Bene la nostra regione anche nella raccolta differenziata
Crescono e arrivano a quota 598 i Comuni rifiuti free, quelli dove ogni cittadino produce al massimo 75 kg di secco residuo all’anno, ben 51 in più dello scorso anno, una buona notizia, considerando che la crescita maggiore è avvenuta nel Meridione e il merito della rimonta del sud va al nostro Abruzzo, che porta i propri comuni virtuosi da 15 a 38, passando dal 5 al 12% sul totale dei comuni della Regione. Sono questi i dati che emergono da Comuni Ricicloni 2020, l’indagine è stata presentata il 22 ottobre 2020 durante EcoForum, organizzato da Legambiente, Editoriale La Nuova Ecologia e Kyoto Club.
Buoni anche i risultati della Campania, che sale dal 4 al 7%, e della Sicilia che passa da uno a otto comuni, da 0 a 2%. I comuni rifiuti free del Sud Italia sono passati da 84 a 122 e pesano, ora, per il 20,4% sul totale dei comuni in graduatoria. La classifica è guidata dal Nord-Est. Veneto e Trentino Alto Adige sono le regioni più virtuose, il centro resta immobile. Secondo gli ultimi dati ISPRA disponibili del 2018, nel complesso in Italia la produzione dei rifiuti rimane alta, con 499,7 kg/ab/anno, e se la raccolta differenziata intercetta,mediamente a livello nazionale, oltre la metà dei rifiuti prodotti con il 58,1%, si registra ancora un forte divario tra Nord (67,7%), Sud (46,1%) e Centro Italia (54,1%), ma la tendenza dell’ultimo periodo fa sperare gli esperti per un futuro sempre più sostenibile.
La produzione dei rifiuti non recuperabili e conferiti in discarica sotto gli stabiliti 75 chili per abitante all’anno raggiunta da questi 598 Comuni è sì in aumento rispetto allo scorso anno ma sono ancora pochi, per questo è determinante applicare il sistema di tariffazione puntuale su tutto il territorio nazionale, in nome del principio chi inquina paga, supportando le amministrazioni che sono riuscite a centrare l’obiettivo.

E nel sud solo l’Abruzzo e la Sardegna, superano la media nazionale nella raccolta differenziata dei rifiuti
Il livello medio nazionale è del 58%, per quanto riguarda le nostre province a guidare la classifica è Chieti con il 65%, seguita da Teramo con il 63%, da Pescara con il 42%, chiude la provincia dell’Aquila, che con il 36% è molto al di sotto della media italiana. I dati sono stati presi da Gestione circolare dei rifiuti nelle città e le nuove direttive europee, organizzato dal Green City Network, iniziativa della Fondazione per lo Sviluppo sostenibile, in collaborazione con Conai, in cui è stato presentato, a metà ottobre, il rapporto sui rifiuti urbani e l’economia circolare nel Sud Italia, dove sono state esaminate 7 regioni e 31 città.
Per la redazione del Rapporto, il Green City Network ha svolto un’indagine qualitativa a campione fra le città Capoluogo di provincia e tra quelle medie e piccole (tra i 50.000 e i 15.000 abitanti). Dal Rapporto emerge che la produzione dei Rifiuti Urbani nel corso degli ultimi anni, ovvero dal 2013-2018, è cresciuta a livello nazionale, mentre nelle regioni studiate invece è restata pressoché stabile. La Puglia ha il maggior incremento (+6 kg/ab/anno), seguita da Abruzzo e Sardegna (+3 kg/ab/anno) e Campania (+1 kg/ab/anno).
Calabria, Molise e Basilicata registrano invece una riduzione dei rifiuti rispettivamente di -10, -15 e -21 kg/ab/anno. Per la raccolta differenziata 5 regioni hanno una RD inferiore alla media nazionale (58%), solo Abruzzo e Sardegna superano la media nazionale col 60% e 67%. Per quanto riguarda il tasso di riciclo dei rifiuti urbani nel Sud è pari al 39% contro il 45% di media nazionale, nessuna Regione ha raggiunto l’obiettivo di riciclo previsto per il 2025 (55%), la Sardegna arriva al 54% ed è l’unica regione che supera il 50%, la nostra regione, insieme alla Campania, ha un riciclo tra il 40 e il 50%.

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