Cani potenzialmente pericolosi, il Codacons sul piede di guerra: le istituzioni introducano l’obbligo di patentino

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di SONIA DI MASSIMO

Per quanto sia amico dell’uomo, è innegabile che esistano razze di cane
ritenute a rischio per l’incolumità altrui e altresì del proprio padrone. È alla ribalta delle cronache da alcuni giorni la tragedia avvenuta a Brugnera, in provincia di Pordenone, dove un 74enne è rimasto vittima dell’inspiegabile aggressione di due cani di razza AmStaff, a cui l’uomo era avvezzo dar da mangiare, essendo un abitudinario frequentatore della casa confinante con la sua proprietà.


Ora, non trattandosi purtroppo di un episodio isolato, come testimoniano i dati che registrano nel nostro paese una media annua di 70mila attacchi all’uomo da parte di cani, giunge ancora più sonoro l’appello del Codacons che ribadisce il dovere categorico di istituire il patentino obbligatorio per coloro che posseggono un cane di razza classificata potenzialmente pericolosa, in quanto imputabile di sferrare attacchi. ll patentino viene rilasciato ai possessori di cani che frequentano un corso specialistico per diventare proprietari responsabili, al fine di gestire le razze a rischio o i cani che hanno manifestato disturbi comportamentali.

I corsi constano di percorsi formativi organizzati dai Comuni congiuntamente con i servizi veterinari delle Asl relative. Il Ministero della Salute individua come proprietari dei cani soggetti alla fruizione obbligatoria dei percorsi formativi quelli individuati dai Comuni in collaborazione con i Servizi Veterinari, in base all’iscrizione dei cani nei registri degli animali a rischio elevato. Ma le nuove disposizioni ministeriali hanno di fatto abrogato la “black list” delle 17 razze a rischio per caratteristiche genetiche che erano state introdotte dall’ex ministro Sirchia annullando dunque qualsiasi obbligo vigente per i proprietari.

Infatti, per il Ministero della Salute, i cani classificati “a rischio elevato per l’incolumità pubblica” sono riconducibili a tutti gli episodi di morsicatura o di aggressione.
Come sostiene Patrizia Danazzo del Rifugio di Villotta, che ha preso in
custodia il cane di Brugnera rimasto in vita, “non deve essere fatto un
processo alla razza. Ogni razza ha le sue caratteristiche fisiche diverse”, ma quel che diventa ad oggi un’impellenza legislativa da non sottovalutare è l’introduzione di un patentino che sia obbligatorio per le razze a rischio. Ricordiamo negli annali della cronaca chietina, la tragedia del giardiniere rimasto vittima nel 2008 di un letale attacco da parte di un Rottweiler che l’uomo conosceva fin da cucciolo.

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