Incidenti stradali con animali coinvolti: Abruzzo sul triste podio

Incidenti stradali con animali coinvolti: Abruzzo sul triste podio

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Le notizie di un problema che passa sottotraccia ma riguarda tutti

di Michele Brunetti

L’anno scorso, in Italia, sono stati 164 gli incidenti significativi con il coinvolgimento di animali, con un aumento dell’11% rispetto al 2018. Le vittime sono state 15 (+36%) e 221 le persone rimaste seriamente ferite (+17%). La nostra regione si è piazzata al terzo posto in questa drammatica classifica, i dati sono stati forniti dall’Osservatorio Asaps, l’associazione sostenitori Polstrada. In 141 casi l’incidente è avvenuto con un animale selvatico, in 23 con uno domestico; 131 gli incidenti avvenuti di giorno e 33 di notte, 162 sulla rete ordinaria e 2 nelle autostrade ed extraurbane principali. Peggio dell’Abruzzo a quota 16, la Lombardia con 20 sinistri e la Campania con 17. Nonostante il lockdown, nei primi 7 mesi del 2020 l’osservatorio ASAPS ha registrato già 86 incidenti gravi che hanno causato 5 morti e 111 feriti, in questo primo periodo il maggior numero dei sinistri gravi con animali si è verificato in Piemonte con 10, l’Emilia Romagna con 9 e ancora in terza posizione l’Abruzzo con 8.

L’evidenza dei dati ci porta a una considerazione critica, ogni anno gli incidenti nei quali muore o rimane ferito solo l’animale con danni esclusivamente ai mezzi, sono migliaia, ma è difficile farne il calcolo esatto. Nella grande maggioranza di questi casi, gli automobilisti coinvolti non denunciano il sinistro sapendo che difficilmente verranno rimborsati. La nostra regione, costituita da parchi e riserve naturali da sogno, deve fare i conti con questi accadimenti da decenni. Secondo ASAPS quello degli incidenti col coinvolgimento di animali, in particolare selvatici e specialmente in alcune zone ad alta frequenza per questo tipo di sinistri, richiede l’adozione di ulteriori e più efficaci strumenti difensivi per la sicurezza della circolazione. Oltre che pensare all’assicurazione, sarebbe bene anche stimolare la coscienza collettiva, segnalare è sempre buona cosa, ancor di più quando con un soccorso veterinario tempestivo si potrebbe salvare o quantomeno ricercare un essere vivente in difficoltà.

Incidenti stradali con animali coinvolti: Abruzzo sul triste podio

I consigli per evitare gli incidenti con animali selvatici riguardano tutti

In primis, in sede di progettazione di autostrade e strade extraurbane, occorre prevedere dei sottopassaggi laddove sono stati rilevati attraversamenti di animali. Con la corretta informazione, supportata e diffusa da campagne di sensibilizzazione, si deve favorire una maggior sinergia tra automobilisti e organi di polizia stradale affinché ogni pericolo sia segnalato tempestivamente, creando una vera mappatura dei luoghi più a rischio e nelle zone montuose abruzzesi questo potrebbe fare davvero la differenza. Gli enti proprietari strada dovrebbero essere obbligati, oltre che potenziare la segnaletica, a installare reti ad alto impatto lungo le principali arterie, curandone la manutenzione periodica, in modo da evitare pericolosi buchi a ridosso della carreggiata in cui potrebbero infilarsi gli animali. Un dettaglio, spesso trascurato ma di grande conto, è quello di curare la presenza di catarifrangenti che funzionano da dissuasori per il passaggio della fauna, come già sperimentato in alcune province italiane.

A Lussemburgo fanno ancora di meglio, grazie alla progettazione e installazione di catarifrangenti che riflettono la luce dei fari ortogonalmente al percorso stradale verso la campagna, i riflettori colpiti dalla luce dei fari producono una barriera di delimitazione ottica, gli animali selvatici sono quindi abbagliati e bloccati momentaneamente fuori dalla strada e quando sta passando un autoveicolo, non tentano l’attraversamento della carreggiata. Nei Paesi Bassi fioccano opere come i ponti per animali, i cavalcavia verdi e i sovrappassi per la fauna selvatica, nelle aree in cui sono state edificate hanno ridotto dell’80% le collisioni tra auto e animali.

I maggiori rischi sulle strade di determinate zone, avvengono nella tarda serata e nelle prime ore del mattino. Per chi si mette al volante, i consigli utili sono quelli di non viaggiare a velocità troppo elevate e disinserire i fari abbaglianti che potrebbero bloccare gli abitanti della natura in mezzo alla carreggiata, per gli automobilisti sarebbe meglio evitare di sterzare bruscamente davanti all’animale, per quanto possa essere difficile controllare un riflesso istintivo nell’immediato. I motociclisti, che corrono maggior rischi per la loro incolumità, sono tenuti a prestare grande prudenza specialmente sui lungi rettilinei al tramonto, la fauna non percepisce la strada come un pericolo, noi invece sì e tenerlo ben a mente potrebbe aiutarci.


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