Demenza senile nei cani: come riconoscerla

Condividi

La demenza senile, l’Alzheimer o sindrome da disfunzione cognitiva e tutte quelle patologie neurodegenerative  del cane, sono identificate con l’acronimo CCD (canine cognitive dysfuction) e stanno aumentando sempre di più. 

La causa principale della maggior incidenza dei casi di demenza senile è l’aumento dell’età media dei cani. Lo stesso tipo di rapporto si ritrova anche negli esseri umani. Le cellule che compongono i neuroni sono tra le poche del nostro corpo che non sono in grado di rigenerarsi. I neuroni a lungo andare si usurano, e possono dare problemi mnemonici e cognitivi. 

Un interessante articolo di ricerca dell’università di Sydney, pone in guardia riguardo agli strani comportamenti che i cani domestici possono mostrare.
Invecchiando anche i cani, possono incorrere in uno stato di demenza, così come accade per gli esseri umani.

Se il cane resta bloccato dietro ad un mobile, non dorme la notte o mostra atteggiamenti ansiosi, potrebbe trattarsi di demenza.

Come specificato nell’articolo, quando un cane supera i 14 anni di età, va incontro ad una possibilità del 40% di sviluppare la disfunzione cognitiva canina, l’analogo della demenza negli esseri umani.
Il motivo sta proprio nella durata della vita, prolungando la stessa vita di questi animali ben oltre il limite medio di un normale randagio.

Il cane potrebbe incorrere in uno stato di demenza o di forti deficit cognitivi in pochi mesi o addirittura poche settimane e il declino mentale può essere visto in un breve lasso di tempo.

Per quanto riguarda le cure più approfondite, alcuni ricercatori stanno cercando di capire se è possibile trattare la demenza dei cani lavorando sulle cellule staminali.
Qualche buon risultato è già stato ottenuto usando delle cellule staminali create in laboratorio dalla pelle di un cane, ma si tratta di ricerche che sono ancora nella loro fase iniziale. Per il momento i supplementi nutrizionali che si trovano in commercio e che hanno un effetto neuroprotettivo , aiutano a ottimizzare le loro condizioni di vita.

Condividi

Potrebbe piacerti anche...

Post popolari

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *