Forum H2O: “Situazione vergognosa sul Rio Gamberale e nelle Grotte di Stiffe”

Forum H2O: “Situazione vergognosa sul Rio Gamberale e nelle Grotte di Stiffe”

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Schiuma galleggiante sulle acque di un luogo unico in Italia

di Michele Brunetti

Il Forum H2O denuncia una situazione che si protrae ormai da anni e che riguarda la schiuma nel Rio Gamberale che si trova anche all’interno delle grotte di Stiffe. La Segreteria Operativa Forum Abruzzese dei Movimenti per l’Acqua si chiede quali scarichi siano sull’altopiano delle Rocche a provocare l’accadimento, spiegando come le foto e i video, raccolte dai cittadini nei primi giorni di dicembre e che sono state inviate all’associazione, descrivano una situazione vergognosa sul Rio Gamberale a Stiffe, in provincia di L’Aquila.

“Schiuma evidente galleggia sulle acque del torrente che fuoriesce dalle meravigliose grotte dopo un lungo viaggio dall’altopiano delle Rocche, – si legge nel comunicato stampa -, il fenomeno si ripete tristemente da anni e addirittura ci sono foto della schiuma nelle grotte, che costituiscono un grande richiamo turistico per il territorio e certo non dovrebbero subire le conseguenze di questa situazione incresciosa. In alcuni casi limite sono segnalati su altri fiumi fenomeni simili che possono anche avere origine naturale ma data la storia del luogo riteniamo che sia piuttosto improbabile. Infatti, anche i tecnici che avevano lavorato al progetto della centrale elettrica, poi tramontato, avevano messo in connessione la presenza di schiuma ai valori di alcuni inquinanti da loro rilevati. Ci chiediamo qual è la condizione degli scarichi nell’altopiano delle Rocche, da cui l’acqua si infiltra per poi riapparire nelle Grotte di Stiffe e da qui nel Rio Gamberale? Quali controlli vengono svolti, visto che ci troviamo all’interno di un sito sulla carta iper-protetto, all’interno del parco del Sirente – Velino e in una Zona di Protezione Speciale per l’Unione Europea?”.

“Nel 2018 e 2019 non risultano controlli dell’ARTA per i depuratori dell’altopiano (Rocca di Mezzo; Rocca di Cambio e Terranera), secondo quanto riportato sul sito dell’Agenzia fermo ai controlli del 2019. Perché? Nel 2020 ci hanno riferito informalmente che vi è stato almeno un controllo sul depuratore di Rocca di Mezzo ma non ne conosciamo l’esito. Auspichiamo un’azione energica per risalire ai responsabili di questa situazione tenendo conto che la Direttiva 60/2000/CEE dell’Unione Europea imponeva di raggiungere lo stato “buono” delle acque entro il 2015 e che l’Abruzzo è ancora lontanissimo da questo obiettivo con un Piano di Tutela delle Acque e infrastrutture assolutamente carenti. Ora, – conclude l’associazione -, abbiamo segnalato per le vie brevi la questione ai tecnici dell’ARTA distretto di l’Aquila che ci hanno gentilmente assicurato un intervento per chiarire le cause del fenomeno”. Adesso la palla passa ai tecnici che dovranno far luce sulla misteriosa schiuma avvistata nelle Grotte di Stiffe, attendiamo tutti con ansia le analisi.

Grotte di Stiffe una meraviglia abruzzese e caso pressoché unico in Italia che merita rispetto

Le Grotte di Stiffe, situate all’apice della forra sovrastante il piccolo paese omonimo, frazione del Comune di San Demetrio ne’ Vestini, e sono una “risorgenza”, ovvero un punto in cui un fiume torna alla luce dopo un tratto sotterraneo. Le cavità si sono modellate creando ambienti diversi in tempi geologici dalle infiltrazioni, erosione e corrosione delle acque provenienti dalla parte superiore delle montagne soprastanti localizzati nell’altopiano delle Rocche e, più specificatamente, dal sistema di doline e inghiottitoi presente tra Terranera e Rocca di Cambio, a una quota di 1 253 metri, ci sono anche altre ipotesi che intendono stabilire la provenienza dell’acqua dal cosiddetto “Pozzo Caldaio”, il piccolo lago situato in prossimità dell’abitato di Terranera e che sfocia in due inghiottitoi. Il percorso sotterraneo dei corsi d’acqua ha una lunghezza stimata di circa 3 km, tra l’altopiano e la foce di Stiffe, e sviluppa un dislivello di oltre 600 metri e nella pianura alle pendici del monte Sirente, tra Rocca di Mezzo e Rovere sono presenti altri inghiottitoi e doline che potrebbero confluire nel medesimo corso sotterraneo.

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