La straordinaria storia di una docente e del cane Piccolo raccontata in un’intervista realizzata dai suoi alunni
Il compito più alto di un uomo è sottrarre gli animali alla crudeltà (Émile Zola).
Questa è la filosofia di vita della professoressa Emanuela Colasante – docente di scienze e matematica presso l’istituto comprensivo Giardini, presieduto dalla Dirigente scolastica Alessandra Camilla Medoro – protagonista di una tenera ed encomiabile esperienza con cui si racconta ai nostri microfoni.
Buongiorno professoressa. La ringraziamo per averci dato la possibilità di intervistarla. Abbiamo saputo che ha adottato un cane randagio di circa 10 anni di nome Piccolo che ha trovato ferito e poi curato, portandolo da un veterinario e medicandolo lei stessa a casa sua. La sua premura ci ha meravigliato e vorremmo conoscere meglio l’episodio approfondendo il tema sugli animali in generale. Ci sarebbe di grande aiuto per sensibilizzare la società a rispettare gli animali.

Quando e come è nata la sua passione per gli animali? –E.F.
La mia passione nasce fin da piccola, quando mi approcciavo ai cani pur se randagi, rischiando di essere morsa. Prediligo cani e gatti.
Sappiamo che ha trovato un cane randagio, in quale luogo si trovava?
–A.C.
Il cagnolino era ferito e si trovava nei pressi dell’abitazione di mia zia; il
padrone purtroppo era deceduto.
Cosa ha provato dentro di lei quando ha visto in che stato era quel
cagnolino? –D.C.
Vedendolo in quelle condizioni, ho provato molta tenerezza. Era tanta la voglia di
salvarlo, così ho escogitato un metodo per portarlo dal veterinario.
Secondo lei l’animale che ha trovato è stato abbandonato? Cosa ne pensa
sull’abbandono degli animali? –A.R.
Il cagnolino era già stato precedentemente abbandonato due volte dal nipote della
signora deceduta. Penso fermamente che bisogna contrastare con determinazione il
fenomeno dell’abbandono degli animali se li si ama davvero.
Professoressa, in quali condizioni era esattamente e quali ferite riportava il
cagnolino quando l’ha trovato? – A.V.
Presentava lacerazioni e ferite molto profonde, probabilmente era stato aggredito da un altro cane. Nei primi giorni era molto avvilito.
Come ha reagito il cane quando l’ha vista? – V.C.
Era spaventato e cercava conforto.
Quando si è resa conto che il cane era ferito, perché ha deciso di
prenderlo e non lasciarlo lì? –E.D.Q.
È stata una decisione istintiva quella di portarlo dal veterinario; mi ha suscitato una profonda compassione.
Sapeva già cosa avrebbe fatto per curarlo o qualcuno le ha
consigliato di portare il cane dal veterinario? –P.D.O.
Io ho lottato per portarlo dal veterinario nonostante il dissenso di altre persone.
Perché una volta che il veterinario lo ha medicato, si è sentita in dovere
di provvedere lei stessa alle cure del cane? –M. C.
Non mi sentivo di lasciarlo nuovamente libero e ho deciso di tenerlo.
Quali sentimenti ha provato nell’accudire con continuità un cane
ferito? –G.D.N.
Ho provato gioia perché il cane cominciava a fidarsi di me. Mi piacerebbe ripetere l’esperienza con altri animali.

Come si è sentita quando ha capito di aver salvato un essere
vivente? –C.D.O.
Mi sono sentita utile ed è stata una sensazione molto piacevole.
Professoressa, come mai dopo la guarigione di Piccolo ha deciso di
adottarlo? Il cane ha ricambiato il suo affetto? –M.D.M.
In primis per non rischiare di metterlo in pericolo lasciandolo in strada e poi perché
comunque da parte sua era già presente un sentimento di affetto nei miei confronti.
Un affetto impagabile.
Quali sono stati i guai peggiori che ha combinato il cane? –A. A.
Non ha mai combinato guai, qualche volta è scappato per andare dalle cagnoline. Il
cane è ancora un po’intimorito.
Professoressa, secondo lei Piccolo soffre ancora nonostante lo abbia accudito e curato? –I. C.
Per molto tempo ha portato il collare elisabettiano per evitare di leccarsi le ferite
accompagnate dalle lacerazioni alle zampe provocate probabilmente da altri cani. Si mostra ancora un po’ diffidente, ma è sicuramente più sereno.
Sappiamo che lei ha anche un altro cagnolino: sono diventati amici? F.D.S.
I due non sono ancora riusciti a diventare amici. Ma è solo questione di tempo.
Grazie per averci dedicato il suo tempo. Speriamo che le persone, ascoltando la sua storia, possano capire quanto è importante prendersi cura degli animali.

Gli alunni della 3^D
Scuola Secondaria di I grado
Istituto Comprensivo Giardini-Plesso di Farindola
Referenti progetto:
Prof.ssa Giovanna Di Nucci
Prof.ssa Sonia Di Massimo
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