Difesa del mare e Stop trivelle, la barca di Greenpeace approda in Abruzzo

Difesa del mare e Stop trivelle, la barca di Greenpeace approda in Abruzzo

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Scienza e volontari per salvare l’Adriatico

di Michele Brunetti

L’imbarcazione di GreenPeace, denominata Bamboo, con a bordo i volontari dell’associazione ambientalista, dopo aver fatto tappa a San Benedetto del Tronto, è stata, pochi giorni fa, a Pescara e nella zona dell’area protetta Torre di Cerrano, fra Pineto e Silvi Marina. A bordo i volontari dell’associazione lottano per sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema dell’inquinamento marino, che in modo particolare colpisce l’Adriatico, anche a causa delle trivellazioni.

“Più che di transizione ecologica dovremmo parlare di finzione ecologica del nostro governo, – ha dichiarato Giuseppe Ungherese, responsabile Campagna Inquinamento Greenpeace Italia -, se davvero vogliamo abbattere le emissioni di gas serra, occorre fermare le nuove trivellazioni e smetterla di dire che il gas fossile è amico del clima perché è falso. Non abbiamo tempo da perdere con il greenwashing del ministro Cingolani e di ENI: chiediamo che in questo mare, e in nessun mare, ci sia più posto per le trivelle”.

Da decenni l’Adriatico è uno dei mari che più soffre per una serie di attività pericolose, a cui oggi si aggiungono gli impatti dei cambiamenti climatici. Nel rapporto “Bombardamento a tappeto”, Greenpeace ha dimostrato che, anche limitandosi a considerare una dozzina di specie ittiche di importanza commerciale (rispetto alle decine pescate in Adriatico), i suoi fondali sono preziosi per la pesca. Per la sua conformazione particolare, l’Adriatico è probabilmente il mare più pescoso del Mediterraneo: il settore della pesca vale circa 300 milioni di euro l’anno e offre lavoro a circa 10 mila persone. Senza contare altri settori come l’acquacoltura e la mitilicoltura, non meno importanti.

La spedizione “Difendiamo il mare” di Greenpeace Italia vuole documentare la bellezza e la fragilità dei nostri mari, denunciare come i cambiamenti climatici e l’inquinamento da plastica siano interconnessi e producano impatti negativi sull’ecosistema marino e sulle comunità costiere. Grazie alla barca a vela Bamboo, messa a disposizione dalla Fondazione Exodus di don Mazzi, Greenpeace sta monitorando lo stato di salute del Mar Adriatico centro-meridionale.

Difesa del mare e Stop trivelle, la barca di Greenpeace approda in Abruzzo

La Barca Bamboo di GreenPeace riunisce volontari e scienziati

A bordo, insieme agli attivisti dell’associazione ambientalista, ci sono le ricercatrici dell’Istituto per lo studio degli impatti Antropici e Sostenibilità in ambiente marino (IAS) del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Genova, del DiSVA (Dipartimento di Scienze della Vita e dell’Ambiente) dell’Università Politecnica delle Marche specializzati nello studio delle microplastiche, ed esperti di flora e fauna marina costiera del DiSTAV (Dipartimento di Scienze della Terra dell’Ambiente e della Vita) dell’Università di Genova.


Nella tappa nell’Area Marina Protetta Torre del Cerrano è stata organizzata una passeggiata ecologica insieme a numerose associazioni e gruppi del territorio (Legambiente, L’eco del Tavo, Save the green, Progetto 1K, SplendenteClean Up Pescara), per raccogliere i rifiuti in plastica dispersi nelle pinete di Pineto e Silvi, perché insieme al mare vanno tutelate anche le spiagge e le zone in vicinanza di esse.


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