Nuovi input: strutture di accoglienza alternative a canili e “residence”

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Per gli animali costretti a dividersi dai padroni

di SONIA DI MASSIMO

Il distacco forzato da un pelosetto, quando la vita ci pone di fronte a
contingenze impreviste, crea quel nodo alla gola difficile da sciogliere. La
questione diventa poi gravosa allorché non riusciamo a collocare il nostro
amico a 4 zampe in un ambiente che riesca in toto a sostituire quello di
provenienza. In questi frangenti si pone il problema annoso di trovare a
tutti i costi una nuova soluzione alternativa al canile e altresì a quei
residence-asilo che prospettano rette inaccessibili ai più. Ma spesso si
tratta di una ricerca affannosa e improduttiva.

Abbiamo accennato qualche tempo fa all’eccellente idea di una coppia composta da un’etologa e da un’educatrice cinofila, fautrici di un
ospizio per animali in lutto.
L’amore per gli animali e lo zelo di chi si prodiga per essi dovrebbe
spronare alla realizzazione di ulteriori strutture di accoglienza per animali
da affezione costretti ad allontanarsi dai loro amati padroni per svariati
motivi da cui inesorabilmente non possono sottrarsi.

Certo è che ogni nobile opera comporta onori ma anche oneri da sostenere in principio. Le possibilità di svincolarsi da queste fardelli finanziari esistono, in quanto sono attive tante associazioni che si mobilitano quotidianamente per rendere concrete queste iniziative. Per non parlare delle istituzioni pubbliche che oggi sono particolarmente sensibili alle delicate tematiche connesse al mondo animale.

Basterebbe rendere noto divulgando le problematiche di molti proprietari di cani o gatti che, a differenza di spregiudicati “pseudo padroni” avvezzi alla malsana pratica dell’abbandono (per appagare egoisticamente il puerile desiderio di vacanza), hanno impellenza di inserire il loro animaletto in una struttura atta ad ospitarlo nell’attesa di trovare un nuovo nucleo familiare.

Sarebbe dunque opportuno creare un ricovero che proponga
importi modici assicurando al contempo agli animali, a mo’ di affido
temporaneo, condizioni strutturali e ambientali idonee, previo controlli
sanitari espletati dalle Asl o da strutture ambulatoriali messe a disposizione dai relativi Comuni.

Il tutto affidato alle competenze di uno staff professionale in grado inoltre di incentivare la pratica dell’adozione.
Altre funzioni utili che potrebbero espletare questi centri, consisterebbero in permanenze di un arco temporale necessario al proprietario dell’animale, di adempiere tranquillamente le proprie funzioni lavorative o private.
Quante volte alcuni di noi hanno udito dai balconi latrati e gemiti
strazianti di cagnolini che sporgevano sconsolati il muso in attesa del loro
padrone?

Per i tanti proprietari arenati in molteplici difficoltà si tratterebbe di
un supporto che, attraverso la pianificazione di una semplice struttura
logistica, creerebbe per l‘animale un solido ponte da una casa all’altra,
garantendogli così un proseguimento sereno di vita privo di traumi.
Quali sono i criteri necessari? Essenzialmente buona volontà,
sensibilità e spirito di iniziativa.

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