Dichiarazione Universale: 14 articoli

Dichiarazione Universale: 14 Articoli

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di GISHELD

Il 15 ottobre 1978, venne proclamata la  Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Animale.

La Dichiarazione è un documento sottoscritto dalla L.I.D.A. (lega Internazionale dei diritti degli Animali) ed altre associazioni animaliste  presso la sede dell’UNESCO  a Parigi.

Pur non avendo valore giuridico, ha lo scopo di proporre un codice etico di rispetto verso l’ambiente e ogni animale. L’obiettivo della dichiarazione è sopratutto quello di sensibilizzare la società riguardo la cura e il rispetto degli animali.

La Dichiarazione venne approvata non solo dall’Unesco (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione la scienza e la cultura) ma anche dall’ONU (Organizzazione delle Nazioni Unite).

Prima di proclamare gli articoli sono state fatte alcune considerazioni.

Considerato che tutti gli animali hanno dei diritti e che disconoscere questi diritti portano l’uomo a commettere crimini verso gli animali che, il riconoscere il diritto all’esistenza degli animali è fondamentale per la coesistenza delle specie nel mondo, considerato che il rispetto verso essi è strettamente legato al rispetto fra gli umani e che questi insegnamenti sono molto importanti nell’educazione a partire dall’infanzia.

dichiarazione universale, 14 articoli

Si proclama :

Articoli della Dichiarazione

Articolo 1
tutti gli animali nascono uguali davanti alla vita e hanno gli stessi diritti all’esistenza.

Articolo 2
a) Ogni animale ha diritto al rispetto; b) l’uomo, in quanto specie animale, non può attribuirsi il diritto di sterminare gli altri animali o di sfruttarli violando questo diritto. Egli ha il dovere di mettere le sue conoscenze al servizio degli animali; c) ogni animale ha diritto alla considerazione, alle cure e alla protezione dell’uomo.

Articolo 3
Nessun animale dovrà essere sottoposto a maltrattamenti e ad atti crudely (artt. 544, 544 bis, 544 ter, 544 quarter, 544 quinquier);
b) se la soppressione di un animale è necessaria, deve essere istantanea, senza dolore, né angoscia.

Articolo 4 della Dichiarazione
a) Ogni animale che appartiene a una specie selvatica ha il diritto di vivere libero nel suo ambiente naturale terrestre, aereo o acquatico e ha il diritto di riprodursi; b) ogni privazione di libertà, anche se a fini educativi, è contraria a questo diritto.

Articolo 5
a) Ogni animale appartenente ad una specie che vive abitualmente nell’ambiente dell’ uomo ha diritto di vivere e di crescere secondo il ritmo e nelle condizioni di vita e di libertà che sono proprie della sua specie; b) ogni modifica di questo ritmo e di queste condizioni imposta dall’uomo a fini mercantili è contraria a questo diritto.

Articolo 6
a) Ogni animale che l’uomo ha scelto per compagno ha diritto ad una durata della vita conforme alla sua naturale longevita’; b) l’abbandono di un animale è un atto crudele e degradante. (artt. 727 e 727 comma 2 CP)(tutti fgli articoli sui maltrattamenti fanno parte di una legge emanata nel 2004, in Italia, la 189/2004)

Articolo 7
Ogni animale che lavora ha diritto a ragionevoli limitazioni di durata e intensità di lavoro, ad un’alimentazione adeguata e al riposo.

Articolo 8 della Dichiarazione
a) La sperimentazione animale che implica una sofferenza fisica o psichica è incompatibile con i diritti dell’ animale sia che si tratti di una sperimentazione medica, scientifica, commerciale, sia di ogni altra forma di sperimentazione; b) le tecniche sostitutive devono essere utilizzate e sviluppate.

Articolo 9
Nel caso che l’animale sia allevato per l’alimentazione deve essere nutrito, alloggiato, trasportato e ucciso senza che per lui ne risulti ansietà’ e dolore.

Articolo 10
a) Nessun animale deve essere usato per il divertimento dell’ uomo; b) le esibizioni di animali e gli spettacoli che utilizzano degli animali sono incompatibili con la dignità dell’animale.

