SALUTE, AMBIENTE E TECNOLOGIA, RIAPRIRE UNA DISCUSSIONE SUL 5G SENZA TABU'

SALUTE, AMBIENTE E TECNOLOGIA, RIAPRIRE UNA DISCUSSIONE SUL 5G SENZA TABU’

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Gli studi sulla nuova frontiera dell’industria telematica e il suo impatto ambientale 

di MICHELE BRUNETTI

In un periodo dove la salute pubblica è al centro di tutto, certe tematiche richiedono riflessioni più accurate, e necessitano di essere ridiscusse in maniera democratica dalla comunità. A oggi non sono ancora noti gli effetti sulla salute causati dall’esposizione 5G a lungo termine e secondo l’Istituto superiore di sanità “non è possibile formulare una previsione sui livelli di campo elettromagnetico ambientale dovuti allo sviluppo delle reti di questa tecnologia”. Uscendo dai confini nazionali, ampliando la nostra prospettiva, possiamo apprendere che Il Comitato scientifico della Commissione Europea su salute, ambiente e rischi emergenti, ritiene siano necessari ulteriori approfondimenti poiché “la mancanza di chiare evidenze utili allo sviluppo di linee guida per l’esposizione ai campi elettromagnetici 5G lascia aperta la possibilità di effetti biologici indesiderati”.

Le specifiche tecniche sono totalmente differenti rispetto all’attuale 4G, sia per quantità di ampiezza di banda sia per la velocità, in pratica un altro modo di gestire le comunicazioni e la loro copertura, con frequenze, antenne e tecniche di trasmissione dei dati diverse da quelle odierne. Recentemente a Bruxelles, il docente emerito di Biochimica e Scienza medica, Martin Pall, ha illustrato che negli organismi dotati di un elevato rapporto tra superficie e volume come insetti, uccelli, piccoli mammiferi e anfibi, gli effetti della banda larga di quinta generazione potrebbero essere devastanti, perché le radiazioni penetrano facilmente le superfici più sottili. “È questo il motivo per cui le industrie telematiche tendono a escludere il rischio per la salute umana – spiega Pall –, perché si tende a considerare che l’impatto delle emissioni è innocuo se non supera i primi due millimetri di una superficie corporea”.

SALUTE, AMBIENTE E TECNOLOGIA, RIAPRIRE UNA DISCUSSIONE SUL 5G SENZA TABU'

Scontro tra salute e interessi

Non esente da rischi nemmeno il metabolismo delle piante, che potrebbe essere disturbato e alterato, insomma, vari ecosistemi risulterebbero quantomeno minacciati dalla telecomunicazione di quinta generazione. Dunque se l’uomo, al momento sembra essere quasi al sicuro, questo non può valere per tutte le forme di vita del pianeta. Già nel 2017 un gruppo di 170 scienziati, lanciò un famoso appello all’ UE in cui si sosteneva che prima di prevedere l’utilizzo commerciale delle frequenze adoperate dal 5G sarebbe stato necessario attendere la pubblicazione di studi indipendenti non finanziati dall’industrie onde evitare possibili conflitti d’interesse, per osservare in maniera limpida gli effetti biologici derivanti da tale esposizione.

Alcune nazioni e città hanno bloccato momentaneamente questa sperimentazione tecnologica nel loro territorio, in attesa di maggiori garanzie per la salute e tutela dei cittadini, mentre proliferano nuovi comitati incentrati su tutte le tematiche inerenti a questo argomento sempre più caldo, talvolta rovente, che interessa e divide le persone. Eticamente occorrerebbe riaprire, senza paure, il dibattito pubblico sull’uso di questa nuova tecnologia, facendo chiarezza sulle sue zone d’ombra, in quanto una volta attiva su scala globale, nessuno potrà evitare di esserne esposto. Ben venga l’innovazione, ma con le giuste garanzie.


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