Cina: approvata bozza di legge, stop al consumo di carne selvatica

Cina: stop al consumo di carne selvatica

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Il 24 febbraio la Cina ha approvato la bozza di legge

di LUIGI DE LUCA

in essa è inclusa il bando immediato del consumo di carne di animali selvatici, riservandosi di inserire il provvedimento nella legge sulla protezione della fauna selvatica entro la fine dell’anno.

Tra alcune specie vi è la carne di pangolino, conosciuto anche come formichiere squamoso, una carne, pare tra le più pregiate in Cina e nel sud est asiatico e, siccome è molto costosa, potersene cibare è considerato uno status symbol.

I cinesi purtroppo sono anche convinti che dalle scaglie dei pangolini opportunamente trattate si ricavino farmaci molto efficaci per curare malattie della pelle, paresi, cancro, artrite e cattiva circolazione, aumentare la produzione di latte materno, migliorare le prestazioni sessuali maschili.

Non ci sono evidenze scientifiche che provino tutto ciò, in realtà le scaglie dei pangolini sono fatte di cheratina, la stessa sostanza delle unghie umane. Tuttavia sono molto costose e dopo aver decimato gli esemplari asiatici, la Cina ha cominciato a importare i pangolini africani dal Camerun, Nigeria, dal Ghana e da altri Paesi.

La African Wildlife Foundation stima che ogni anno in Africa i bracconieri ne uccidano in media 2,7 milioni. I pangolini, troppo richiesti dalla Cina, sono stati dichiarati specie protetta perché di questo passo rischiano l’estinzione.

Cina: approvata bozza di legge, stop al consumo di carne selvatica

Nonostante ciò il bracconaggio non si è fermato e continuano ad essere i mammiferi più contrabbandati del mondo.

In Africa anche gli elefanti e i rinoceronti sono considerati specie a elevato rischio di estinzione, sterminati ogni anno a migliaia dal bracconaggio. All’inizio del secolo scorso in Asia e Africa vivevano circa mezzo milione di rinoceronti, oggi si calcola che siano non più di 30.000.

Un secolo fa gli elefanti africani erano circa 12 milioni e purtroppo adesso ne restano circa 400.000 esemplari.

I rinoceronti vengono cacciati per il corno la cui sostanza pare contenga un potente afrodisiaco, (afrodisiaco o no, la Cina deve a tutti i costi giustificarne il consumo) e gli elefanti per le zanne, con cui preparano ornamenti e soprammobili da esibire.

La Cina e il consumo di pelle d’asino

L’elenco delle specie animali decimate per colpa del comportamento dissennato dei cinesi non è finito. Gli asini stanno scomparendo in Africa per la richiesta irresponsabile, dalla pelle d’asino bollita ne ricaverebbero una gelatina chiamata “ejiao” che sciolta nell’acqua la usano come cibo, bevanda e crema per il viso.

Ritengono inoltre che abbia grandi proprietà terapeutiche e con essa confezionano medicine per curare la pressione alta, l’anemia, l’insonnia, il mal di testa, la tosse e chi più ne ha più ne metta.

I commercianti cinesi si sono rivolti ai Paesi africani dove subito si sono moltiplicati i macelli specializzati e si è sviluppato anche un redditizio mercato nero di capi rubati, uccisi ed esportati illegalmente.

Spesso gli animali vengono uccisi barbaramente per fare in fretta e venderli, vista l’incessante richiesta proveniente dalla Cina.

Tra uso e abuso di carne a rischio estinzione di una specie, vi è differenza, sappiatelo!

Oggi l’epidemia di coronavirus sta rapidamente inducendo la Cina a rivedere il proprio rapporto con la natura ma, sradicare la loro cultura non sarà semplice.

Nel 2003, quando si scoprì che alcuni animali selvatici trasmettevano la SARS, fu proibita la vendita di zibetti e serpenti. Ma la loro carne a tutt’oggi è presente nell’alimentazione cinese. Nel frattempo però, pare che il Paese sia cambiato e l’attenzione per la salute e l’igiene sono diventati priorità.

Una celebre frase di Leonardo Da Vinci recita:

È vero che l’uomo è il re degli animali, perché la sua brutalità supera la loro. Viviamo grazie alla morte di altri. Già in giovane età ho rinnegato l’abitudine di cibarmi di carne, e ritengo che verrà un tempo nel quale gli uomini conosceranno l’anima degli animali e in cui l’uccisione di un animale sarà considerata con lo stesso biasimo con cui consideriamo oggi quella di un uomo.


Leggi anche : Coronavirus, Ministero della Sanità

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