Articolo 11
Ogni atto che comporti l’uccisione di un animale senza necessità è un biocidio, cioè un delitto contro la vita (art. 544 bis CP).

Articolo 12 della Dichiarazione
Ogni atto che comporti l’uccisione di un gran numero di animali selvatici è un genocidio, cioè un delitto contro la specie; b) l’inquinamento e la distruzione dell’ambiente naturale portano al genocidio.

Articolo 13
a) L’animale morto deve essere trattato con rispetto; b) le scene di violenza di cui gli animali sono vittime devono essere proibite al cinema e alla televisione a meno che non abbiano come fine di mostrare un attentato ai diritti dell’animale.

Articolo 14 della Dichiarazione
a) Le associazioni di protezione e di salvaguardia degli animali devono essere rappresentate a livello governativo; b) i diritti dell’ animale devono essere difesi dalla legge come i diritti dell’uomo.

Dagli anni ’70, dopo la Dichiarazione e da questi principi fondanti, sono dovuti passare altri vent’anni prima che si potessero ottenere le prime leggi e normative effettive a favore della tutela animale.

Nel 1991 nasce finalmente la legge quadro nazionale 281/91 contro il randagismo, che considera il Sindaco di ogni comune, l’autorità competente e responsabile del benessere di tutti gli animali presenti sul proprio territorio; il Sindaco è infatti tenuto a controllare e a prevenire maltrattamenti, ad arginare il fenomeno del randagismo tramite sterilizzazioni periodiche effettuate dale Asl veterinarie, e ad assicurare agli animali un buono stato di salute tramite i servizi preposti.

Nel 2004 nasce la legge nazionale 189/2004, inerente le disposizioni concernenti il divieto di maltrattamento degli animali, nonché di impiego degli stessi in combattimenti clandestini o competizioni non autorizzate.


Nel 2009 entra anche in vigore a livello europeo, l’art. 13 del Trattato di Lisbona che recita:

Nella formulazione e nell’attuazione delle politiche dell’Unione nei settori dell’agricoltura, della pesca, dei trasporti, del mercato interno, della ricerca e sviluppo tecnologico e dello spazio, l’Unione e gli Stati membri tengono pienamente conto delle esigenze in materia di benessere degli animali in quanto esseri senzienti, rispettando nel contempo le disposizioni legislative o amministrative e le consuetudini degli Stati membri per quanto riguarda, in particolare, i riti religiosi, le tradizioni culturali e il patrimonio regionale.

Insegnamento a partire dall’infanzia

La Dichiarazione Universale dei diritti dell’Animale ripetiamo, non ha un valore giuridico, ma fornisce comunque delle linee guida etiche e morali per quanto riguarda il comportamento da tenere verso di esso.

L”insegnamento a partire dall’infanzia, di principi fondanti nel rispetto verso gli animali, è fondamentale e la Dichiarazione fornisce un valido aiuto.

Alcuni studi sostengono, “i bambini che rispettano gli animali, saranno adulti migliori”, a dirlo è anche un gruppo di psicologi dell’università di Cambridge, che, interrogati sull’argomento, hanno confermato come il rispetto all’altro e la capacità di relazionarsi con il mondo in maniera equilibrata, passi anche attraverso un corretto rapporto con gli animali.

Un animale educa alla “diversità e alla differenza”, perché dimostra al bambino, che esistono altri esseri viventi meritevoli e in grado di offrire molto dal punto di vista affettivo.

I bambini che imparano a conoscere gli animali, sviluppano una capacità empatica, che li porta a comprendere le emozioni e i comportamenti altrui, proprio perché allenati fin da subito, all’osservazione di un altro essere vivente senziente, cioè capace di provare sensazioni.

L’attenzione, la comprensione e la compassione per tutti gli esseri viventi dovrebbero essere al primo posto negli intenti educativi degli adulti verso i bambini., quando viene a mancare, è perché gli stessi adulti non hanno sviluppato una cultura “pet oriented”, cioè, propensa o orientata verso gli animali.

In ogni modo, non è mai troppo tardi per colmare questo “vuoto”.


Leggi anche Un asino per amico

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