomina del commissario) da analoghi provvedimenti legislativi. Ed è grave che a non rispettare le norme statali siano proprio i vertici dello Stato”.

La Cna, Confederazione nazionale dell’artigianato e della piccola e media impresa, apprezzando il fatto che il Wwf abbia voluto riportare all’attenzione questo problema della mancata istituzione del Parco, a fronte della legge istitutiva disattesa dal 2001 e della perimetrazione realizzata dal commissario nel 2015, è pronto a una collaborazione per raggiungere un obiettivo importante per tutta la regione. “ Come associazione dell’artigianato e della piccola e micro impresa, comparti produttivi le cui attività sono certamente caratterizzate dal rispetto dei valori ambientali, – scrive la Confederazione –, ci sentiamo fortemente impegnati a sostenere tutti quei fattori che possano conferire al nostro territorio un valore aggiunto come possibili attrattori: e in questo caso ci sembra che, fin dall’inizio dell’avvio della battaglia per la sua istituzione, la creazione di un Parco nazionale lungo uno dei tratti paesaggisticamente più suggestivi dell’intero Adriatico esprima soprattutto per l’immagine turistica regionale davvero un fattore potente di immagine e interesse.”

La formazione di questo sodalizio soddisfa l’associazione del panda. “È molto importante che la richiesta di far partire l’area protetta provenga anche da settori imprenditoriali di rilievo – dichiara il Wwf – perché l’istituzione del Parco nazionale della Costa teatina è, oltre che un obbligo sancito dalla legge, un’esigenza sentita da più parti: l’area protetta sarà infatti lo strumento per preservare importanti ecosistemi naturali tuttora non compromessi dalla cementificazione e dalla forte azione antropica che hanno invece trasformato in modo indelebile altri paesaggi costieri della nostra Regione, ma anche un volano per un’economia di piccola impresa, più attenta alla valorizzazione del territorio, delle persone che vi abitano e dell’autenticità di luoghi unici come quello della costa dei trabocchi. È decisiva la sinergia con chi opera nel territorio per veicolare l’importanza della presenza dell’area protetta, – conclude l’associazione ambientalista -, soprattutto nella considerazione che la stessa è un fondamentale strumento di programmazione rispetto agli obiettivi che ci si propone di raggiungere. Deve però essere chiaro a tutti che esiste una legge e questa deve essere rispettata per cui il Parco nazionale della Costa teatina va reso operativo al più presto.”

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La perimetrazione del nuovo Ente Parco

L’area del Parco sarà pari a 10.528 ettari per un forte costiero di 50 km, i comuni interessati dalla perimetrazione sono 10: Ortona, che contribuirà con 2764,68 ettari; San Vito Chietino, con 887,45; Rocca S. Giovanni, con 1084,82; Fossacesia, con 783,79; Torino di Sangro, con 1694,32; Vasto, con 1598,63; San Salvo, con 106,86; e, marginalmente, Pollutri, con 170,55; Villalfonsina, con 126,96. All’interno della perimetrazione ricadono i 5 Siti di interesse comunitario della provincia di Chieti (Fosso delle Farfalle, Lecceta di Torino di Sangro, Punta Aderci-Punta Penna, Marina di Vasto e Boschi ripariali sul fiume Osento), le 7 Riserve naturali regionali (Punta Aderci e Marina di Vasto, Bosco di don Venanzio di Pollutri, Lecceta di Torino di Sangro, Grotta delle Farfalle di Rocca S. Giovanni e San Vito Chietino, Punta dell’Acquabella e Ripari di Giobbe di Ortona), gran parte dei bacini dei principali fiumi del territorio provinciale (Aterno, Foro, Sangro, Osento, Sangro e Trigno) e anche torrenti e fossi di interesse paesaggistico (torrenti Fontanelli, Vallegrande, Feltrino, Moro e Buonanotte; fossi Chimera, Arielli, Riccio e Lebba), oltre a tutto il percorso ciclopedonale della Via Verde della Costa dei Trabocchi e l’area di S. Giovanni in Venere a Fossacesia. L’area del Parco dovrebbe essere suddivisa in tre zone: Zona 1, di rilevante interesse naturalistico paesaggistico e storico-culturale, con limitato o inesistente grado di antropizzazione; Zona 2, di valore naturalistico, paesaggistico e storico-culturale con maggior grado di antropizzazione; Zona 3, con accentuato grado di antropizzazione. Saranno in vigore molte norme di salvaguardia, tra cui spiccano il divieto, la cattura, l’uccisione, il danneggiamento e il disturbo delle specie animali come della flora spontanea, a eccezione di quanto eseguito per fini di ricerca e di studio previa autorizzazione dell’Ente.


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