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Chieti, sovraffollamento canile rifugio comunale

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Disposto il disciplinare con i gradi di priorità per l’accoglienza dei cani di proprietà

di SONIA DI MASSIMO

Le statistiche parlano chiaro: nelle nostre città il fenomeno del sovraffollamento nei canili rappresenta una delle criticità da arginare, situazione che va a degenerare al sud considerata la presenza piuttosto nutrita di molti cani randagi non sterilizzati lungo le strade. Molto spesso il numero degli animali oltrepassa la soglia limite consentita dal canile rifugio. Ecco perché il Comune di Chieti, nella persona dell’assessore Alessandro Bevilacqua, con delega alle Politiche del mondo animale, si è attivato per fronteggiare la
questione sovraffollamento del canile rifugio comunale “Achille Bonincontro” di Strada Vallepara, in grado di accogliere 250 cani.

Il provvedimento disciplina l’inserimento all’interno della struttura dei cani di proprietà regolarmente iscritti all’anagrafe canina del Comune di Chieti e, dunque, dotati di “microchip” per l’identificazione del cane, (il microchip è obbligatorio per legge, tanto che è vietato cedere un cane se ne è sprovvisto). Il disciplinare regolamenta sia l‘accoglienza temporanea dell’animale sia l’eventuale ingresso nel canile di un cane di proprietà accalappiato in quanto vagante per le strade.

Ora, il regolamento comunale per la tutela degli animali, approvato con delibera del Consiglio Comunale di Chieti nel 2015, dispone che, a seguito di un periodo preliminare di osservazione presso il canile sanitario, è possibile far richiesta di autorizzazione al Sindaco di consegna del cane al rifugio comunale, qualora il proprietario incorresse nell’impossibilità di detenere con sé l’animale.

“Nella domanda – ha sottolineato l’assessore Bevilacqua- dovranno essere indicate le cause che impediscono la detenzione, il certificato di proprietà/iscrizione all’Anagrafe canina, foto e libretto sanitario. Il Sindaco, verificata la completezza della domanda e la disponibilità del
canile a consentire nuovi ingressi comunica al richiedente l’avvenuto rilascio dell’autorizzazione o il diniego. Nel caso in cui non vi sia disponibilità al momento della richiesta- ha concluso l’assessore – verrà redatta ed aggiornata una lista d’attesa che sarà utilizzata sulla base
dei criteri di priorità”.

Ecco le prescrizioni contenute nel disciplinare che individua i tre gradi di priorità indicati dall’ufficio Sanità del Comune che consentono l’introduzione nel canile: 

Chieti, sovraffollamento canile rifugio comunale
Chieti, sovraffollamento canile rifugio comunale

3 gradi di priorità regolamento canile di Chieti

Priorità 1): Cane sequestrato/confiscato; cane di proprietà di una persona deceduta senza parenti/senza eredi; cane di persona sola anziana non più autosufficiente senza parenti; cane con aggressività non controllata.

Priorità 2): Famiglie indigenti in condizioni oggettive di bisogno che hanno necessità di collocare il cane nella struttura comunale per le seguenti motivazioni:

A) sfratto esecutivo, impossibilità a reperire alloggio idoneo anche per il cane;

B) Allergia al pelo di cane di un familiare convivente manifestatasi dopo il possesso del cane (con impossibilità a detenere il cane in spazio idoneo nel cortile);

C) Importanti motivi di salute di un familiare convivente che possono essere aggravati dalla convivenza con il cane (con impossibilità a detenere il cane in spazio idoneo nel cortile);

D) Cane di proprietà di una persona deceduta con parenti indigenti non eredi che non se
ne vogliono occupare;

E) Cane di persona sola anziana non più autosufficiente con parenti (indigenti) che non se ne vogliono occupare;

F) trasloco in alloggio insufficiente/con regolamento condominiale che vieta la detenzione di animali in condominio.

Priorità 3): Famiglie ancorché non indigenti che hanno necessità di collocare il cane in canile per le seguenti motivazioni:

A) sfratto esecutivo e impossibilità a reperire alloggio idoneo anche per il cane;

B) Allergia al pelo di cane di un familiare convivente manifestatasi dopo il possesso del cane (con impossibilità a detenere il cane in spazio idoneo nel cortile);

C) Importanti motivi di salute di un familiare convivente che possono essere aggravati
dalla convivenza con il cane (con impossibilità a detenere il cane in spazio idoneo nel cortile);

D) Cane di proprietà di una persona deceduta con parenti non eredi che non se ne vogliono occupare;

E) Cane di persona sola anziana non più autosufficiente con parenti che non se ne vogliono occupare.

Alcune delucidazioni di carattere economico inerenti le eventuali spese di mantenimento dell’animale per il periodo di accoglienza nel canile rifugio: il contributo economico alle spese non è dovuto per le rinunce con grado di priorità 1 e 2, mentre il versamento annuale dell’importo di 300 euro è previsto per le rinunce con grado di priorità 3. 
Qualora la rinuncia del cane si verificasse per motivi non riconducibili ad una delle tre priorità e l’animale venisse preso in consegna nel canile rifugio, il proprietario è tenuto a versare la quota annuale di 400 euro per il mantenimento. In merito ai cani vaganti ospitati nella struttura, questi saranno riconsegnati ai legittimi proprietari a fronte di un contributo pari a 30 euro (a titolo di rimborso spese forfettario) e 5 euro per ogni giorno di ricovero nella
struttura, oltre agli eventuali costi sostenuti per microchippatura e trattamenti sanitari.

Nell’evenienza, infine, in cui il proprietario non provvedesse all’esborso delle spese previste per il recupero e il ricovero nel canile, l’amministrazione procederà alla riscossione coattiva dell’importo dovuto. Una regolamentazione, questa, predisposta al fine di ottimizzare al meglio gli spazi del canile rifugio a favore del benessere degli animali ospitati. Purtroppo, una delle motivazioni dei sovraffollamenti è determinata dalla deprecabile pratica dell’abbandono dei cani. Un rimedio nobile per la riduzione del fenomeno è senza dubbio quello di incentivare la pratica dell’adozione.

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