Yoghi: storia di un cane.

Yoghi: storia di un cane

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Questa è una favola che narra la storia di Yoghi, un cane abbandonato che ha ritrovato la fiducia nell’uomo

di Gisella Pasta

Nella discarica di un quartiere popolare di PetsVille, i cani e i gatti ogni anno si incontrano in una notte di mezza estate, quando c’è la luna piena. Questo è l’unico momento dell’anno in cui riescono a dialogare tra loro e in amicizia senza bisticciare, come spesso accade e a raccontare le loro storie e tutte le vicende avvenute nell’anno appena trascorso. I cani e i gatti si salutano con affetto, dimostrando di essere felici di rivedersi ancora dopo un anno, pure essendo randagi e conducendo quindi una vita difficoltosa e piena di imprevisti, sempre alla ricerca del sostentamento e… non solo.

Tra loro c’è Yoghi un simpatico meticcio che se ne stà solo soletto ad  ascoltare i loro racconti, un gatto lo osserva, lo saluta e gli chiede: ” Ciao Yoghi come stai? E’ tanto che non ci vediamo. Ti trovo splendidamente. Cosa ti è successo?” e Yoghi: ” Oh se sapeste cosa mi è successo! Finalmente sono stato adottato. Dopo aver vissuto per diversi anni con una famiglia da cucciolo, inaspettatamente un giorno, ero diventato un randagio.

Il mio ex papà senza coda, una notte, decise di farmi fare una passeggiata in macchina, ma invece di portarmi al parco dove andavamo spesso, mi accorsi che girò ad un bivio e mi ritrovai in un posto a me sconosciuto, ho sempre avuto fiducia nel mio papà quindi pensai che mi volesse far scoprire un posto nuovo e così quando lui si fermò scesi velocemente dalla macchina e mi misi ad annusare le piantine nuove, i fiori e non mi accorsi che aveva messo in moto la macchina ed era fuggito via. Io per un po’ gli corsi dietro ho abbaiato, pensavo volesse giocare, avevo il fiatone e non riuscivo ad arrendermi, ma poi deluso, mi sono fermato.

Ho aspettato per giorni pensando che il mio papà senza coda mi venisse a riprendere, ma niente, la fame mi torceva lo stomaco e avevo anche sete. Mi chiedevo come mai il mio amato papà mi avesse abbandonato lì, forse sarà stato per via di quella pantofola mangiucchiata ?”

Il gatto gli chiese nuovamente:” E poi, cosa ti è successo?.”  Yoghi continua : “Avevo paura, tanta paura di non farcela, era buio. Mi nascosi ma avevo bisogno di mettere qualcosa nello stomaco, quindi uscì dal mio rifugio di fortuna, alla ricerca di qualcosa di cui cibarmi, rovistai nel cassonetto della spazzatura, ma una signora con una scopa mi ha scacciato, la mattina, mi presentai davanti ad una scuola dove c’erano tanti bambini sperando che qualcuno mi notasse,  ma un papà tirò indietro il proprio figlio, allontanandolo da me.

E il gatto rispose:” Gli umani purtroppo sono alle solite, non ci sanno osservare, non ci sanno ascoltare, non ci sanno guardare.” e Yoghi : ” Poi un giorno, dopo tanto girovagare, vidi in lontananza una macchina venire proprio verso di me, era una specie di camioncino da cui scese un signore che veniva verso di me sorridendomi. Evviva!!! Finalmente c’era un umano che mi sorrideva, forse mi porterà a casa sua pensai speranzoso, invece teneva nascosto in una mano un collare, lo tirò fuori e me lo mise al collo. Dopo un po’ mi trovai improvvisamente in uno strano posto, dove c’erano tanti fratelli con la coda che mi accoglievano un po’ tristi e un po’ felici, ma ho capito subito che non era un luogo dove mi sarebbe piaciuto vivere, anche se c’erano tanti altri miei simili.

Yoghi: storia di un cane

Yoghi e il canile

E il gatto: ” Ma perché, che posto era? ” E Yoghi: ” Scoprii subito che quello era un canile, un posto dove tanti cani perdono la speranza di uscire ed essere adottati. Io ho sperato tanto di rimanere li solo qualche giorno e che il mio papà senza coda mi avrebbe sicuramente cercato e ritrovato, per portarmi finalmente a casa, invece parlando con i miei amici che erano nel canile, scoprii che difficilmente saremmo usciti da lì. Pensate seppi che molti di loro, erano rinchiusi addirittura dalla nascita.”- ” Alcuni ritenuti pericolosi, sono tenuti nelle gabbie, in quanto i loro ex papà e mamme senza coda li avevano educati a non fidarsi di nessuno persino dei loro fratelli con la coda e ad essere prepotenti.

Il gatto fa un sospiro e aggiunge :” Gli uomini ancora non comprendono che noi pelosi, nasciamo tutti buoni, purtroppo e la società umana che tenta di cambiarci.” Interviene un altro cane che dice:” Amici, il canile però non è un posto tanto male, so che assicurano almeno una ciotola di crocchette al giorno, sebbene a volte scadenti e un riparo sulla testa, ma, come vorremmo avere tutti noi un papà e una mamma senza coda, con cui stare accoccolati sul divano a guardare un bel film.

E Yoghi concludendo: “Si è vero. E così un bel giorno, per mia grande fortuna, è arrivata Luisa una bimba che mi ha scelto, preso in braccio e mi ha portato a casa sua. Da allora la mia vita è cambiata, mi sento  accettato, amato e sono felice. Ho promesso a me stesso che la avrei aiutata, difesa e protetta, le terrò sempre compagnia e quando lei sarà triste avrà sempre da me una zampa su cui piangere perché le sarò Fedele per tutta la vita.”  Con questo racconto Yoghi, ha lasciato tutti i presenti a bocca aperta facendoli sognare e sperare per il futuro, ricordando loro che bisogna sempre fidarsi del buon cuore dei bambini.

Yoghi: storia di un cane

Certo lui è uno dei pochi fortunati, ma quanti altri attendono di essere adottati? Nonostante la capacità e la bravura di tanti che operano nel settore del volontariato con gli animali, tanti pelosi, trascorrono tutta la vita dietro le sbarre o i box di un canile, senza aver commesso nulla di male, per la sola colpa di essere venuti al mondo.


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