WWF: orso polare a rischio

WWF: orso polare a rischio

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di GISHELD

Il WWF lancia un allarme sull’orso polare: “Se la fusione dei ghiacci polari, causata dal riscaldamento globale, proseguirà come negli ultimi decenni, entro il 2050 potremmo perdere fino al 30% della popolazione di orsi”. Oggi 27 febbraio come di consueto, si celebra la Giornata mondiale dell’orso polare (l’International polar bear day) e viene festeggiato con la diffusione di un decalogo su alcune curiosità di questa specie, come per esempio il fatto che la loro pelle sia nera e non bianca.

L’orso polare, è l’animale simbolo dell’Artico. E’ un mammifero appartenente alla famiglia degli Ursidi, che vive in tutta la regione artica, dal Polo Nord alle aree settentrionali di Alaska, Canada, e Russia, nonché in Groenlandia e sulle Isole Svalbard. E’ il carnivoro terrestre più grande del nostro Pianeta: gli esemplari di maschio adulto pesano mediamente dai 350 ai 700 kg e misurano dai 2,4 ai 3 m di lunghezza. Le femmine sono grandi circa la metà dei maschi e pesano tra 150 e 250 kg.

Nonostante il suo nome, questo predatore non è poi realmente bianco. La sua pelle, sotto la folta pelliccia, è nera, così come il naso e la lingua ( è piuttosto bluastra, tendente al grigio). Lo strato più esterno della pelliccia, composta da peli cavi simili a tubicini è invece trasparente. Ogni pelo, essendo privo di colore, contiene una tasca d’aria che invece di assorbire, riflette la luce del sole facendolo sembrare bianco, mentre in realtà è trasparente.

WWF: orso polare a rischio

Il Re dell’artico, spiega il WWF, è “già classificato tra le specie vulnerabili nelle liste rosse dell’Unione internazionale per la conservazione della natura (lUCN). I cambiamenti climatici provocati dalle attività umane stanno rendendo sempre più fragile il suo habitat e la sopravvivenza di questa specie. Gli orsi polari – prosegue l’associazione ambientalista – hanno bisogno del ghiaccio marino per potersi muovere e andare in cerca di cibo”.

Secondo l’organizzazione Polar bear international “la popolazione di orsi nella baia di Hudson, in Canada, ha già subito una riduzione del 30% tra il 1987 e il 2017”. Per questo, per “assicurare un futuro all’orso polare è necessario prima di tutto lottare contro i cambiamenti climatici”.

Il WWF sostiene l’Orso polare

Il WWF sostiene e promuove la ricerca sugli effetti dei cambiamenti climatici cercando di trovare soluzioni diverse, fa  pressioni sui governi  di tutte le nazioni che ospitano gli orsi perché riconoscano e cooperino alla riduzione degli impatti del clima sulla specie.

Il WWF lavora da anni per proteggere e combattere le minacce che stanno affrontando gli orsi polari e per garantire loro un futuro. Un esempio tra i progetti di conservazione ‘Last ice area'”, in una delle zone meglio conservate dell’Artico a cavallo tra Canada e Groenlandia, ha “l’obiettivo di gestire e tutelare l’area per il benessere e la sopravvivenza degli orsi polari e delle altre specie artiche come la volpe artica , i lupi, il caribù (Rangifer tarandus), il bue muschiato, l’ermellino e la lepre artica, tra le quelle marine vi sono diverse foche , il tricheco e diverse specie di cetacei. Ognuno può decidere di sostenere i progetti; per farlo basta adottare un orso polare come riportato sul sito.

Ogni anno il 22 aprile dal 1970, si celebra la giornata mondiale della terra questa giornata ha lo scopo di sottolineare la necessità di occuparsi del nostro Pianeta e di sensibilizzare tutti noi a tematiche che possono sembrarci lontane, ma che sono in realtà alla base della nostra sopravvivenza: la scomparsa di habitat naturali, l’estinzione di specie animali, l’inquinamento dovuto a plastica o smog, sono solo alcuni tra i danni provocati dall’uomo .

Parafrasando la citazione di Gandhi, potremmo dire che il progresso morale di una Nazione, si può giudicare dal modo in cui riesce a tutelare e a conservare le specie animali.

Proteggere le specie a rischio è un dovere di tutti e insieme possiamo farlo.

leggi anche Riserva Naturale Genzana Alto Gizio

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