vita da lupi

Shaun Ellis e la sua “vita da lupi”

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di GISHELD

Shaun Ellis ricercatore inglese, naturalista ed ex marine, ha vissuto in maniera primitiva con un branco di lupi grigi per diciotto mesi.

Oggi risiede in un piccolo paesino del North Devon, distretto della contea inglese a trecento chilometri a sud est di Londra, in parte vive nella tenda all’interno del campeggio di fianco una recinzione dove vivono alcuni esemplari che ha allevato sin da cuccioli, e con loro può tutto: mostra i denti, ulula, morde e si spartisce la carne cruda di alce e cervo.

Shaun Ellis attento osservatore, “si fa lupo”, si inginocchia in modo che la sua testa si abbassi al livello della loro, divarica la bocca più che può, così che i lupi ispezionino l’odore che proviene dallo stomaco. Mostra il mento, mai la gola. Comprende che i lupi non vanno toccati sulla schiena; dopo un po’ di tempo si può passare la mano sul collo, appena dietro la testa o attorno le zampe inferiori. Guardarli negli occhi è considerato un segno di sfida, sarebbe da evitare. Se si alza di scatto è sicuro che lo morderanno e i lupi levano i canini solo una volta che la preda è morta.

Quando aveva vent’anni Shaun Ellis legge del naturalista americano Levi Holt che gestisce un centro di ricerca dei lupi in Idaho e ne rimane folgorato. Comincia a lavorare negli zoo e riserve naturali, gomito a gomito con i biologi e inizia a studiare più da vicino i lupi insieme ad un nativo americano che come si sa gli indiani d’America, vedono nel lupo un animale sacro, un vero e proprio Totem.

La sua “vita da lupi”

Shaun partecipa con i lupi ai loro banchetti a base di carne cruda di cervo e alce, bacche e frutti caduti dagli alberi. Impara da loro l’armonia, il rispetto della gerarchia e la supremazia. E un giorno quando una femmina abbandona tre dei suoi cuccioli, Shaun Ellis se ne prende cura. Li chiama Yana, Tamaska e Matsi e li svezza come avrebbe fatto la madre.

Dorme a contatto con loro. Passa il cibo dalla sua bocca. Insegna come si pesca: agita un pesce morto appena sotto il pelo dell’acqua, come fosse vivo, e li abitua a procacciarsi il cibo. Perché crescano come lupi, fa ascoltare loro i richiami registrati di altri esemplari. Quindici giorni e hanno già mandibole tenaci.

Shaun Ellis e la sua "vita da lupi

Nonostante sia stato lui ad aver insegnato loro a far vita da lupi, ha sempre il terrore che questi lo aggrediscano e lo scaccino dalla cerchia. Il pasto è il momento più rischioso, è al cospetto della preda che ognuno rivendica i suoi diritti all’interno del branco. Shaun Ellis quindi ringhia, grugnisce e morde come farebbero loro.

Ha rischiato la vita in più occasioni, in una c’era di mezzo un pezzo di carne e nell’altra si stava contendendo l’acqua. Il lupo spiccò un salto di tre metri, battendogli addosso e lo scaraventò a terra. Lo azzannò, ma si arrestò appena prima di frantumargli la mascella. Lo aveva morso per tenerlo al suo posto e per valutare se Shaun meritasse di condividere il loro territorio.

I biologi l’hanno da sempre messo in guardia: al primo segno di debolezza, il lupo lo avrebbe assalito, ad ogni suo ingresso compiva il rituale di strofinarsi contro di lui, partendo dai piedi per arrivare fino alla testa e li bisognava stare attenti, per evitare che lo azzannasse dietro la nuca. La dentatura del lupo è praticamente paragonabile a quella di uno squalo .

Oggi Shaun ha la pelle segnata da ferite, le prime volte per curarle andava in ospedale, ma quando tornava nel branco i lupi gli disfavano i punti leccando le lacerazioni, le ferite invece di infettarsi guarivano perchè la loro saliva riduceva la prolificazione batterica, infatti negli anni il suo sistema immunitario si è rafforzato.

Shaun Ellis oggi cinquantacinquenne, è considerato uno dei massimi conoscitori della specie, è il fondatore di Wolf Pack ossia il metodo di come gestire la sopravvivenza con i lupi, ed è coinvolto in una serie di progetti di ricerca internazionali.

Se si vive in mezzo ai lupi si deve agire come un lupo” cit. di Nikita Krusciov

Il Portale di Birillo

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